Abitare ad Agrigentum

Valley of the Temples

Alla scoperta delle case degli antichi agrigentini

Il Quartiere Ellenistico Romano
L’area archeologica nota come Quartiere Ellenistico Romano, estesa circa 10.000 mq, offre una testimonianza significativa delle abitazioni dell’antica Agrigento. Le strutture, messe in luce durante gli scavi degli anni Cinquanta del secolo scorso, risalgono al II-I secolo a.C., e presentano successivi rimaneggiamenti e modifiche eseguiti durante l’età imperiale. Le domus sono inserite in tre insulae, isolati delimitati da quattro assi stradali Nord –Sud, convenzionalmente indicati con il nome di cardines, che ricalcano le strade di età greca. Sono proprio le case lussuose a testimoniare in modo inequivocabile il benessere di Agrigentum, la città, cioè, del periodo romano. Si tratta, ovviamente, delle dimore cittadine del ceto più abbiente, che, secondo le ipotesi più verosimili, si arricchì grazie al commercio dello zolfo, documentato dalle tegulae sulphuris, tavolette di terracotta recanti l’iscrizione del trademark, che veniva impresso sui pani di zolfo. Attorno al V secolo vi sono chiari segni di trasformazione, con la riduzione degli spazi abitativi, mentre, durante il VI-VII secolo, gruppi di tombe a cassa di lastre litiche si addossano alle case. L’occupazione degli spazi urbani da parte delle sepolture testimonia il mutato rapporto con la morte intervenuto con l’avvento del cristianesimo, quando gli spazi dei vivi e dei morti non sono più rigidamente distinti come nelle comunità pagane.

Particolare dell'atrio di una casa

Panoramica dell'isolato I

Particolare dell'ambitus per lo smaltimento delle acque

Asse stradale che delimita gli isolati in senso Nord-Sud

Panoramica degli isolati II e III

Le Domus
Domestic environments were arranged around an atrium or peristyle courtyard, with smooth or fluted shaft columns, in three different styles: houses with Hellenistic-style peristyles; Roman-style houses, with an atrium with a water collection tank in the centre and a peristyle; houses with a simple access corridor between the atrium and other key areas. Rows of shops (tabernae), warehouses and manufacturing facilities overlooked the roads. There were numerous cisterns to collect water, while the 'ambitus' between the houses acted like a drainage channel.  In general, the building technique followed the tradition of the Greek age with the use of binding-free isodomic ashlars, but there are some examples of brickwork in the herringbone flooring of the courtyards. From the second or third century onwards houses were extended, often merging with other neighbouring buildings, and were enriched with wall paintings and mosaic floors.

Le domus e i loro cortili colonnati

Veduta del peristilio di una casa dell'isolato II

Bancone con fori per l'alloggiamento di anfore di una osteria o bottega

I Mosaici
Ancient Agrigentine houses offer wonderful examples of mosaic floors in black and white, developed in the first imperial age by Italian workshops. Particularly remarkable is the floor of the House of Swastikas, which takes its name from the decorative mosaic pattern. Real mosaic floors, with geometric, plant and animal patterns, laid using the polychrome technique spread by the workshops of North Africa, in late imperial age. For example, the House of the Abstract Artist was so named by archaeologists because of the particular technique used in the mosaic of one of its room, which reproduced a multicoloured marble floor. Also noteworthy is the House of the Rhombus Mosaic, in which a geometric depiction of a series of cubes in perspective, made by combining different coloured marbles, is preserved. Finally, some polychrome 'emblemata', or squares of mosaic, remain; these were inserted into larger compositions, representing fowl, the seasons and a gazelle.

Mosaico in bianco e nero con decorazione geometrica

Pavimento a mosaico in bianco e nero con decorazione geometrica

Pavimento della Casa delle svastiche

Mosaico policromo con decorazione zoomorfa

Emblema in mosaico policromo con gallinaceo

Emblema in mosaico policromo con gazzella

Emblema in mosaico policromo con raffigurazione dell'Estate

Particolare di mosaico policromo con bestia feroce dentro una ghirlanda

Casa del Maestro Astrattista. Particolare del mosaico che riproduce un pavimento in marmo

Mosaico che raffigura una serie di cubi in prospettiva

Dettaglio del motivo a cubi prospettici

Riconoscimenti: storia

La mostra è stata curata da Giusi Messina.
Coordinamento genarele: Giuseppe Parello, Direttore Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento.
Testi: Maria Serena Rizzo e Valentina Caminneci
Foto: Emanuele Simonaro, Fabio Florio, Angelo Pitrone.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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