1737

La Porcellana di Doccia

Unioncamere

“Dall'antica Cina alla Toscana dei Medici: la porcellana di Doccia crea l'antecedente europeo di questo manufatto pregiato e ancora oggi ne rappresenta l'eccellenza”

La Storia

La porcellana è stata per secoli un materiale esotico importato dalla Cina. In Europa non se ne conoscevano la composizione e le tecniche di fabbricazione. 

Tra il 1585 e il 1610 Francesco I de’ Medici finanziò a Firenze la produzione di una pseudo-porcellana, destinata all’uso della corte e ai doni diplomatici, ma la vera ricetta rimase segreta fino al 1710, quando Böttger scoprì l’ingrediente base, il caolino, riuscendo così a sfornare la prima autentica porcellana dura europea. 

Da quel momento la porcellana europea divenne un vero e proprio status symbol: ancor più che possederne degli esemplari, era segno di splendore e di potenza promuoverne la fabbricazione. 

Il marchese Carlo Ginori fu uno dei primi a cimentarsi nell'impresa, che a quei tempi costituiva una sfida artistica, scientifica ed economica. Nel 1737 fondò a Doccia una manifattura che, da allora, non ha mai interrotto la sua attività.

Carlo Ginori non badò a spese per realizzare il suo progetto. Fu sua l'idea di tradurre in porcellana sculture di grandi dimensioni, sfida che tendeva a superare i limiti tecnici del materiale. I rari esemplari realizzati sono oggi il vanto di pochissimi musei e collezionisti privati. 

Per cinque generazioni i suoi discendenti si impegnarono a migliorare la qualità dei prodotti e a mantenersi aggiornati sulle innovazioni tecniche e artistiche in atto in Europa. Dalla fondazione fino alla nascita del Regno d'Italia, la manifattura continuò a crescere. 

Nel 1896 Carlo Benedetto e gli altri eredi dell'impresa Ginori, accettarono l'offerta di acquisto di Augusto Richard, azionista di maggioranza della milanese Società Ceramica Richard. La nuova proprietà proseguì la corsa all'industrializzazione ma lo stabilimento di Doccia, pur continuando a sviluppare la produzione di grande serie, non trascurò le linee artistiche dello stile Art Nouveau.

Decorazione della ceramica

Dopo la prima guerra mondiale la Richard-Ginori, ormai una delle principali industrie ceramiche in Europa, vide il suo periodo più glorioso per merito del giovane architetto Gio Ponti, che ne divenne il direttore artistico dal 1923 al 1933. Il suo talento, la sua passione per l'industria e al tempo stesso per l'artigianato più raffinato, ne fecero il rinnovatore ideale delle ceramiche d'arte Richard-Ginori. 

L' eredità di Gio Ponti venne raccolta da Giovanni Gariboldi, suo stretto collaboratore, che divenne direttore artistico nel 1946. 

Tra le principali collaborazioni degli ultimi decenni si ricordano Ambrogio Pozzi e Joe Colombo (che nel 1972 progettano il servizio da tavola per la prima classe Alitalia), Antonia Campi, Sergio Asti, Gian Battista Vannozzi e Paola Navone.  

La lunga storia della manifattura continua a vivere nel presente grazie allo straordinario patrimonio di forme, modelli e oggetti custoditi nello stabilimento e nel Museo di Sesto Fiorentino e, soprattutto, grazie al saper fare che gli artefici di oggi hanno ereditato dai loro maestri per trasmetterlo alle future generazioni.

La Produzione

La porcellana è costituita da tre componenti minerali di base: 50% caolino, 25% quarzo e 25% feldspato. 

Per ottenere il caratteristico candore immacolato dell'impasto e la lucentezza della vernice, le materie prime devono essere purissime ovvero essere sottoposte ad una serie di processi fisico-meccanici che hanno luogo nelle 'laverie'.

Nel reparto di modellazione (o formatura) vengono preparate tutte le forme in gesso necessarie alla creazione dei manufatti in porcellana.

Una delle fasi di produzione: l'invetratura

La fabbricazione può avvenire secondo molteplici procedimenti, alcuni dei quali, come il colaggio, sono rimasti pressoché immutati nei secoli. Altri fanno invece uso di tecnologie all'avanguardia e di macchinari altamente sofisticati.

Esclusi i piatti, i vassoi, le coppette e poche altre forme semplici, gli oggetti in porcellana nascono in più parti e devono perciò essere assemblati dopo la foggiatura o il colo. Questa operazione prende il nome di guarnitura e consiste nel far aderire tra loro le varie parti con l’ausilio di una barbottina densa che funziona da collante.

La porcellana, per diventare tale deve subire un doppio passaggio nei forni, il primo a 1000° C per consolidare il corpo, il secondo a circa 1400° C per vetrificare la vernice con cui questo viene ricoperto. Nel corso della cottura gli oggetti subiscono un restringimento che raggiunge il 15% del volume. 

Nel caso in cui la porcellana sia decorata, inoltre, essa necessita di ulteriori cotture, in numero variabile a seconda della complessità della decorazione. 

Dopo la prima cottura, il biscotto viene immerso in vasche contenenti la vetrina liquida, cioè in quella vernice incolore e trasparente che donerà al corpo dell'oggetto il suo caratteristico aspetto esterno brillante e vetrificato. 

Dopo la cottura, il “bianco” viene attentamente esaminato per individuare eventuali imperfezioni. Gli sceltisti suddividono la porcellana in prima scelta, seconda scelta, terza scelta e rottame.

La porcellana può essere dipinta interamente a mano, decorata a decalcomania, oppure con tecnica mista ovvero con una base a decalcomania ritoccata a pennello.

Il Territorio

La località di Doccia sorge nella zona pedecollinare a nord-ovest di Firenze. Grazie alla sua vicinanza col capoluogo toscano ed al suo paesaggio bucolico, essa fu,  fin dai tempi dei Medici, una rinomata meta di villeggiatura. Numerose sono le case coloniche che costellano quel territorio all'ombra delle colline di Monte Morello, e lo stemma in ceramica dei Ginori ne fregia ancora oggi la facciata, a testimonianza della sua secolare tradizione.

Curiosità

Il padre di Carlo Ginori, Lorenzo Ginori, visse a lungo in Portogallo dove svolse attività di mercante e banchiere. Fu incaricato, tra l’altro, di acquistare porcellane cinesi per la collezione di Cosimo III e, una volta tornato a Firenze, commissionò in Cina un grande servizio da tavola in porcellana bianca e blu con stemma Ginori. Ciò potrebbe essere all’origine dell’idea del figlio di fondare una fabbrica di porcellana. 

Carlo Ginori era un gentiluomo illuminato, appassionato cultore di studi scientifici. Intorno al 1752 fece gettare un certo numero di vassoi in porcellana nel Mar Tirreno vicino a Livorno per vedere se il corallo vi avrebbe attecchito. Due vassoi furono fatti ripescare dal figlio e sono oggi esposti al Museo Richard-Ginori di Sesto Fiorentino e al British Museum di Londra. 

Carlo Collodi, autore del libro “Le avventure di Pinocchio” scrisse buona parte del suo capolavoro nei pressi della Manifattura di Doccia. Trascorreva infatti lunghi periodi ospite del fratello, Paolo Lorenzini, il più famoso fra i direttori della Fabbrica Ginori. A Sesto Fiorentino si racconta ancora che la storia di Pinocchio sia ispirata a luoghi e personaggi del territorio.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Firenze

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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