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Padova e la Tradizione Orafa

Unioncamere

“La tradizione continua nei secoli con l’impiego non solo di oro e platino ma anche di argento e materiali meno preziosi”

Gli Orafi

La tradizione orafa a Padova ebbe origine nel Medioevo. Il primo statuto della “fraglia degli orefici” risale al 1454 e consiste in una raccolta di norme che regolano la confraternita, la gestione delle botteghe, le modalità di bollatura e i requisiti di qualità dei manufatti. 

Il Quattrocento assiste a un notevole afflusso a Padova di maestri orafi provenienti dall'entroterra adriatico e dalla Toscana.

La produzione viene alimentata da relazioni con personaggi illustri o in funzione sacra e attestata da inventari e documenti notarili riguardanti oggetti acquistati, dati in pegno e beni appartenuti a defunti.

Un ruolo di rilievo nella formazione di artigiani e artisti del settore ha assunto dall’Ottocento la Scuola intitolata a Pietro Selvatico, istituita nel 1867 come “Scuola di disegno pratico di modellazione e d’intaglio degli artigiani”. 

È del 1960 l’avvio di un laboratorio per lo studio dell’oreficeria artistica, e del 1966 la creazione della sezione “Arte dei metalli e dell’oreficeria” presso la Scuola.

La Scuola Orafa si afferma e conquista notorietà a livello internazionale negli anni ‘70 con Graziano Visintin, una significativa rappresentanza femminile e un orientamento spiccatamente anti-commerciale e anti-decorativo, raggiungendo negli anni ‘80 standard elevati a livello di ricerca sperimentale, creatività e abilità nella lavorazione dei materiali.

Nel 2008 si è tenuta a Padova ed ha riscosso notevole successo la mostra “Gioielli d’autore. Padova e la scuola dell’oro”, promossa da Comune, Provincia e Sovrintendenza al patrimonio storico-artistico.

Attualmente la tradizione continua con l’impiego non solo di oro e platino ma anche, da parte di alcuni laboratori, di argento e materiali meno preziosi.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Padova

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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