1000 d.C.

La Pietra di Oratino

Unioncamere

“Realizzare prodotti e oggetti in pietra significa dar vita a entità inanimate che, grazie al lavoro dello scalpellino, esistono e comunicano”

La Storia

La lavorazione della pietra in Molise ha radici antichissime; si pensa che strutture e oggetti in pietra venivano realizzati primariamente per garantire la sicurezza e la sopravvivenza delle popolazioni. In alcuni centri della regione si possono rinvenire interi centri abitati costruiti in pietra, così come è facile imbattersi in bellissimi esempi di elementi architettonici e decorativi quali capitelli e statue.

Un tempo, quando le condizioni di trasporto erano ancora molto difficoltose a causa delle distanze territoriali, lo scalpellino andava alla ricerca della materia prima da lavorare e la scolpiva in loco, senza portarla presso la sua bottega, risparmiando così tempo e fatica. 

Lavorare la pietra è, oggi come allora, un’attività che richiede pazienza e attenzione, così come estro e fantasia.

La Lavorazione

La lavorazione della pietra inizia con la foratura del blocco seguita dal taglio in lastre e dalla predisposizione del “traccio” e dell’ “intraguardo”.

Le fasi successive sono quelle della “spuntellatura” e delle “bocciardatura”, che esaltano le caratteristiche del materiale e nel caso specifico della bocciardatura serve anche ad annullare eventuali difformità.

La foratura del blocco

Quest’ultima fase si esegue con la “bocciarda”, un martello a fitte punte piramidali, atto a scolpire la superficie sottostante. La percussione prodotta dalla bocciarda sottopone i materiali a un notevole stress e richiede spessori maggiori per sopportare le sollecitazioni superficiali.

Gli utensili utilizzati nella lavorazione della roccia
La bocciardatura eseguita con l' apposito martello a punte piramidali 

Rinomata è l'estrazione della Pietra di Luserna, uno gneiss caratterizzato da facile lavorabilità a spacco, scistosità regolare, elevata resistenza e durevolezza che hanno favorito da secoli un ampio utilizzo nelle costruzioni.

Di dimensioni minori, ma di qualità eccezionale, è la produzione della “Bargiolina”, una quarzite utilizzata a spacco naturale, nelle varietà cromatiche grigia e gialla, che già nel XVI secolo Leonardo da Vinci decantava per l'ottima qualità.

La Produzione

L'abbattimento della roccia viene effettuato mediante l'utilizzo di esplosivo. 

Il distacco dei blocchi avviene attraverso la perforazione, il caricamento dell'esplosivo nei fori e il brillamento.

La pietra estratta viene trasportata nei laboratori e viene lavorata con finiture differenti a seconda dell'impiego a cui è destinata: può essere levigata con mole abrasive oppure fiammata. 

La fiammatura consiste in un forte riscaldamento seguito da un brusco raffreddamento con getto d'acqua.

Altro tipo di lavorazione è la 'bocciardatura', ottenuta con utensili a percussione azionati ad aria compressa.

I manufatti con cui viene commercializzata la pietra possono essere lastre e blocchetti a spacco naturale.

Il Territorio

La lavorazione della pietra è molto diffusa nel Molise, soprattutto in alcuni centri come Oratino, piccolo paese della provincia di Campobasso in cui diversi artigiani hanno fatto dell’intaglio della pietra la loro attività principale.

Oratino è un caratteristico centro vicino al capoluogo di regione, posto in una posizione dominante su buona parte della vallata del fiume Biferno. 

Nel 1100 il nome del paese era Laretinum, ma poi si trasformò prima in Retino, poi, in Laratino e, infine, divenne Oratino. 

Di probabile origine longobarda, il feudo registrò l'avvicendarsi di diversi feudatari sino all'eversione della feudalità.

Oratino
Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Campobasso

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