1850

I Casalinghi di Omegna

Unioncamere

“Un prodotto che sembra nascere nei laboratori degli alchimisti e che giunge indispensabile in tutte le case del mondo”

La Storia

Le fasi di nascita del prodotto “pentola ed accessori per la casa” si possono dividere in tre periodi, a seconda delle materie prime che vengono inventate o impiegate nella produzione di questi oggetti.  

La prima azienda di casalinghi del Cusio fu la ditta Calderoni Fratelli, nata nel 1851 a Casale Corte Cerro, da Carlo Calderoni, che in Germania aveva appreso l'arte della lavorazione del peltro. Tornato in patria, l'artigiano avviò una piccola attività per la produzione di oggetti in peltro e ottone, che assunse presto un carattere industriale. 

La Calderoni fu la prima azienda ad utilizzare la lega dell'alpacca: una lega composta di rame (65%), zinco (23%) e nichel (12%), messa a punto dalla Berndorf Metallwarenfabrik. Il materiale era povero, tuttavia appariva simile all'argento e rappresentava una sua valida alternativa, sia per le intrinseche caratteristiche di brillantezza, malleabilità e resistenza alla corrosione, sia perché permetteva di produrre oggetti a costi minori.

Oggetto immancabile nei cataloghi dell'epoca era il servizio da tè e da caffè. Sempre in questa prima fase, troviamo prodotti che potremmo inserire in un filone “popolare” del casalingo in metallo: crocifissi, candelabri, calamai e piccoli utensili domestici in peltro ed ottone, come scatole per unguenti, pillole e tabacchiere, nati dalla ditta F.lli Piazza che iniziò la sua produzione nel 1880.

La ditta Lagostina fin dagli esordi si indirizzò verso la produzione di posateria: già nel 1901 ebbe il merito di diffondere l'utilizzo delle posate, cambiando così le abitudini nel modo di mangiare degli italiani. 

Il metallo usato da questa azienda veniva ricavato dalle bande di ferro degli imballi di cotone provenienti dalle industrie tessili della zona e dallo smantellamento delle navi militari. 

Grazie all'impiego di ferro riciclato, la ditta riuscì così a produrre utensili a un costo notevolmente contenuto e i suoi prodotti ebbero, per questo, una vasta diffusione: le posate erano finalmente diventate economiche. 

Lagostina in poco tempo diventò la prima azienda produttrice di posate di ferro stagnato in Italia e, in pochi anni, la piccola industria di Omegna fu in grado di coprire con successo l'intero fabbisogno nazionale.

Un'altra grande invenzione del casalingo giunse nel 1933 grazie ad Alfonso Bialetti, che brevettò la Moka: una caffettiera destinata a diventare un'icona della tradizione italiana del casalingo, tuttora diffusa nelle nostre case.

A Massimo Lagostina si deve l'utilizzo dell'acciaio inossidabile come nuovo materiale per gli utensili da tavola e da cucina. L'acciaio 18/10 è attualmente la lega più usata in quanto più stabile, non magnetica, immune da corrosione e macchie, e quindi molto igienica.

Massimo Lagostina intuì subito la potenzialità del nuovo materiale applicato in cucina ed iniziò così a sperimentarne l'uso in azienda, dove però dovette affrontare notevoli difficoltà: a problemi di lavorazione si sommava un diffuso “scetticismo” da parte dei tecnici che per anni avevano lavorato con soddisfazione il ferro stagnato. 

Al termine della seconda guerra mondiale l'attività produttiva dei casalinghi riprese con nuovo slancio e nuova fiducia: grossi investimenti servirono ad ampliare le aziende e a comprare nuovi macchinari, mentre si assisteva alla definitiva affermazione dell'acciaio inossidabile come materia privilegiata per gli articoli da cucina.

Queste trasformazioni furono accompagnate dall'avvento di nuovi mezzi di comunicazione che testimoniarono la rinascita delle aziende dal periodo bellico. L'acciaio presentava ancora, però, un problema tecnico: non essendo un buon conduttore, il calore dei fornelli non si distribuiva uniformemente sul fondo della pentola, e i cibi attaccavano e bruciavano.

Stampi per posate

Fu di nuovo Lagostina nel 1955 a trovare la soluzione a questo problema grazie al fondo “Thermoplan”®: un sistema che prevedeva l'accoppiamento di acciaio e alluminio al fine di realizzare il cosiddetto “doppio fondo”, un semplice accorgimento per favorire la diffusione del calore che si rivelò ben presto un'importante innovazione.

Il Territorio

La Valle Strona ed il Cusio hanno dato origine geografica ad un'antica tradizione nella lavorazione dei metalli: molti valstronesi si specializzarono nella lavorazione del ferro, dell’ottone e del peltro. I loro discendenti fondarono industrie di casalinghi di dimensione mondiale come Logostina, Alessi, Piazza e Bialetti. 

Persino le origini del vicino distretto industriale del rubinetto vanno cercate nell’incontro tra l’esperienza secolare dei campanari di Valduggia e quella degli ottonai del Cusio. 

La Valle Strona generò numerosi geniali inventori: i fratelli Guglielminetti idearono una speciale borraccia adottata dalle forze armate di vari paesi. A Sambughetto venne inventata la “Sesula”, una pala di legno per sgombrare le strade dalla neve. 

Il primo tornio idraulico fu costruito segretamente da Gaudenzio Piana, che ne aveva visto un esemplare nel carcere di Genova dopo i moti del 1849. 

Baldassarre Cane fu inventore del sifone da Seltz.

Con i ricavi del brevetto del sifone da Seltz, nel 1853 Baldassarre Cane fondò un opificio per la lavorazione dei metalli proprio a Omegna, a cui seguì pochi anni dopo l’apertura dello stabilimento Fratelli Cane, ad opera di Giuseppe e Costantino. La loro ditta divenne importante e grande, tanto che restò tra le aziende fondanti il settore fino alla seconda guerra mondiale.

Sull’esempio della famiglia Cane, nei decenni successivi altri omegnesi intrapresero lo stesso tipo di lavoro, fino a creare industrie di casalinghi che ancora oggi sono marchi conosciuti in tutto il mondo, come Lagostina, Alessi, Piazza, e Bialetti.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola
Curator — Ecomuseo del lago d'Orta e Mottarone - Direttore Andrea Del Duca

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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