1200

Le Ceramiche d'Este

Unioncamere

“Un'origine preistorica, un affinamento durato migliaia di anni e un amore incondizionato per la tradizione”

La Storia

Este può essere considerata una delle città più rinomate nel campo della ceramica. Dalla preistoria ai giorni nostri, la ceramica atestina è stata sempre presente nei secoli. I primi abitanti delle sponde dell'Athesis (il fiume Adige passava una volta per Este) hanno certamente, come tutti i popoli antichi, manipolato la creta e hanno creato i primi rudimentali oggetti. 

Questi oggetti erano solo essiccati al sole e bisognerà aspettare la scoperta della cottura per arrivare alla ceramica vera e propria. Col passare dei millenni la ceramica va perfezionandosi: si usano tecniche e materiali diversi, e dalla ceramica per usi domestici si arriverà poi alla ceramica che timidamente si accosta all'arte. 

In principio si tratta solo di qualche piccolo motivo ornamentale o di qualche scritta nella lingua usata. Poi si perfezionano le forme, si arriva al colore e infine alla vera decorazione pittorica, il tutto studiando e sperimentando tecniche sempre diverse.

Il Museo Nazionale Atestino conserva la mirabile e copiosissima documentazione della ceramica dei cosiddetti “periodi atestini”. Da questi si passa quindi all'epoca romana, dove la ceramica è fiorentissima: vasi, anfore e lucerne portano impresse le “firme” degli artefici o delle fabbriche.

Piatti graffiti con decoro geometrico-floreale

All'epoca romana segue un periodo di stasi, senza che la ceramica lasci tracce. Verso il 1200-1300 la ceramica ha un nuovo impulso dovuto ai nuovi metodi: ceramica graffita, ceramica a vetrina ingobbiata ecc. Per il periodo che va dal 1300 al 1600, in atti di notai e nei registri parrocchiali, si incontrano “scudelari” “bocalari” “pignatari”, nati e vissuti a Este tra il 1500 e il 1600. 

Si arriva così al Settecento: ai primi del secolo viene finalmente scoperta anche in Europa la porcellana, che aveva dominato in Oriente, e di cui tutto il mondo occidentale era dipendente. La ceramica riceve tuttavia un nuovo impulso ad Este. Tra i maestri della ceramica del ‘700 molto noto fu Girolamo Franchini.

Este produceva anche la maiolica e in particolare si rese peculiare la specie nera (“roba nera lustra”), caratterizzata da un minore costo produttivo e un prezzo di vendita inferiore a quello della terraglia bianca. La maiolica nera era prodotta per i conventi (da ciò anche l'indicazione di “nera monastero”) e venduta specialmente ai militari, sempre per via del prezzo più basso.

Si fabbricavano piatti, boccali, “foghere” (piccole stufe) e vasi ornamentali, talvolta decorati anche con l'oro.

Le manifatture attuali hanno fatto della tradizione il loro cavallo di battaglia: esse infatti traggono ispirazione dalla produzione storica di Este, in particolare dalle forme e dai decori degli artisti come Girolamo Franchini, dal periodo Contiero e dalle forme rinnovate nella seconda metà del Novecento da Giovanni Capuani e da Giovanni Battista Giorgini. 

In particolare, da “Nino” Capuani molti giovani andavano ad apprendere l’arte della ceramica: qui infatti si andò a costituire una sorta di “scuola” all’interno della sua “bottega”.

Scatola piatti e Piatto trompe-l'oeil

Negli anni del boom economico nascono numerose imprese del settore e negli anni ottanta se ne contano circa una decina. Oggi solo cinque di loro portano ancora alto il nome di Este all’interno del sempre più competitivo mercato mondiale della ceramica: “Antica Ceramica d’Este”, “Ceramica d’Este Artepiù”, “Ceramica Euganea”, “Ceramiche d’Arte Mary” e “Este Ceramiche Porcellane”.

La grande qualità dei manufatti prodotti ad Este è conosciuta ed apprezzata in tutta Italia e nel mondo: le aziende infatti lavorano assieme ai grandi marchi del design e della moda internazionale, nonché ad artisti di fama, che scelgono le manifatture di Este per la produzione di oggetti pregiati per un mercato sempre più esigente.

Complementio per la tavola con decorazione policroma e oro

La grande perizia tecnica e manuale, assieme alla cura e all’attenzione che vengono prestate durante tutte le fasi di lavorazione, svolte esclusivamente con tecniche artigianali e rigorosamente a mano, attirano una clientela raffinata: famiglie nobiliari, grandi compagnie ed imprese si affidano alle esperte mani degli artigiani di Este per commissionare oggetti e servizi per uso personale, nonché per regali istituzionali o in occasione di grandi eventi.

Gli Stampi

Este conserva un grande numero di stampi originali che servirono (e servono ancora oggi) per la fabbricazione degli oggetti antichi. 

Purtroppo altrove un simile patrimonio artistico non ha avuto uguale fortuna ed è andato disperso. Gli stampi sono attualmente distribuiti nelle varie fabbriche atestine, che sono da considerarsi le vere continuatrici della manifattura estense.

Un ceramista durante la decorazione di un vaso

Essi sono composti, nella massima parte, dagli antichi stampi della Brunello e della Franchini, unite quindi nella Apostoli, mentre un'altra parte comprende stampi provenienti da quella fabbrica di giovani, costituitasi nel dopoguerra, diretta dal pittore Antonio Ferro.

Biscottiera Mamy

Il Territorio

Este è un Comune di 17.000 abitanti. Situato sul versante meridionale dei Colli Euganei, dista 32 km da Padova e 24 da Rovigo. 

La città di Este è abitata da tempi molto antichi: già nell'età del ferro, infatti, era il principale insediamento degli antichi Veneti o Paleoveneti, i quali svilupparono la città, facendo fiorire l'economia grazie agli scambi con le civiltà limitrofe, ma anche con i Greci e Romani.

I Colli Euganei sono un gruppo di colline di origine vulcanica che sorgono, quasi fossero un arcipelago, dalla pianura padano-veneta, a pochi chilometri a sud-ovest di Padova. Tale territorio è parte del parco regionale dei Colli Euganei, primo parco istituito in Veneto nel 1989.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Padova

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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