Leu Locati: 100 anni di storia e tradizione familiare

Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza

Entra nel laboratorio e scopri l'artigianato dietro la creazione di una borsa 

Leu Locati nasce nei primi del Novecento ad opera di Luigi Locati, uomo appassionato d’arte cheesprime il suo amore per le cose belle, dedicandosi alla decorazione delle copertine in pelle di libri sacri. È solo successivamente che arrivano le borse, le preziose “pochettes” e sacchettini ricamati a Piccolo Punto, un tipo di ricamo realizzato su garza di seta con filo di seta.

Con Emanuele Locati, nel 1908, nasce una delle prime industrie di pelletteria dell’epoca.

Nel 1915 però scoppia la guerra e la famiglia Locati si deve adattare: non più ricami per signora o libri sacri, ma bisacce, cinture e caricatori in pelle in dotazione ai soldati che andavano al fronte.

Finita la guerra, le ripresa.

Si mantiene l’utilizzo di sofisticato telaio, in uso fin dall’Ottocento, che permette la creazione di una straordinaria varietà di tessuti che si ottengono intrecciando cotone, fili metallici, pelli diverse. In particolare il MESH, fiore all’occhiello della Leu Locati ancora oggi: un tessuto metallico fatto di spighette di rame ricoperte di oro o argento.

Alla fine degli anni ’20, oramai è avviata anche la produzione di articoli in pelle, che va sempre più raffinandosi con l’introduzione di materiali preziosi e sempre più ricercati, quali alligatore, struzzo, lucertola, pitone.

È in questi anni, con l’arrivo dell’intraprendente Umberto - che affianca Emanuele -, che si forma la coppia dei fratelli Locati, che condurranno l’azienda fino alla fine degli anni ‘70. Umberto attraversa l’Italia con il campionario. Due volte all’anno fa un viaggio all’estero: Parigi, Londra, Montecarlo, dove studia le tendenze e crea nuovi contatti commerciali. Già negli anni ’30 avvia l’esportazione negli Stati Uniti.

Negli anni ‘30 entra a far parte dell’azienda il giovane Gianni Fumagalli, nipote di Umberto Locati. Dopo la scuola, va in fabbrica a lavorare, per “imparare il mestiere”.

Negli anni ’50 Gianni si adopera, insieme allo zio Umberto, per sviluppare i primi contatti con il Giappone, diventato sede di un mercato effervescente; la Leu Locati è una tra le prime aziende a instaurare un rapporto commerciale con il paese del Sol Levante.

È lui che sostituisce lo zio nei viaggi attraverso l’Italia, con i bauli del campionario.
Ad opera sua anche, nel 1978, il cambiamento nel nome della società in “Leu Locati”, a ricordo dei fondatori dell’azienda: Luigi, Emanuele e Umberto.

Come nasce una pochette?
Tradizione, artigianalità ed eredità culturale.

Tutto, come in ogni lavoro artigiano creativo, inizia con lo schizzo e il disegno.
Le caratteristiche e le proporzioni vengono poi trasferite dal modellista sul cartamodello, dando il via alla fase di produzione.

Partendo dal disegno, ogni fase della lavorazione di ogni singola borsa passa sotto le mani di esperti artigiani in varie fasi: dal cartamodello si passa alla tessitura e al taglio.

Durante la tessitura, dopo aver passato la spoletta tra i fili dell'ordito, l'artigiana controlla che il filo sia posizionato correttamente prima di azionare il pettine del telaio.
Il tessuto MESH, vista la sua preziosità, viene conservato in rotoli e coperto con la carta velina per proteggere i fili d'oro 24k.

Nella fase successiva, quella dell’assemblaggio, vengono realizzate le strutture e i rinforzi interni della borsa, rivestiti poi a mano con colla, ago, filo e piegheruola in corno.

Gli ultimi dettagli, quali le parti in metallo e le fodere interne, vengono inseriti ad arte con interventi invisibili all’occhio.

La Leu Locati oggi
Il know-how tramandato ancora di padre in figlio.

Nel 1988 Paolo Amato, chiamato dal suocero Gianni Fumagalli quell’epoca presidente e titolare della società, abbandona i suoi libri di matematica per fargli da spalla. Paolo inizia così, è il caso di dire, a studiare il mestiere. Collabora con gli operai, studia le fasi di lavoro, le scelte commerciali del suocero. Cerca di memorizzare tutto ciò che Gianni e gli operai gli spiegano, lavorando insieme in azienda e a casa.

Nel 1994, alla scomparsa del suocero, Paolo si fa carico della gestione dell’azienda, sostenuto dalla moglie Flavia e dalla suocera Federica.
La transizione alla guida della società Leu Locati viene accolta con qualche sospetto, ma le scelte si rivelano giuste: viene mantenuta l’originaria filosofia dell’oggetto-arte, vengono difese le tecniche antiche di lavorazione e ci si spinge sempre verso il lusso estremo.

Nel 2012 si affaccia la sesta generazione della Leu Locati: il giovanissimo Daniele Amato, classe 1997, propone una sua linea di scarpe e borse. La sorella, Fulvia, fin dal 2003 lavora al “banco” per imparare l’arte della pelletteria.
L’amore per la borsa sembra ereditario, quasi una caratteristica del DNA che viene trasmesso dai padri ai figli.

Una tradizione che prosegue nel tempo e nella storia: la Leu Locati mantiene inalterata la missione dei primi tempi. Dopo oltre cento anni, rimane un’azienda a carattere artigianale, dove il lavoro eseguito a mano viene privilegiato rispetto alle lavorazioni più industrializzate.

L’innovazione è nel saper fare, nella creatività delle persone.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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