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L'INCISIONE ARTISTICA SU FERRO DELLA VAL TROMPIA

Unioncamere

L'incisione su ferro della Val Trompia è un'arte delle più antiche praticate in Val Trompia, miniera di vitalità operosa e di arguzia tecnologica

La Storia

L'arte dell'incisione artistica su ferro in territorio bresciano ha origini antichissime e nasce dall'abilità acquisita, nel corso del tempo, nella decorazione delle armi.

Già nel 400 a.C. i Celti che abitavano la Val Trompia erano costruttori di armi, con le quali affrontarono in battaglia altre popolazioni tra cui i Reti e i Cenomani. 

In seguito alla loro alleanza con Roma fornirono all'Impero molte delle spade utilizzate nelle tante campagne espansionistiche, forgiando il ferro proveniente dalle miniere della valle.

Durante il Medioevo si ebbe il passaggio alle armi da fuoco e il territorio bresciano, pronto ad affrontare questa trasformazione, divenne un importante centro di produzione.

Una fucina agli inizi del '900

Nel corso del Cinquecento i sovrani iniziarono a commissionare alle fonderie bresciane decorazioni raffinate sulle canne di bronzo delle artiglierie. A queste richieste si aggiunsero quelle della clientela facoltosa che desiderava dotarsi di pezzi degni del proprio rango e prestigio.

L'arte dei Maestri incisori bresciani proseguì ininterrottamente nei secoli e, dopo una crisi che coinvolse l'intera industria armiera nella prima metà del '800, tornò a crescere con l'Unità d'Italia e con lo sviluppo della produzione di armi per civili.

L'incisione bresciana rimane tutt'oggi l'incisione delle armi storiche per eccellenza, grazie a figure quali quelle di Medici, Galeazzi e Fracassi, che nel corso del '900 la portarono ad altissimi livelli.

Nel solco di questa antica tradizione, l'incisione artistica su ferro è ora praticata su diversi altri oggetti di arredo per la casa o da diporto.

Armi storiche destinate all'eredità culturale e non funzionanti

Gli Strumenti

Sono molti gli strumenti utilizzati per il decoro del ferro.

Il cesello è uno scalpello d'acciaio, con la testa smussata e foggiata in vario modo secondo il tipo di incisione da praticare. Battendolo con una mazzetta si eseguono incisioni, risalti e zigrinature.

Il bulino è un attrezzo con una punta più corta del cesello e dal manico a fungo. Nell'impiego del bulino l'attrezzo viene spinto a segnare l'acciaio utilizzando il palmo della mano, premendo adeguatamente sul manico. 

Questa è la differenza principale rispetto al cesello: la pressione per far avanzare la punta non è data dal martelletto ma dalla mano stessa. Utilizzando la forza e la sensibilità della mano si può controllare la spinta, con il risultato di un segno più fluido, sottile e leggero.

Serie di attrezzi incisori 

Con l'utilizzo della punta e martello, l’incisione avviene con la punta che, impugnata e guidata dalla mano sinistra, traccia il solco che segue il disegno prestabilito. La mano sinistra fa dunque opera di guida mentre la pressione per far avanzare la punta è data dal martelletto impugnato dalla mano destra. 

Il martelletto batte ripetutamente e velocemente sull’estremità posteriore della punta con un ritmo e con un rumore caratteristico e inconfondibile.

Fase di incisione in cui con la mano destra incide e la sinistra tiene la lente

La Val Trompia

La Val Trompia, valle bresciana del fiume Mella, è la patria dell'arte di plasmare il ferro che risale a tempi arcaici, grazie alla presenza di minerali ferrosi - presenti nel  suolo e facilmente estraibili, grazie ai boschi cedui - utili a ottenere il legno necessario alla fusione, e grazie all'acqua del fiume Mella - indispensabile per la tempera.

 Qui l'arte di plasmare il ferro risale a tempi arcaici, grazie alla presenza di minerali ferrosi, presenti nel  suolo e facilmente estraibili, grazie ai boschi cedui, utili a ottenere il legno necessario alla fusione e grazie all'acqua del fiume Mella, indispensabile per la tempera.

Lo sviluppo storico dell'economia di Brescia non si spiegherebbe senza tener conto dell'ingegno e della operosità degli artigiani del ferro.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Brescia

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