Repubblica Ceca: Mirabilia in Czech Land

Imago Mundi

Artisti contemporanei dalla Repubblica Ceca

Mirabilia in terra ceca
Il saluto in perfetto italiano del ragazzo che mi si para davanti, in una via di Staré Město, è accompagnato da un ampio sorriso e un plateale inchino. «Sei italiano?» – gli chiedo «No, ma parlo dieci lingue» – mi risponde. Dieci lingue per offrire “matrioske” che a volte di matrioska non hanno più nulla visto che possono anche assumere le sembianze dei calciatori più famosi.

Pavel Šmíd - Stars (2016)

Eccola, Praga Magica: una babele vociante che stordisce mentre cerco di farmi largo tra le torme di turisti, i venditori di cianfrusaglie, i procacciatori di clienti davanti ai ristoranti che, menu alla mano, offrono “rissoti alla milanese” e “spaghetti alla bolognese”; marinaretti rigorosamente black, in divisa bianca e blu, che invitano a fare un indimenticabile giro in battello sulla Moldava, macchinoni d’epoca che por- tano in tour turisti in preda a selfie mania. Su strada è un fiorire di bugigattoli money change, ogni venti metri centri di massaggi thai con all’ingresso le vasche di famelici Garra Rufa dove mettere in ammollo i piedi per un fish pedicure; non mancano in- segne che promettono, in lingua italiana, “gelato fresco (sic!), casalingo, delizioso”. Eccola Praga magica, trasformata in una Disneyland, più di qualsiasi altra città di
richiamo dell’Europa occidentale, compresa... Venezia!

Ivana Štenclova - Descendant (2016)

Difficile non rimanere inorriditi. Ma se si fa lo sforzo di astrarsi e si levano gli occhi verso l’alto, poco sopra il formicaio umano, ecco lo splendore, l’eleganza, l’unicità di una città che sembra nata dalla mente e dalla mano di un artista geniale. Così preziosa che non sembra vera e, a ogni sguardo, si ha il timore possa dissolversi.

Andrea Demek - Demarcation (2016)

In viaggio verso Brno. La fitta e affascinante selva boema, poi l’armoniosa e accogliente campagna Morava con ciliegi e meli stracarichi di frutta sui cigli del- le strade. L’appuntamento con Jiří Štourač è nella moderna Biblioteca Moraviana di Brno: interessante incontro con un artista la cui pittura è impastata della lezione di Piero della Francesca e anche delle tendenze novecentesche che al grande artista rinascimentale si sono riferite (Nuova Figurazione, Metafisica, Realismo Magico).

Martina Chloupa - Dreaming (2016)


Prima di lasciare Praga avevo incontrato Federico Diaz nel suo studio iper- tecnologico: per la realizzazione delle sue installazioni interattive, accanto ad assi- stenti in carne e ossa, si avvale del supporto di due robot: «la mano tesa dei nostri sensi» – come lui stesso li definisce – «poiché permettono di estendere la capacità umana oltre i limiti del corpo».

Marek Čihal - Polar bear with crown (2016)

Cito questi due artisti, senza voler fare un torto ai tanti notevoli altri incon- trati nel mio viaggio, poiché rappresentano due poli dell’arte contemporanea ceca e permettono, attraverso il loro linguaggio, di risalire alla sua ricchezza.

Petr Chalabala - The morning sky (2016)

Se da un lato appare evidente, nell’arte contemporanea ceca, il forte lega- me con la tradizione, l’influsso delle avanguardie storiche, delle tendenze concettuali della seconda metà del ventesimo secolo, altrettanto marcata è l’apertura ai nuovi sistemi tecno-mediali che per molti artisti diventano lo strumento d’eccellenza per fare i conti con le trasformazioni e le contraddizioni della società ceca.

František Matoušek - Fisherman (2016)

Praga è stata, lungo il corso della sua storia, uno dei grandi centri della cultura europea, soprattutto a partire dal trasferimento nella città boema (1583) di Rodolfo II d’Asburgo e del suo seguito di artisti, scienziati (ma anche ciarlatani, avventurieri, medium...). Alla passione dell’imperatore per le pratiche occultistiche e per l’arte si deve dunque la tradizionale caratterizzazione magica della città e un certo gusto per le ibridazioni formali che hanno caratterizzato l’arte boema nel XX secolo, dandole una patente d’avanguardia sebbene, più di altri luoghi dell’avanguar- dia, fosse molto legata al passato. Angelo Maria Ripellino, nel suo famoso Praga ma- gica, si sofferma su questa straordinaria originalità culturale, che trasporta in pieno Novecento un gotico tagliente e cupo e uno sfarzoso barocco dai riflessi d’oro e nero, intramandoli alle novità avanguardistiche che venivano da Parigi, Berlino e Mosca. Questa originalità dell’arte ceca attraversa poi il surrealismo, di cui Toyen è uno dei massimi esponenti, e arriva fino agli esperimenti di poesia visiva e concreta di Jiří Kolář, Ladislav Novák, Eduard Ovčáček e un protagonista d’eccezione come Václav Havel e i suoi Anticodici.1

Pavel Hayek - Allspice (2016)

Monika Horčicová - Perplexity (2016)

Nei lavori per Imago Mundi si ravvisa un’estrema versatilità tecnica e lin- guistica, una commistione e fusione di stili, qualunque sia il contenuto o il tipo di in- dagine: retaggio, quasi, dell’inclinazione verso l’accumulo ibrido che appartiene alla grande tradizione rinascimentale, barocca e moderna (a Rodolfo II vanno ricondotte anche le prime e più sorprendenti Wunderkammer della storia dell‘arte).

Eduard Ovčáček - EM (2016)

Vi è una ricerca costante del paradosso, un ricorso frequente all’umorismo nero, all’ironia, all’iperbole: probabilmente tecniche di sopravvivenza nelle fasi più plumbee della storia ceca che, come è noto, non sono state poche. E alla memoria di queste si deve, a mio avviso, anche quella visione apocalittica, sotterranea o esplici- tamente dichiarata, che intride il lavoro di molti artisti cechi.

Pavel Pecina - Christmas scene (2016)


Forti del radicamento delle esperienze di poesia concreta, visiva e sonora, alcuni artisti fanno largo uso del testo e della parola. Una parte importante è rico- perta dalla musica, quasi intesa in senso schopenaueriano, come linguaggio a cui tendono tutti gli altri. Molti artisti cechi sono infatti anche musicisti, il loro lavoro è al confine tra scultura e arte del suono, mediante la creazione di oggetti scultorei sonori, con cui danno vita a improvvisazioni, installazioni visivo-sonore, veri e propri concerti. Come altrove nell’arte contemporanea è ben marcata una ricerca di tipo sociologico come linguaggio dell’opera, e un’attenzione alla natura e al paesaggio, restituiti sia in maniera accurata e accademica, che attraverso i nuovi media.

Petr Johanus - Censorship (2016)


Vi è “un prima e un dopo la rivoluzione” nei discorsi della maggior parte de- gli artisti incontrati. La Repubblica Ceca è infatti anche il Paese dell’ex Patto di Var- savia in cui gli sconvolgenti avvenimenti del 1989 hanno assunto l’aspetto di una vera e propria rivoluzione. Al monopartitismo dei decenni precedenti è seguita una cesura netta: l’opposizione semiclandestina di Charta 77, guidata da Václav Havel, ha preso il potere e il ben noto dissidente è diventato Presidente della Cecoslovacchia. Si è dunque materializzato, a un livello di radicalità non prevedibile sino a pochissimi anni prima, il sogno della Primavera di Praga (1969), repressa dall’intervento sovietico. Subito dopo la rivoluzione, la secessione della Slovacchia ha a sua volta determinato la nascita della Repubblica Ceca. Siamo dunque in presenza di una cesura epocale che ha assunto l’aspetto di uno spartiacque storico e sociale. L’arte contemporanea ceca mette in risalto con estrema chiarezza che quello spartiacque è stato anche estetico.

Liliana Malta
Artista e Curatrice

Richard Maly - The world is zoo (2016)

Riconoscimenti: storia

Art Direction, Photography and Production
—Fabrica

Project Management
—La Biennale di Malindi Ltd.

Curator
—Liliana Malta

Project Coordinator
—Oriano Mabellini

Organization
—Barbara Liverotti

Editorial coordination
—Enrico Bossan

Texts
—Luciano Benetton
—Lenka Lindaurová
—Liliana Malta
—Giovanni Sciola

Editing and translation
—Emma Cole —Sara Favilla —Valentina Granzotto —Letizia Kostner —Chiara Longhi —Pietro Valdatta

Art Direction
—Marcello Piccinini (tribute to L. Sutnar)

Photography
—Liliana Malta (artists)
—Marco Zanin (artworks)

Production
—Marco Pavan

Cover
—Jiří Černický (Dolby)

Special thanks to:
—Fondazione Sarenco
—Oksana Ignatush
—Radka Neumannová (Director of the Czech Centre in Italy)
—Veronika Řeháčková (Coordinator of Cultural Projects, Czech Centre Prague)
—Ondrej Stupal (Director of the Centre for Contemporary Arts Prague)
—Giovanni Sciola (Director of the Italian Cultural Institute in Prague)
—Jitka Michalčíková (Secretary of the Italian Cultural Institute in Prague)
—Lenka Lindaurová
—Pavel Zurav (Peron Gallery)
—Lucie Crocro
—Michal Bouzek
—Irena Jůzová
—Anna Tereza Vogeltanz
—Ivana Štenclová
—Jan Karpíšek
—Eva Spěváčková
—Jan Spěváček
—Eleonora Iori Salaroli
—Francesca Tirabassi

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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