Lo scrittore senese Federigo Tozzi (Siena 1883 - Roma 1920), è una delle figure che ha reso nota la città toscana nella letteratura del Novecento. La mostra che segue ripercorre estratti dei suoi tre principali romanzi - Bestie (1917), Tre croci (1918) e Con gli occhi chiusi (1919) - i quali, ispirati dalla sua autobiografia, legano per sempre i personaggi e le intime suggestioni descritte a questi luoghi. Gli scorci, il panorama e le vie della Siena medievale diventano così sia elementi cruciali di questi capolavori narrativi contemporanei, sia sinonimi visivi dello stesso Tozzi.

Questo viale, chiamato precedentemente Stradone degli Orti di San Domenico, venne intitolato nel dopoguerra allo scrittore senese Federigo Tozzi

Tutto ebbe inizio qui...
Federigo Tozzi nacque il primo gennaio 1883 a Siena da Federico e Annunziata Automi in Via Cavour (oggi Via Banchi di Sopra), spina dorsale del Terzo di Camollia. Tozzi rimase a Siena per tutta la sua adolescenza, studiò poi a Firenze e nel 1914 si trasferì a Roma con la famiglia, ma la sua città natale continuò per tutta la vita ad avere un ruolo fondamentale nel  suo immaginario e nella sua produzione letteraria.

Affissa dove un tempo sorgeva la sua casa natale è apposta una lapide che recita “Federigo Tozzi romanziere tra i maggiori d'Italia. Qui nacque il 1 gennaio 1883 nel cuore della sua città”

Ristorante "Il Sasso"
La trattoria, di proprietà del padre -detto anche Ghigo del Sasso- si trovava poco distante, e viene descritta nel più celebre romanzo dello scrittore senese "Con gli occhi chiusi" con il nome fittizio di "Pesce Azzurro"

Il "Ristorante il Sasso" si trovava presso l'attuale Arco dei Rossi ed è rimasto ancora com'era, con lo stesso nome e il cortile di pietra al quale si affacciavano le rimesse e le stalle.

F. Tozzi, 2004, Con gli occhi chiusi. Ricordi di un impiegato, Feltrinelli: Milano, pag.5

[F. Tozzi, 2004, Con gli occhi chiusi. Ricordi di un impiegato, Feltrinelli: Milano, pag.5]

F. Tozzi, 1982, Con gli occhi chiusi, Istituto Geografico De Agostini: Novara, pag.96
Il paesaggio ed il personaggio
L'opera di Tozzi è profondamente caratterizzata dall'utilizzo del paesaggio come metafora dell'interiorità dei personaggi. Pietro, il protagonista di Con gli occhi chiusi, in cui possiamo riconoscere a tratti lo stesso autore, racconta la sua solitudine e inettitudine attraverso le ore che trascorre a guardare il paesaggio dalla finestra

[F. Tozzi, 1982, Con gli occhi chiusi, Istituto Geografico De Agostini: Novara, pag.96]

La Siena oscura di "Bestie"
Nel suo libro "Bestie" Tozzi racconta una città inquietante, che si snoda nei vicoli poco frequentati della periferia dove i personaggi non hanno più nomi e si presentano al lettore con il loro aspetto crudele e le loro attività routinarie.

Tozzi racconta di aver alloggiato in Via del Refe Nero che prende il nome dai laboratori dei Linaioli che producevano il "refe", doppio filo rinforzato con la pece usato per cucire tele più pesanti.

Il rione era al tempo zona malfamata e luogo di prostituzione, come testimonia la meretrice che il protagonista incontra in via Lucherini e il nome della via delle Vergini che si trova poco distante.

Siena madre e matrigna
Siena è la quotidianità di Tozzi, con la sua bellezza e ricchezza ma anche con la sua immobilità e scarsità di opportunità per un giovane che si affaccia al mondo. L'autore non riuscirà però mai a staccare il cordone ombelicale che nel bene e nel male lo lega a questa magica città. Diventerà un termine di paragone e un sentimento di combattuta nostalgia anche nei luoghi che allontaneranno Tozzi dalla sua città natale, Firenze e Roma

[F. Tozzi, 2012, Tre Croci, Aonia Edizioni: Pisa, pag.65.

La vecchia casetta rintonacata di rosso
Dal 1908 al 1914 Federigo Tozzi visse a Podere Castagneto come ricorda la targa apposta sull'edificio che recita “Qui, dal 1908 al 1914, visse lo scrittore Federigo Tozzi, dove compose il romanzo “Con gli occhi chiusi”. Così che luoghi, creature, stagioni di questa campagna, allora solitaria, animarono la sua grande arte"

Podere Castagneto, nel romanzo denominata come Poggio a'Meli.

[F. Tozzi, 1919, Con gli occhi chiusi, Fratelli Treves: Milano, pag.7]

Porta Ovile

[F. Tozzi, Bestie, in Opere complete di Federigo Tozzi, vol. III, Firenze, Vallecchi, 1950, pp. 246-248]

F. Tozzi, Bestie, in Opere complete di Federigo Tozzi, vol. III, Firenze, Vallecchi, 1950, pp. 246-248
Un groviglio di strade

[F. Tozzi, Con gli occhi chiusi, in Opere di Federigo Tozzi - I romanzi, vol. I, Firenze, Vallecchi, 1961, pp. 65-66]

F. Tozzi, Con gli occhi chiusi, in Opere di Federigo Tozzi - I romanzi, vol. I, Firenze, Vallecchi, 1961, pp. 65-66
La struggente Piazza del Campo

[F. Tozzi, Con gli occhi chiusi, in Opere di Federigo Tozzi - I romanzi, vol. I, Firenze, Vallecchi, 1961, p. 137]

F. Tozzi, cit. p. 137
Di vedetta sulla valle

[F. Tozzi, Con gli occhi chiusi, in Opere di Federigo Tozzi - I romanzi, vol. I, Firenze, Vallecchi, 1961,pp. 130-140]

F. Tozzi, Con gli occhi chiusi, in Opere di Federigo Tozzi - I romanzi, vol. I, Firenze, Vallecchi, 1961,pp. 130-140
Riconoscimenti: storia

I testi della mostra sono stati curati da Silvia Giordano e Massimo Vitulano del Comitato Giovani Unesco - Toscana. La versione digitale è stata curata da Paolo Menchetti e Francesco Pacini

Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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