Viaggio di Ritorno Firenze si racconta

Fondazione 3M

Le immagini di Fondazione 3M accompagnano l'ultimo libro di Ilaria Guidantoni

Viaggio di Ritorno - Firenze si racconta
… La pioggia a Firenze ha una poesia inconfondibile come il vento che trova libero accesso tra gli spifferi delle colline, a guisa di finestre mal chiuse. Con una passeggiata dal Ponte Vecchio, regno dei turisti oggi, ma degli artigiani e dell’arte un tempo, scrigno di storie familiari fino, al Piazzale Michelangelo, passando da Costa San Giorgio, seguendo il profilo delle colline che sfiorano la città, ad un passo, si può abbracciare la città. “Costa” è una strada i pendenza che precisamente sale da piazza Santa Felicita a via San Leonardo.

Il capoluogo toscano ha due musei – gli Uffizi e la Galleria dell’Accademia – tra i primi 100 musei al mondo, amati dal pubblico.

Se il giglio ha da sempre rappresentato la città a livello di araldica, il leone ne è la rappresentazione metaforica di forza e maestà. Il leone “fiorentino” è rappresentato seduto con la zampa destra alzata che sorregge lo scudo bianco con il giglio rosso.

…a Palazzo Vecchio ha ricevuto il Fiorino d’oro per il suo contributo alla cultura mondiale Iosif Brodskij, premio Nobel per la poesia, cittadino onorario di Firenze alla quale ha donato una lettura pubblica delle sue poesie, l’ultima in Italia.

Mio padre mi sollevò, mettendomi a sedere sulla spalletta dell’Arno e, rassicurandomi di tenermi stretta a sé, mi fece affacciare e ammirare quella vista notturna sul fiume, le poche barche dei canottieri che sfilavano veloci, le luci dei palazzi e sullo sfondo le colline che si potevano appena individuare. Ne fui rapita e non ho mai dimenticato quella sensazione che solo tanti anni dopo ebbe un nome, “Sindrome di Stendhal”. Per me Firenze è rimasta la città più romantica e insieme tenera, al mondo.

In molti quadri è ritratto questo angolo suggestivo con il tramonto sulla chiesa del Cestello ma ci fu un momento in cui questa visione, come tante altre della città, era spettrale e il palazzo come molti altri ne porta ancora impressi i segni. In casa ho trovato diverse foto di quei giorni e il palazzo mostra tuttora il livello al quale l’acqua è salita nell’ultima alluvione.

Era il 4 novembre del 1966, piazza della Signoria era addobbata per festeggiare la ricorrenza della Vittoria – il giorno delle Forze Armate era a quei tempi vacanza – ma alle 6 del mattino il risveglio per i fiorentini fu un incubo, non già da un incubo. L’Arno scorreva per la città come una furia; sembrava impazzito e questo padre padrone distrusse tutto quello che toccò.

A Firenze, il nostro viaggio tra vie d’inchiostro e piazze di carta, si chiama La Nazione, principale quotidiano della città, fondato da Bettino Ricasoli, il cosiddetto “barone di ferro”, primo ministro dopo il Cavour. Rileggendone la storia ci si rende conto di come sia lo specchio di Firenze e della sua evoluzione.

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Immagini provenienti dall'Archivio Fotografico Fondazione 3M
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