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Il Tessile Biellese

Unioncamere

“Biella tra 'I monte e il verdeggiar de' piani lieta guardante l'ubere convalle, ch'armi ed aratri e a l'opera fumanti camini ostenta”
Giosuè Carducci / 1890

La Storia

La storica tradizione tessile di Biella deve il suo sviluppo alle caratteristiche del territorio: la sua posizione ai piedi delle Alpi favoriva l'allevamento piuttosto che le estese colture agricole, così che l’utilizzo del vello degli ovini per ottenere filati e tessuti si impose sulla zona. 

La presenza di molti corsi d’acqua e l’intraprendenza degli abitanti hanno permesso lo sviluppo nel tempo dell'attività tessile di qualità, che da artigiana si è via via evoluta e specializzata fino all'industrializzazione completa. Le prime tracce di produzione tessile rinvenute sono di epoca pre-romana, mentre risalgono all’epoca medievale i primi statuti per regolare l’attività tessile. 

Infatti, proprio grazie alle condizioni favorevoli del territorio, la produzione di filati e prodotti tessili si estese presto dalla cerchia familiare allo scambio con altre realtà locali, rendendo necessaria la stipulazione di patti commerciali. Tra il 1275 e il 1419 le singole “arti” hanno adottato i propri statuti definitivi. A quei tempi le attività tessili si suddividevano in tre rami: sartoria, tessitura e drapperia.

An old hand loom

Poi tra il Cinquecento e il Seicento si sviluppa la differenziazione territoriale in base al prodotto: la Valle Elvo si specializza nei “panni fini”, mentre le valli dello Strona e del Sessera sviluppano i “panni grezzi e ordinari”.

In questa fase il sistema è ancora a conduzione familiare, ma inizia a prendere piede la figura del mercante imprenditore che assorbe la produzione degli artigiani domestici a cui ha in precedenza fornito la materia prima. I primi telai meccanici, ideati dagli inglesi nel corso della Rivoluzione industriale, furono introdotti in Italia proprio dal biellese Pietro Sella nel 1816 e installati nella Valle di Mosso.

Il distretto ha vissuto fasi di intensissima densità d'impresa, prima con i grandi opifici ad alto impiego di manodopera e poi con lo sviluppo delle piccole aziende familiari, specializzate in specifiche fasi della catena produttiva. Oggi tale struttura è ancora valida, essendo rimasto l'unico distretto in Europa a conservare integra e vitale l'intera filiera produttiva del tessile, dal trattamento delle fibre sudice al capo finito.

Veduta del 1920 dello Stabilimento "Carrozzeria Radice poi Lanificio Valle di Strona", oggi Lanificio Zignone

Con l'avvio dell'industrializzazione, compaiono anche i primi veri e propri brand, legati per la maggioranza ai nomi delle fabbriche produttrici e delle famiglie proprietarie. Solo nel '900 si affermano i primi marchi con nomi di fantasia non immediatamente riconducibili a una provenienza geografica o familiare.

Il distretto industriale nel suo complesso non ha mai promosso in modo coordinato la propria produzione di alta qualità. I principali veicoli di promozione in qualche modo strutturati sono state le fiere, in primo luogo “Ideabiella” (da qualche anno confluita nella più ampia Milano Unica) per i tessuti, e “Filo per i filati”, destinate però agli operatori di settore e non ai consumatori finali.

Visit by the graduates of the “Quintino Sella” Industrial Institute in May 1952 to a twisting machine

Alcune aziende hanno investito per far conoscere il loro brand a un pubblico generalizzato, ma far apprezzare un prodotto semilavorato come i filati e i tessuti ha sempre presentato delle difficoltà. Più fortuna hanno avuto i brand che producono anche abbigliamento e che hanno quindi investito in pubblicità e promozione per vendere le loro collezioni.

Per sopravvivere alla concorrenza globale, che ha subito una stupefacente accelerazione negli ultimi dieci anni, il distretto si è evoluto verso produzioni di eccellenza di filati e tessuti in materiali tradizionali (lana e fibre nobili, ma anche fibre di origine vegetale), spostandosi verso la fascia alta e altissima del mercato, con grossi investimenti per ottenere il massimo della qualità. Questo ha permesso il mantenimento delle quote di mercato in termini economici, a fronte di una riduzione delle quantità prodotte.

The first electric looms

Il Tessile

I prodotti di specializzazione del distretto sono i filati e i tessuti di altissima qualità, realizzati utilizzando prevalentemente lane australiane superfine ed altri materiali pregiati (cashmere, pelo di cammello, alpaca, vigogna, mohair). 

Le produzioni principali riguardano i tessuti per abbigliamento maschile e femminile, i filati per tessitura e per maglieria, nonché tutte le lavorazioni ausiliarie della filiera tessile laniera (pettinatura, tintoria, finissaggio ecc.).

La prima fase di lavorazione di tessuti in lana o altre fibre naturali animali è la pettinatura, in quanto “pettina” le fibre in lavorazione per ordinarle ed eliminare quelle più corte. I velli vengono lavati per eliminare il grasso animale naturale e passati in macchinari che posizionano le fibre nella stessa direzione.

Le fibre vengono poi sottoposte a carbonizzo in cui si bruciano le eventuali impurità presenti.

Segue la filatura, in cui le fibre vengono compresse, accoppiate e ritorte in modo sempre più fine e stretto, fino a ottenere un filo, più o meno sottile a seconda del tipo di tessuto che si vuole ottenere.

Viene poi il momento della tessitura: i filati vengono incrociati gli uni con gli altri ad angolo retto, a formare trama e ordito, in modo molto stretto, fino a ottenere il tessuto finale.

Infine si esegue il finissaggio o “nobilitazione” del tessuto greggio: attraverso lavaggi, vaporizzi, cimatura, rammendatura e altri trattamenti, questo processo conferisce al tessuto il suo aspetto finale privo di impurità e imperfezioni, la sua lucentezza, la sua cosiddetta “mano” che lo rende adatto per la confezione di abiti, tessili per la casa o altri utilizzi.

Inoltre in qualunque momento della lavorazione dopo la pettinatura può avvenire la tintura. Alcuni produttori possono realizzare i loro capi con tessuti di un colore base e poi procedere a una ulteriore tintura, che viene definita “in capo”. Prima si procede al procedimento di tintura e più il colore rimane stabile.

La Produzione

Attualmente la produzione avviene totalmente attraverso macchinari meccanotessili ad alta automazione. La manodopera specializzata, il know-how sviluppato dai lavoratori biellesi nel settore, tuttavia, è una componente fondamentale per l'ottenimento della qualità finale dei prodotti. 

Si tratta di conoscenze stratificate nel tempo che non è facile “trapiantare” in altri luoghi; non a caso, il distretto tessile Biellese è stato lungamente studiato negli anni '80 e '90 per cercare di comprenderne la ricetta di successo, ma nessuno è mai riuscito a ricreare altrove l'eccellenza raggiunta in questo territorio.

Il Territorio

L'attività tessile nel Biellese si è sviluppata nei secoli proprio grazie alla caratteristiche del territorio. Dei 915 chilometri quadrati di superficie del distretto, il 41% è composto da colline e il 43% da montagne. 

L'orografia del territorio ha favorito l'allevamento, in particolare di ovini, il cui vello è stato il punto di partenza per la produzione di filati e tessuti.

Inoltre Il territorio si caratterizza per la presenza di numerosi corsi d'acqua dal bassissimo residuo fisso e dal contenuto di sodio e di sali minerali particolarmente ridotto che conferiscono “leggerezza” e che contribuiscono in modo determinante alla qualità dei filati e dei tessuti in quanto non appesantisce le fibre e, nella fase cosiddetta di nobilitazione, arricchisce la morbidezza, la lucentezza e la “mano” dei prodotti.

La "Fabbrica della Ruota"
I meccanismi di trasmissione del mulino

Il numero e la portata dei torrenti sono stati fondamentali affinché nel medioevo le manifatture si sviluppassero vicino ad essi per usufruire dell'acqua necessaria alle varie fasi di lavorazione. Ma anche nel corso del processo di industrializzazione della filiera, i corsi d'acqua sono risultati indispensabili per la produzione di movimento (e in seguito di energia elettrica) impiegati dai nuovi macchinari tessili.

Il Biellese si caratterizza quindi per una distribuzione urbanistica che segue la collocazione delle valli e dei rispettivi corsi d'acqua. Gli insediamenti umani e industriali hanno rispettato l'ambiente, dando vita a un equilibrio tra uomo e natura di elevato valore. Questa simbiosi costituisce una delle componenti principali dell'elevata qualità della vita sul territorio, valorizzandolo anche dal punto di vista turistico.

Curiosità

A dimostrazione della dedizione dei biellesi verso il loro lavoro, Italo Calvino, in una novella delle sue “Fiabe Italiane”,  racconta di un contadino che si recò a Biella per un affare nonostante la pioggia e la tempesta. L'uomo lungo la strada incontrò Dio sotto le sembianze di un anziano signore. Il Padreterno mise alla prova la sua fede ed egli per ben due volte provocò la sua collera perché aveva più a cuore il proprio mestiere che il timore di una punizione divina.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Biella

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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