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Ferro battuto di Campobasso

Unioncamere

“Il fabbro è capace di creare vere opere d’arte battendo il martello sull’incudine con armonia, equilibrio e competenza”

La Storia

L’Età del ferro segue quella della Pietra e del Bronzo e risale all’anno 1000 a.C.

La diffusione del ferro fu però più lenta perché solo molto tardi si comprese che la massa di ferro fuso ottenuta nei primi forni a pietra doveva essere riscaldata nuovamente prima di ottenere il metallo elastico che conosciamo. Si tratta del ferro battuto, che rappresenta l’evoluzione artistica del ferro.

In antichi documenti gli artigiani che lavoravano il ferro battuto vengono a volte chiamati “fabbri ferrai” ed altre “centrellari”. 

La differenza tra i due appellativi era legata alla tipologia di oggetti che ciascuno produceva: i primi erano dediti a lavorazioni artistiche mentre i secondi realizzavano i chiodi, che in dialetto venivano appunto definiti “centrelle”.

L’arte del ferro battuto emergeva soprattutto nella realizzazione di spalliere da letto, cancelli e inferriate, un tempo prodotti senza saldature ma soltanto piegando il ferro a contenere il tutto, in una rete di incroci e linee variegate.

Ancora oggi, come un tempo, il ferro battuto continua a offrire buone opportunità di lavoro che fanno nascere lavorazioni originali e meravigliose, frutto di un’arte ricca di esperienze maturate con il passare dei secoli.

Monumento degli emigranti a Toronto

Il Ferro Battuto

La prima fase di lavorazione consiste nell’esecuzione dello schizzo di ciò che si intende realizzare sulla lamina di ferro, grazie al quale il manufatto inizia a prendere forma.

Per poter far emergere ciò che nella mente dell’autore esiste già si possono impiegare sia arnesi più rudimentali, come lo scalpello, sia attrezzi sofisticati, come il laser, che permettono un’incisione più precisa.

Al fine di portare alla vita il prodotto finito ecco il fuoco che forgia l’estro creativo, aiutato poi dal martello e dall’incudine che danno la forma desiderata all’ispirazione.

Un leggio in ferro battutto

La produzione in ferro battuto può essere davvero molto variegata: basti pensare ai tanti balconi che si scorgono nelle stradine del capoluogo di regione e degli altri centri della provincia, così come i cancelli, gli arredi interni (es.le testiere dei letti), i lampadari fino ad arrivare ad opere commemorative o più solenni quali altari, croci, tabernacoli.

Il Territorio

Il Molise presenta diverse testimonianze legate alla lavorazione del ferro battuto ma quelle più importanti possono essere rinvenute in centri come Campobasso e Riccia. 

L'origine del nome Campobasso deriva, quasi con certezza, dal toponimo “Campus Vassus” o “Campus Vassallorum”, ovvero “campo dei vassalli” che popolavano la parte bassa rispetto al castello. La fondazione è di epoca longobarda, anche se si possono rintracciare testimonianze di un abitato risalente al VII secolo a.C.  

Il secondo centro rinomato per la lavorazione del ferro è Riccia, cittadina di discrete dimensioni, circondata da un incantevole paesaggio ricco di boschi e luoghi ameni.

Piazza Prefettura, Campobasso

Assai suggestivo risulta il centro storico caratterizzato da stretti vicoli, alte scalinate e da palazzi degni di nota. Non si dispone di fonti storiche che consentano di avere notizie precise sulle origini del paese così come del suo nome, tuttavia alcuni ritrovamenti archeologici tendono a suffragare l'ipotesi che il territorio fosse abitato nell'antichità dal valoroso popolo dei Sanniti e poi sarebbe divenuto colonia romana.

Riccia
Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Campobasso

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