1400

Mobili d'arte di Verona

Unioncamere

“La modernità nel solco della tradizione, l'eleganza coniugata all’alta tecnologia”

La Storia

La tradizione del mobile in stile di Verona risale al 1400, con le prime lavorazioni artistiche del legno e i primi intarsi, come le pregevoli tarsie del coro di Santa Maria in Organo (VR), realizzate dal monaco olivetano Fra’ Giovanni.

Prima di un avvio organizzato della produzione di mobili in stile sul territorio, si dovranno però aspettare altri 5 secoli. La sistematizzazione dell’industria del mobile veronese si deve alle abilità di un geniale artigiano di Asparetto di Cerea, nella pianura veronese: Giuseppe Merlin detto “Marangon”.

Merlin, che faceva il falegname in un’area principalmente agricola ed era abituato ad aggiustare carri ed attrezzi, iniziò quasi per caso a riparare vecchi arredi in legno di case signorili della zona. L’abilità di questo artigiano si fece ben presto notare, e la sua curiosità lo portò a studiare gli antichi mobili che gli venivano affidati, e a riprodurli con grande sapienza, utilizzando le tecniche e i materiali di un tempo.

La sua bottega di restauro a carattere familiare acquisì presto importanza, trasformandosi in un’impresa artigiana che impiegava numerosi apprendisti. Oltre a contribuire alla diffusione dell’arte del restauro e della produzione dei mobili in stile, “Marangon” creò un’apposita scuola per insegnare il mestiere ai giovani.

Verso la metà degli anni ’30, Merlin incominciò a decentrare la produzione agli operai stessi, dopo avergli fornito il materiale necessario per proseguire l’attività. Grazie a questa iniziativa sorsero numerosi laboratori artigiani che, specializzandosi in alcune lavorazioni, iniziarono ad operare prima per conto del maestro e poi avviando botteghe autonome. Fondamentale fu anche il supporto della Scuola Popolare di Disegno, sorta a Cerea nel 1910.

Dopo la pausa della seconda guerra mondiale, negli anni Cinquanta e soprattutto nei primi anni Sessanta, il settore crebbe velocemente, anche grazie alla sempre maggiore domanda di arredamento “per la prima casa” da parte delle famiglie italiane, tanto che quasi ogni abitazione della zona portava l’insegna di una piccola fabbrica di mobili.

Dagli inizi degli anni ’60 si avviò la seconda fase di espansione del settore del mobile d’arte: grazie anche all’introduzione di nuove macchine, che effettuavano con velocità e precisione lavorazioni fino ad allora eseguite interamente a mano, l’attività degli artigiani del mobile raggiunse notevoli livelli di sviluppo e nuovo slancio produttivo.

Tutt’oggi il mobile in stile rimane un fiore all’occhiello del territorio della “bassa veronese”, dove sorgono ancora laboratori specializzati nella produzione di singoli pezzi, successivamente rifiniti, assemblati e distribuiti in tutto il mondo da aziende con una forte presenza sul mercato.

Il Mobile

Il mobile veronese si caratterizza per le sue forme e il suo stile classico, dove per “classico” non si intende tanto ciò che cerca di imitare l’antico, quanto piuttosto tutto quello che si presenta con materiali e forme tradizionali, linee sobrie ed eleganti, ma anche comode e funzionali.

La sua unicità è dovuta alle forme che lo caratterizzano, tipiche di altre epoche. I primi artigiani attingevano tecniche e materiali dal passato, ispirandosi all’arredamento delle dimore delle famiglie veneziane del 1700, legando così il proprio prodotto alla cultura del territorio.

Ancora oggi le imprese che operano nel comparto legno-arredamento della pianura veneta sono espressione di un “saper-fare” antico, interpreti di territori dove lavorare il legno era prassi quotidiana, un patrimonio umano di competenze, cultura e tradizioni nel settore, un’espressione fiorente ed esclusiva dell’affascinante, sofisticato ed eclettico made in Italy.

Oggi il settore del mobile classico della pianura veneta propone pregevoli oggetti che si alternano tra creazioni contemporanee e stili più tradizionali anche molto diversi tra loro.

Fratino, secentesco, maggiolini, direttorio, impero, biedermaier, Luigi Filippo, vittoriano e liberty sono solo alcuni degli stili che compongono il bagaglio produttivo del territorio, una varietà che ne costituisce uno dei suoi più grandi punti di forza.

Il Territorio

La maggiore concentrazione di imprese del settore del mobile di Verona si riconosce all’interno della fascia meridionale della provincia scaligera. 

Nel corso degli anni, a partire dal secondo dopoguerra, si generò la prima forte domanda di mobili d’arte, accompagnata da un corrispondente incremento dell’offerta. Iniziarono così a diffondersi le prime botteghe artigiane di mobili in stile anche nelle province limitrofe, estendendo l’area di riferimento per questa produzione fino ai confini con Mantova, Rovigo, Padova e Vicenza.

Il cuore della produzione del mobile d’arte veronese è compresa tra i comuni veronesi di Bovolone, Casaleone, Cerea, Concamarise, Gazzo, Isola della Scala, Isola Rizza, Legnago, Nogara, Oppeano, Salizzole, Sanguinetto e San Pietro di Morubio. 

In quest’area, nota come “bassa veronese” si colloca il 90% delle imprese del mobile di tutta la provincia scaligera. La maggior parte di queste attività mantiene tutt’ora una struttura familiare e tramanda metodologie di produzione prettamente artigianali.

Conoscenze specializzate, abilità artistiche e tecniche, si sono diffuse sul territorio anche grazie alle scuole professionali. 

Capostipite tra queste fu la “Scuola Popolare di Disegno” fondata a Cerea nel 1910 dal maestro Appio Spagnolo.

Scuole analoghe nacquero anche a Sanguinetto e a Bovolone, dove fino a qualche anno fa era attiva la prestigiosa scuola di ebanisteria.

 L’obiettivo di tutte queste scuole era quello di far sorgere nuove attività artigianali, insegnando ai giovani un mestiere che li togliesse dalle condizioni di miseria, causata dalla povertà dell’economia rurale e dal dilagante fenomeno dell’emigrazione.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Verona

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Traduci con Google
Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo