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Mobile del Distretto della Brianza

Unioncamere

“Un territorio, una rete capillare di aziende in continuacollaborazione creativa reciproca: Il Distretto della Brianza”

La Storia

Lo sviluppo del Mobile a Lissone ha radici lontane: già agli inizi del Novecento fioriva l’industria del legno, del compensato, del tranciato, degli specchi, degli accessori in metallo, dei marmi, dei tessuti e delle vernici, mentre i falegnami brianzoli giravano l’Africa e il sud America alla ricerca di tronchi pregiati.

Per gli artigiani di Lissone giocò un ruolo fondamentale l’esigenza di arredare la Villa Reale di Monza, che fece collaborare falegnami, vetrai, decoratori, tappezzieri, marmisti e impiantisti.

Dagli anni ‘20 si aprì una fase di progressi tecnici accompagnati da un interessante movimento di idee e progetti nel campo delle arti figurative, e con la metà del secolo scorso prese avvio lo sviluppo legato al mercato dell’arredamento di massa.

Il distretto visse una fase di sviluppo fino alla fine degli anni ‘60, con un andamento eccezionale nell’immediato periodo postbellico, fra il 1945 ed il 1960, connesso alla rapida crescita del reddito delle famiglie italiane e al fenomeno dell’inurbamento, che fecero decollare la domanda dei beni del “sistema casa”.

Il territorio diede vita ad una “area sistema” integrata e diversificata per l’arredamento, dove le relazioni intersettoriali e infra-settoriali costituivano la regola. Un reticolo di piccolissime imprese collegate fra loro da relazioni di interdipendenza e complementarità.

A partire dagli anni ‘70 il numero delle imprese cominciò a ridimensionarsi, così come l’occupazione. Si è avviato da allora un processo di trasformazione, che nella prima fase ha comportato il diffondersi del processo della subfornitura ed un riposizionamento del sistema di prodotto sul “su misura”, per poi passare al “su disegno”, personalizzando il prodotto sempre di più sulle esigenze del singolo cliente.

Negli anni '90, inoltre, in una fase che non è ancora conclusa, il distretto ha dovuto affrontare i cambiamenti profondi del sistema tecnologico, della domanda, della competizione estera e del sistema distributivo.

Il Grande Design Milanese del movimento moderno è diventato realtà nelle botteghe di Lissone, che misero a disposizione il proprio ingegno ai designer, per trasformare i progetti in oggetti.

Il Distretto

Il Distretto di Lissone è una Partnership tra Comune di Lissone, Confcommercio e Camera di Commercio di Monza e Brianza, riconosciuto e finanziato da Regione Lombardia nel 2011 e opera con la stretta collaborazione della Confartigianato locale.

I commercianti e gli artigiani di Lissone si uniscono in un partenariato che individua, sceglie e finanzia progetti di comunicazione, animazione e qualificazione urbana in collaborazione con l’Amministrazione comunale, oltre ad attivare il coordinamento nell’azione dei singoli operatori.

Le imprese di Lissone producono prodotti finiti, ma anche componenti. Il distretto gestisce nel suo complesso più fasi produttive, non solo l’assemblaggio dei mobili, ma anche l’intaglio, l’intarsio, la lucidatura, la laccatura, la doratura, la lavorazione di vetri, metalli, plastiche, imbottiture, ecc. Molte imprese sono poi specializzate nei componenti d’arredo. 

Le imprese del distretto sono mediamente molto piccole e la dimensione artigianale è dominante, ma il sistema è al tempo stesso fortemente polarizzato, con la presenza di alcune grandi imprese, spesso leader a livello nazionale ed internazionale ed un consistente nucleo di imprese medie.

Le grandi imprese eseguono gran parte delle fasi produttive al loro interno; si caratterizzano per il livello elevato delle tecnologie adottate, la qualità, l’innovazione e il ruolo di leadership nella filiera. Le imprese medio-piccole hanno una connotazione artigianale, ma sono in grado di produrre comunque su grandi lotti.

A fronte di un mercato fortemente differenziato dal punto di vista qualitativo, le imprese brianzole operano per lo più nella fascia medio alta, puntando principalmente sulla differenziazione qualitativa del prodotto. Tale specificità è riconducibile all’alto potenziale creativo del sistema produttivo e alle forti competenze tecniche e professionali presenti sul territorio.

Il principale asset competitivo del distretto è rintracciabile nell’attività di progettazione e design. Il sistema distrettuale gioca in questo senso un ruolo molto importante: il rapporto di collaborazione-competizione che caratterizza i legami fra imprese, tende a favorire un processo di innovazione continuo ed una capillare diffusione dell’innovazione e del design. 

Attraverso rapporti di collaborazione di diversa natura si possono generare flussi di informazioni e conoscenze di stimolo per le imprese. Gli attori del processo di diffusione dell’informazione sono molteplici: dai rappresentanti di prodotti, ai produttori di macchinari, ai designer. 

Nel distretto ha giocato un ruolo chiave il ricorso a designer esterni, e in questo senso la vicinanza con Milano ha da sempre rappresentato un fattore critico di successo.

Inoltre, un ruolo importante è ricoperto dal Salone del Mobile di Milano, che rappresenta importanti occasioni di aggiornamento sulle tecnologie, sui materiali e sul design. 

Le imprese più innovative creano economie esterne per tutto il settore perché alimentano una domanda di grandi designer, fanno tendenza, formano designer nei propri uffici progettazione/sviluppo, e fissano nuovi standard per i fornitori di materie prime, semilavorati, componenti e prototipisti di cui si servono tutte le imprese.

Il Distretto si è da sempre contraddistinto per la propria volontà di un continuo miglioramento, una ricerca che lo ha trasformato negli anni in uno dei territori produttivi più interessanti e di successo nel panorama internazionale. 

Oggi a Lissone sono presenti 173 negozi di arredamento e 248 aziende produttrici nel settore legno arredo design.

Le imprese si distribuiscono nel tessuto produttivo della città, i negozi si concentrano nelle due vie di accesso: via Carducci e viale della Repubblica, componendo un enorme salone dell’arredamento a cielo aperto che rappresenta tutta la gamma di produttori dei mobili italiani.

Le imprese di Monza e Brianza hanno sviluppato un nuovo sistema di etichettazione digitale chiamato “Ologramma 4G”, che rende tracciabili i beni, tutela il brand e l’unicità dei prodotti, e offre una garanzia ai clienti che ancora prima dell’acquisto sono consapevoli di entrare in possesso di un prodotto originale, controllato e sicuro

Ma Ologramma 4G costituisce anche un’importante occasione per le imprese di promuovere i loro prodotti ed accrescerne la conoscibilità sia in Italia che all’estero rinnovando il modo di comunicare con il cliente, raccontando la storia e il brand. 

La Camera di Commercio di Monza e Brianza ha sviluppato anche Il “Passaporto del Mobile Made in Italy”: un progetto sviluppato che ha l’obiettivo di dare alle  imprese e ai distretti, operanti nel settore del legno-arredo, la possibilità di associare al valore materiale dei prodotti quello immateriale costituito da differenti contenuti informativi, favorendo e tutelando così la promozione del Made in Italy. 

In un anno la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha rilasciato il Passaporto del Mobile a circa 200 prodotti. Si tratta di una vera carta di identità del mobile, a costo zero per le imprese, che prevede, attraverso l’applicazione di tecnologie innovative (QR CODE), l’associazione ai prodotti di contenuti informativi digitali attivabili dal consumatore finale.

Il Territorio

Con le sue 2.754 attività, la Brianza si conferma culla del mobile di design. Un settore che è la vocazione di questo territorio, riconosciuto a livello internazionale per marchi e prodotti storici, che vanta una concentrazione notevole: 1 impresa su 5 del comparto in Lombardia è “Made in Brianza”. 

Dalla lavorazione del legno, al divano: il settore del mobile genera per l’economia brianzola un giro d’affari che vale complessivamente oltre 2 miliardi di euro. 

Tra le imprese del legno arredo che operano a Monza e Brianza oltre 1.700 sono concentrate nel settore della fabbricazione di mobili.

E accanto alla Brianza che produce, c’è anche la Brianza che promuove i suoi prodotti: il settore del mobile può contare su una rete di esercizi commerciali specializzati nella vendita al dettaglio di mobili composta da circa 400 punti vendita tra negozi, outlet e show room.

Nel 1964 prese avvio il Premio Lissone, che per oltre vent’anni poté contare su partecipanti illustri come Ennio Morlotti, Renato Birolli, e Valerio Adami. Nel 2000 nacque il Museo di Arte contemporanea, che oltre ad ospitare la collezione permanente derivante dallo storico Premio, propone con continuità esposizioni, incontri e concerti.

A Lissone è presente la più grande Biblioteca del Mobile e dell’arredamento in Europa, nata nel 1941 grazie alla Scuola Professionale locale, che si impegnò a costruire “una biblioteca tecnico-artistica rivolta a tutti coloro che si occupano della lavorazione del legno e della costruzione di mobili”.

Un fiore all’occhiello è l’Istituto del legno del mobile dell'arredamento G. Meroni (IPSIA): la più grande scuola europea del Legno, che vanta 130 anni di storia e da cui tutti i mobilieri lissonesi sono passati. 

La scuola continua a preparare tecnici e creativi, linfa vitale per la continuità del patrimonio imprenditoriale lissonese.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio Monza Brianza

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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