1300

Il Cappello di Montappone

Unioncamere

“A Giovannino allora venne un'idea: prese le tre spighe e le intrecciò imitando il movimento degli uccelli”

L'attività tradizionale del distretto del cappello nei comuni di Montappone e Massa Fermana nasce nel 1300...

...quando l’uso del cappello era esclusivamente legato all’attività agricola.

La lavorazione del grano, infatti, permetteva di ricavare la paglia che veniva intrecciata per poi essere usata come materia prima per la realizzazione del cappello di paglia.

Le paglie prima di essere intrecciate venivano bagnate affinché durante la lavorazione non si spezzassero. Le trecce più comuni erano quelle di quattro fili di paglia, di sette e di tredici. Una volta realizzata, la treccia veniva ripulita dagli spuntoni delle rimesse con un coltello o con le forbici. 

Per rendere la treccia più malleabile alla cucitura (soprattutto a macchina) si passava attraverso due rulli di legno o di ferro (torchietto).

La treccia veniva poi venduta a matasse (pezze) ottenute dall'avvolgimento di essa su uno strumento di misura chiamato “passetto”.

Il cappello tradizionale detto "della mietitura" veniva cucito a mano con un ago grosso e il refe; orlo contro orlo prendendo una maglia all'interno e una all'esterno.

Grazie all'abilità della cucitrice i punti del refe risultavano invisibili scomparendo tra le maglie della treccia.

Nel XIX secolo nascono le prime vere fabbriche di copricapo in paglia. Si trattava comunque di piccoli laboratori artigianali, ma dotati di operai del settore.

È solo verso la fine degli anni '50 che il Distretto del Cappello diviene un polo monosettoriale altamente specializzato. 

[Ritratto di Federico Fellini con il suo cappello di Montappone]  

In cima alle colline dell'entroterra della Marca Fermana si ergono tanti campanili quanti sono i borghi di origini medievale, in cui la memoria storico-architettonica s'intreccia con una modernissima realtà artigiana e imprenditoriale...

...che nell'insieme assume la dimensione di Distretto del Cappello.

Esiste una leggenda sull'origine del cappello di paglia della Marca Fermana che parla di un re che possedeva la più grande collezione di corone mai vista. Il re promise la mano della figlia solo a colui che l'avrebbe chiesta con parole sagge, e che avrebbe portato come pegno d'amore la più particolare delle corone. 

Il re voleva solo che la figlia fosse felice e rifiutò le proposte di principi, condottieri e ricchi mercanti che ostentarono solo ricchezza e potere, ma fu colpito dalle parole del giovane contadino Giovannino che parlò di amore, semplicità, famiglia, lavoro, quiete e armonia. 

Gli chiese allora se avesse portato in pegno la corona ed egli rispose che l'avrebbe fatto. Tornando a casa raccolse tre spighe di grano, le aprì per controllare se erano mature e fece cadere i chicchi sulla mano, ma subito tre uccelli si piombarono sui chicchi e volarono via intrecciando i loro voli armoniosamente. 

A Giovannino allora venne un'idea: prese le tre spighe e le intrecciò imitando il movimento degli uccelli. Il giorno seguente tornò a palazzo con un cappello di paglia. Il re ne fu entusiasta, gli concesse la mano della figlia e vissero per sempre felici e contenti. 

Da quel giorno i compaesani di Giovannino cominciarono ad intrecciare la paglia come aveva fatto lui e questa fu la loro fortuna.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Fermo

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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