Il mistero dei raggi X

Fondazione Bracco

Dal pioniere Röntgen ai mezzi di contrasto

Disegno anatomico, Leonardo Da Vinci, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
La medicina prima dei raggi X
Da sempre la scienza medica ha tentato di esplorare l'interno del corpo umano. Fino alla fine del XIX secolo esistevano solo illustrazioni anatomiche, che richiedevano una stretta collaborazione tra anatomisti, artisti e illustratori. La buona riuscita degli interventi chirurgici era affidata solo all'analisi dei sintomi, a un esame esterno della parte da operare e all'esperienza del chirurgo. Ma, con l'avvento della radiografia, i raggi X hanno permesso per la prima volta di “vedere” attraverso i tessuti prima di operare chirurgicamente, permettendo così di migliorare le diagnosi, visualizzando il corpo umano come mai era accaduto prima.
Disegno anatomico, Leonardo Da Vinci, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
Disegno anatomico, Leonardo Da Vinci, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
W. Rontgen - ritratto, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
Raggi X. Una scoperta casuale
La radiazione X fu scoperta dal fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen nel 1895, un'innovazione che gli valse il premio Nobel nel 1901. Come altre scoperte scientifiche, anche quella dei raggi X avvenne per caso. Si racconta che Röntgen, durante i suoi studi sui raggi catodici, notò che uno schermo, cosparso di sostanza fluorescente esposto a questa radiazione, brillava debolmente. Scoprì così che questi nuovi raggi erano in grado di attraversare i corpi e di impressionare lastre fotografiche. Data la natura misteriosa di queste emissioni, le chiamò “X”. La prima storica immagine fu quella realizzata da Röntgen che, con questa tecnica, radiografò la mano della moglie con un anello al dito.
Macchina di Rontgen, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
La scoperta dei raggi X, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
X Ray - composizione pop, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
Godfrey Hounsfield, foto, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
Tomografia Computerizzata. Da ombre a “fette”
L'evoluzione della radiografia è la Tomografia Computerizzata (TC o TAC). A differenza della radiografia classica, la macchina tomografica scorre e ruota intorno alla parte da esaminare, fotografandola da diverse angolazioni. Successivamente, un computer elabora e ripulisce queste immagini con un complesso calcolo matematico. Il risultato è una lunga serie di immagini "a strati" che mostrano, con grande accuratezza e definizione, i tessuti studiati alle diverse profondità. In questo modo è possibile ricostruire un modello tridimensionale della parte del corpo, modello che può essere esplorato in tempo reale.
Macchina di Godfrey Hounsfield, schizzo, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
Tomografia - composizione pop, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
Tomografia assiale computerizzata, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
Molecola di Iopamidolo, Dalla collezione di: Fondazione Bracco
L'utilità del mezzo di contrasto
Per potenziare l'efficacia degli esami a raggi X si usano particolari sostanze chiamate mezzi di contrasto. Si tratta di liquidi contenenti elementi chimici densi come bario o iodio che, una volta ingeriti o iniettati nella circolazione sanguigna, amplificano le differenze di opacità dei diversi tessuti. Alcune controindicazioni ed effetti indesiderati legati alle prime molecole iodate entrate in uso, hanno spinto la ricerca a trovare nuove soluzioni e molecole sempre più innocue. Nel 1974 nasce così, insieme ad altri prodotti analoghi, il primo mezzo di contrasto non-ionico pronto all’uso della Bracco. Ha un'elevata tollerabilità, non viene metabolizzato ed è eliminato, immodificato, con le urine. È largamente impiegato in tomografia computerizzata, angiografia, artrografia, mielografia, urografia e nella visualizzazione del tratto gastrointestinale.
Riconoscimenti: storia

I contenuti di questa esposizione sono tratti dalla mostra:
The Beauty of Imaging
Triennale di Milano
Milano, 31 maggio – 2 luglio 2017

La mostra, promossa dal Gruppo Bracco in occasione del proprio novantesimo anniversario, è stata realizzata a cura di FeelRouge Worldwide Shows, con la supervisione artistica di Marco Balich, su design e progetto di allestimento dello Studio GiòForma.

Dopo il successo milanese con più di 10.000 visitatori The Beauty of Imaging è stata ospitata l’anno seguente presso la Città della Scienza a Napoli (10 ottobre 2018 – 6 gennaio 2019). In questa edizione la mostra ha avuto un taglio più educativo e si è arricchita di 5 laboratori didattici per le scuole: “Un terrestre ai raggi x”, “Vedere l’invisibile”, “Molecole in movimento”, “Cercasi risonanze magnetiche, radiografie, ecografie d’artista!” e “Le mille vite dell’imaging: un percorso tra arte e scienza”.
È diventata così il più grande educational mai fatto sui temi della diagnostica per immagini accogliendo oltre 55.000 persone, tra cui tra cui molte scolaresche.

Si ringraziano le istituzioni, i musei e gli enti che hanno concesso l’utilizzo dei contributi dai propri archivi e fondi.
Si ringraziano per la collaborazione nella costruzione dei contenuti:
Bracco Imaging
CDI – Centro Diagnostico Italiano
Fondazione Bracco
Archivio storico Bracco
Direzione Comunicazione e Immagine Gruppo Bracco

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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