1900

La maglieria del Perugino

Unioncamere

“ Rappresenta un mondo affascinante che si compone di un fitto intreccio di terra, storia e tradizione dove il piccolo è ancora bello e possibile, anzi necessario”

La Storia

Nel XII secolo, in territorio umbro, si tessevano arazzi e tovaglie seguendo l’insegnamento francese dei motivi “a occhio di pernice”. Questi ricami venivano eseguiti principalmente su stoffe, spesso usate in ambito sacro, e rappresentavano figure geometriche o di animali e persone stilizzati. 

Nei secoli successivi si diffusero in tutta Europa le tovaglie perugine, con le tipiche decorazioni blu o rosse rappresentanti grifi, aquile o motivi geometrici, tutt’ora prodotte nei laboratori artigianali della zona. 

Dopo una pausa di circa mezzo secolo, in cui la tessitura viene relegata ai conventi, nei primi anni del ‘900 questa attività torna di moda, grazie all’opera delle signore aristocratiche, impegnate a promuovere i laboratori di tessitura e ricamo. Si “riesumano” quindi gli arazzi e le tovaglie ricamate a occhio di pernice, stavolta per uso anche domestico.

Proprio questa passione e l’evoluzione dei macchinari usati, porta il settore tessile a divenire un’eccellenza umbra che parte dai piccoli laboratori domestici e, nel corso del ’900, si evolve in fabbriche e aziende tutt’ora in attività. Dalle tovaglie e i merletti si passa alla lavorazione dei filati veri e propri, dalla pettinatura dei conigli d’angora di Luisa Spagnoli, fino alla fiorente produzione di capi in cashmere del giorno d’oggi. 

Questa signora ebbe la brillante idea di  allevare conigli d’angora per poi pettinarne il pelo per ricavarne lana da filato. Nacque così l’azienda “Angora Spagnoli”, che industrializzò la fabbricazione di pullover. 

Le innovazioni tecniche apportate dalla Spagnoli alla tessitura, oltre alla specializzazione progressiva delle centinaia di maglieriste impiegate dall’azienda, posero le basi della tradizione imprenditoriale tessile umbra.

Questa industria fece due rivoluzioni: creò la base scuola per le future aziende umbre e, a partire dagli anni '70, aprì una serie di laboratori in cui il macchinario veniva dato in comodato d'uso ai suoi vecchi operai (rent a machine) evitando loro pesanti investimenti.

Luisa Spagnoli fondò inoltre l'azienda dolciaria Perugina ed inventò un cioccolato speciale: il Bacio.

L'unione tra artigiano ed industrializzazione è stata l'elemento vincente delle attuali 500 aziende umbre, spesso piccole come boutiques, ma permeate di un'antica atmosfera in cui il lavoro è fatto di umanità e cuore.

Negli anni '70/'80 l'Umbria ha vissuto un'imprenditorialità eccezionale, perchè oltre ai maglifici nacquero altre realtà del tessile-abbigliamento: Ellesse, Lafont, IGI, Umberto Ginocchietti, Yves-Saint-Laurent, Thierry Mugler e ICAP: l'azienda che scoprì Giorgio Armani con cui condivise i successi per 24 anni.

Queste aziende portarono a far maturare stilisti e manager, ma in particolare a internazionalizzare la mentalità: si cominciò ad aprire uffici a Parigi, Dusseldorf, Londra, New York, Tokyo.

L'interscambio con questi paesi creò un interscambio anche di persone e già in quegli anni furono molti gli stilisti tedeschi che vennero a Perugia e che ci rimasero.

Grazie a questo incontro la Germania divenne il mercato di riferimento: nel 1975/80 il pullover in Germania era Umberto Ginocchietti.

Negli anni '85/'90 importanti aziende internazionali vennero in Umbria per fare pullover in cashmere. Questa filiera era stata per 200 anni monopolio degli inglesi, ma l'eccessivo conservatorismo britannico,  aveva portato le aziende ad utilizzare campionari ormai vecchi e filature che usavano ancora il filatoio self acting. In Italia invece, a Biella, i moderni filatoi ring stavano rivoluzionando il sistema di produzione.

Lo stimolo di venire a Perugia a fabbricare pullover di cashmere fece scattare molte idee nuove sia nella confezione che nel finissaggio e nella tintoria. 

Ebbe inizio così il percorso di moltissime aziende che crearono collezioni proprie conquistando il mondo e rendendo i pullover di cashmere made in Umbria il top della classe, grazie a fantasia, creatività, nuovo fitting, nuovo lavaggio, nuove tecniche di filatura, grande assortimento di colori e velocità nelle consegne.

L'Umbria è oggi terra dove, oltre ai propri marchi, si lavora per aziende come Dior, Gucci, Balenciaga, Givenchy, Hermes, Ralph Lauren, Jil Sanders, Armani, Van Laack, e soprattutto la Giorgio Armani knitwear, che nacque proprio a Perugia con il maglificio Icap (come del resto lo stesso “Emporio Armani”). L'Umbria ha rappresentato per questo stilista il lancio del suo stile.

Il cashmere viene da una capra originaria del Cashmere, tra India e Pakistan, e che vive ad alta quota. Le temperature basse la portano a produrre, sotto il pelo lungo e setoso, una fibra corta e morbida che non viene tagliata ma pettinata a mano per poi raccoglierla. Tutti i tentativi di allevarle in Europa fallirono a causa delle condizioni climatiche e, oggi, la produzione è nel nord della Cina, Mongolia, Iran ed Afganistan.

Nel corso degli anni, al nome delle aziende ha cominciato ad affiancarsi la specifica “cashmere”, proprio perché questo prezioso materiale si è man mano sostituito agli altri tipi di filati lavorati in Umbria.

Il Territorio

Il Tessile è una delle realtà principali dell’economia perugina. L’insieme delle piccole e medie imprese che si dedicano a questa attività attorno a Perugia costituisce un vero e proprio distretto industriale.

Punta di diamante del Tessile perugino è stata in passato l'industria Ellesse, mentre attive oggi sono la casa d'abbigliamento Luisa Spagnoli ed il re del cashmere umbro Brunello Cucinelli.

Il polo umbro del cashmere conta circa 500 imprese con oltre 2.000 addetti altamente specializzati che costituiscono un universo impegnato a sperimentare e a tessere gli infiniti linguaggi stilistici di questa pregiata fibra tessile.

Il comparto tessile/moda costituisce a livello nazionale uno dei settori di eccellenza del made in Italy come attestano non solo i dati economici, ma soprattutto il posizionamento di cui gode a livello internazionale.

In Umbria, le aziende del settore sono presenti con produzioni di nicchia di elevata qualità. Il comparto tessile/abbigliamento ha una rilevanza cruciale sotto il profilo economico, sociale e occupazionale. 

Negli ultimi venti anni, sulla scorta del successo internazionale di alcune aziende leader, si è sviluppata una formidabile filiera in grado di coprire tutte le fasi del processo produttivo, dalla filatura al confezionamento.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Perugia

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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