1800

Le tele Romagnole

Unioncamere

“Giacevano alla rinfusa in oscure bottegucce dei tintori, i legni annosi così profondamente incisi dalla sgorbia e dallo scalpello degli avi”

La Storia

Collocate storicamente nell'ambito dell'artigianato povero, legato agli strumenti dell'essenziale creatività contadina, le tele romagnole stampate a mano hanno una data di nascita incerta.

Per quanto i documenti più antichi rinvenuti non vadano oltre i primi decenni dell'800, è accreditata l'ipotesi che l'attività delle tele romagnole stampate a mano sia precedente.

Appare infatti realistico collocare le botteghe romagnole come le ultime sopravvissute di un gruppo operante nello Stato Pontificio e nella stessa Roma sino alla fine del '700. 

Tuttavia lo sviluppo e la diffusione di queste tele si interruppe quasi totalmente all'inizio del '900.

Una nobildonna romagnola, Eugenia Rasponi, che abitava la poderosa Rocca di Santarcangelo, fu forse la sola che non smise di apprezzare il valore delle tele stampate, tanto da adornarne i muri del suo castello e i manufatti di una fabbrica di mobili da lei stessa creata.

Asciugatura delle tele al sole

L'esposizione etnografica “Esposizioni Romagnole Riunite”, tenutasi a Forlì nel 1921, rilanciò nuovamente le tele stampate e l'impegno e la passione di poche stamperie hanno dato un contributo determinante al successo dei nostri giorni.

La tela rustica stampata, che solo in Romagna conserva la sua vera fisionomia, oggi deve difendersi dalla concorrenza di una grande quantità di prodotti di scarsissimo pregio, realizzati con procedimenti industriali ed automatizzati, prodotti in altre regioni e, addirittura, in altri paesi europei, e spacciati come romagnoli.

Un problema che gli stampatori romagnoli, superando la tradizionale rivalità accesa dalla difesa dei segreti di ogni laboratorio, hanno risolto costituendo un'aggregazione - l'Associazione Stampatori Tele Romagnole - che ha creato un marchio con cui contraddistinguere le vere stampe romagnole a mano.

Le Tele

Dai soggetti della Romagna agreste al floreale più raffinato, la catalogazione dei disegni più tipici delle stampe romagnole su tela rivela, contrariamente a quanto si possa pensare, un patrimonio multiforme che non si esaurisce nelle immagini di natura agreste che tanto favore hanno trovato un tempo, e che ancor oggi sono tra le più note: galletti, tralci di vite, grappoli d'uva, rustici boccali, pigne, spighe, tori infuriati, a richiamo di una romagnolità bucolica tradizionale e ormai scomparsa.

Nel “bestiario” figurano aquile, pantere, grifoni, colombe, donnole, salamandre, draghi e delfini, gallinelle, cervi e fagiani, più recente l'adozione dei pesci. 

Naturalmente anche in questo caso i disegni sono funzionali al decoro e appaiono sotto forma di emblemi e allegorie. Le scene animate hanno invece un repertorio abbastanza rigido: la caccia al toro, San Giorgio che uccide il drago, la pigiatura, scene di ballo sull'aia.

Multiforme e difficilmente catalogabile per la sua straordinaria ricchezza di segno e fantasia è il vasto paniere dei clichés floreali.

Molti motivi classici appaiono come un surrogato povero dell'arte decorativa dei tessuti ricchi, i cui ornati si distinguevano per essere ricamati o impressi sulle stoffe con metodi e colori ben più costosi.

Non mancano, infine, disegni moderni tracciati da artisti romagnoli contemporanei: è il caso della mela sezionata e di molti altri soggetti disegnati dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, o della piadina, che per la sua raggiera fiammeggiante può sembrare anche un sole, tracciata dal pittore e artista Tinin Mantegazza.

Le Fasi

Come prima cosa i disegni vengono riportati su carta e poi impressi sul legno. Inizia quindi la fase dell'incisione della matrice, secondo il sistema xilografico dei caratteri di stampa. 

Armati di sgorbie e scalpelli gli artigiani scalzano il legno intorno alle parti che verranno impresse, per una profondità di circa cinque millimetri. 

La pasta colorata, onde evitare che lo stampo ne assorba troppa e “sbavi” sulla tela, viene prima stesa con molta cura su un apposito tampone, qui viene appoggiata la matrice in legno che poi sarà pressata sulla tela.

Le tele stampate, perché la pasta del colore si asciughi a dovere, vengono stese su lunghe canne in ambienti caldi, di solito i locali delle stesse stamperie che, a sera, si presentano con i soffitti pendenti di tele dagli arabeschi multiformi.

Il giorno successivo vengono sottoposte al bagno che fissa o vira i colori. 

Dopo il fissaggio i tessuti vengono sottoposti a vigorose risciacquature, in modo che possano resistere ai lavaggi successivi da bucato e all'aggressione dei detersivi moderni, come resistevano un tempo alla prova della lisciva.

Gli Stampi

Gli stampi sono opportunamente numerati e spesso disegnati e intagliati dallo stesso stampatore.

Buona parte di questi è realizzata in legno di pero: una scelta tutt'altro che casuale. 

Si tratta, infatti, di legno morbido, arrendevole all'incisione, resistente ai colpi del mazzuolo e facilmente reperibile nelle campagne romagnole.

L'Identità

Come riconoscere l'originalità di una tela stampata romagnola?

Anche sul rovescio della tela stampata a mano sono leggibili il disegno ed il colore della stampa e risultano inoltre maggiormente percepibili disomogeneità e imperfezioni. 

Il disegno stampato manualmente è il risultato di una composizione di stampi, può quindi presentare lievi sfasature e connessioni.

La Zona

Il fascino dei luoghi è indubbio: si stampano tele, con motivi vari, adoperando procedimenti antichi, rimasti immutati dall’origine.

Già questo, da solo, attrae: è toccare la storia, non chiusa in museo e spiegata a parole, ma viva, operante e quotidiana, tuttora produttiva.

Tutte le stamperie sono limitrofe a piazze principali. 

La bottega originaria con i locali destinati alla produzione non ha fronte sulla strada principale né spazi per la vendita o per l’ostensione della merce: esiste solo una piccola porta d’accesso, poco evidente, aperta sul vicolo, e nulla lascia intendere che si tratti di una stamperia.

Allo stesso tempo la loro collocazione nei centri abitati non è casuale ed è determinante sulla conservazione delle tecniche e del ciclo produttivo delle stamperie.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Forlì-Cesena

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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