1850

Le Fisarmoniche di Castelfidardo

Unioncamere

“Castelfidardo rappresenta a livello mondiale l’apice dell’evoluzione dello strumento, consentendo ai più importanti musicisti di “abbracciare” fisarmoniche curate e affidabili”

La Storia

L'antenato della fisarmonica fu lo “tcheng” o “sheng”, un antichissimo strumento cinese e degli altri paesi del sud-est asiatico risalente addirittura a 4500 anni fa.

Fu lo “tcheng”, infatti, a utilizzare per primo l'ancia libera, principio sul quale si basa anche la fisarmonica. 

Il deposito del brevetto della fisarmonica risale al 1829 a opera di Cyrill Demian a Vienna, ma il fondamentale rimaneggiamento avvenne in Italia nella seconda metà dell'Ottocento.

A Castelfidardo infatti, nel 1860, la sconfitta dell'esercito pontificio a opera delle truppe piemontesi segnò un traguardo fondamentale nell'unificazione italiana con l'annessione dei territori delle Marche e dell'Umbria al Regno Italico. Questo territorio fu la culla che vide nascere i primi “organetti” o “fisarmoniche”, strumenti conosciuti grazie alle truppe francesi al servizio dello Stato Pontificio e poi perfezionati e adattati ai gusti etno-musicali.

Un ritratto di Paolo Soprani

Paolo Soprani, figlio di contadini di Castelfidardo, nel 1863 stravolse il “modus vivendi” di una parte del territorio marchigiano inventando dal nulla un'industria che in breve tempo avrebbe sovvertito una realtà prettamente agricola in un'economia aperta al mondo. Un ruolo decisivo per lo sviluppo della nuova attività di Soprani lo ebbe senza dubbio la vicina Loreto, centro religioso e crocevia di merci.

Organetto Paolo Soprani del 1872

Forse proprio a Loreto Soprani acquistò lo strumento austriaco che gli diede la possibilità di cambiare volto alla sua vita, e la città mariana fu il punto di partenza per far conoscere e divulgare rapidamente il suo prodotto. 

La popolarità e il successo della fisarmonica in Italia furono in quel periodo tanto clamorosi da indurre Giuseppe Verdi a proporre lo studio dello strumento nei conservatori italiani. Il vero e proprio decollo dell'industria della fisarmonica a Castelfidardo si ebbe alla fine dell'800, come confermano sia i dati della produzione sia quelli relativi al numero degli addetti. 

Ma la Seconda Guerra mondiale produsse effetti devastanti nella produzione della fisarmonica: dai 51000 pezzi prodotti nel 1938 si passò ai poco più di 500 nel 1944.

1916: emigrati fidardensi a New York

L'armistizio e la fine della guerra fecero rinascere nella gente nuove speranze e il gusto dello stare insieme e dello svago. Questo sancì il boom dell'industria di Castelfidardo.

Qui infatti, tra il 1946 e il 1948, nacquero decine di aziende per la produzione della fisarmonica. La cittadina marchigiana, che contava in quel periodo circa 9000 abitanti, dava lavoro a circa 10000 operai provenienti soprattutto dai centri limitrofi di Loreto, Osimo, e Recanati.

Un'altra crisi però si stava avvicinando: il cambiamento dei gusti musicali. La musica ritmica subentrò a quella melodica. Molti imprenditori riuscirono in poco tempo a riconvertire le loro aziende nella produzione di pianole, chitarre o altri strumenti musicali, ma furono purtroppo le piccole aziende artigiane dalla fisarmonica ad avere la peggio.

Oggi, grazie ad un recupero culturale operato da molti, il mercato di strumenti professionali di qualità costituisce una nicchia di prestigio del territorio di Castelfidardo e comuni limitrofi.

Operai della Paolo Soprani all'inizio del '900
1970: Domenico Modugno in visita in una delle fabbriche di fisarmonica

L' Evoluzione dello Strumento

Finché la fisarmonica è stata considerata unicamente nelle sue vesti di strumento popolare, l'evoluzione della didattica fisarmonicistica era tesa per lo più a mettere in luce la preparazione della mano destra. 

La mano sinistra era considerata un accessorio a volte del tutto trascurabile. Gli accordi sui quali l'accompagnamento ritmico si basava erano già predeterminati, almeno quelli più generalmente in uso. 

Era difficile trovare un fisarmonicista che sapesse costruire una melodia seppur frammentaria con la mano sinistra, e chi ne era capace suscitava l'ammirazione degli ascoltatori. 

Il mantice inoltre veniva inteso come produttore di aria o al massimo come evidenziatore di accenti ritmici.

L'incapacità di poter eseguire con la mano sinistra suoni ad altezze reali era una delle cause che avevano relegato lo strumento in un limbo di cosiddetti “strumenti poveri”.

La vera evoluzione della fisarmonica iniziò negli anni '50, quando alcuni compositori cercarono di nobilitare l'uso dell'accompagnamento armonico e di rivalutare quindi l'apporto complessivo della mano sinistra. 

Alcuni di questi musicisti hanno redatto metodi attraverso lo studio dei quali il livello tecnico di entrambe le mani doveva uscire rafforzato. Il contenuto musicale degli esercizi predisponeva l'allievo a un accurato uso del mantice, a penetrare nel significato delle frasi musicali e quindi ad adeguare il tocco, la posizione e la diteggiatura.

Il terreno era ormai pronto per un'ulteriore emancipazione: l'applicazione dei bassi con note ad altezze reali, con la conseguente capacità di spaziare in un repertorio fino ad allora impraticabile.

Castelfidardo

Adagiata tra le valli del fiume Aspio e Musone, Castelfidardo, patria mondiale della fisarmonica, si pone in posizione intermedia tra montagna e mare. 

Nel corso dei decenni la produzione della fisarmonica ha interessato altri comuni limitrofi come Camerano, Osimo, Sirolo, Numana, Loreto, Recanati e Porto Recanati. 

Ancora oggi molte fasi della lavorazione di questo strumento sono affidate a mani esperte che sanno dare quel tocco di calore e di autenticità all’industria della fisarmonica. Molte delle componenti interne di questo strumento sono spesso realizzate a mano.

Attualmente la città ha diversificato le sue produzioni rivolte a galvanica, meccanica ed elettronica, diventando un vero polo industriale a sud di Ancona.

Castelfidardo
Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commerico di Ancona

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