1400

Acciaio Traforato

Unioncamere

“Campobasso è celebre per una specialità, quella delle sue forbici d’acciaio, lavorate a mano, e rabescate coi disegni più vari e coi trafori più delicati”

La Storia

L’arte della lavorazione dell’acciaio in Molise può essere fatta risalire al XV secolo quando lo scopo primario di questa lavorazione era la produzione di armi: il conte Nicola di Monforte proprio in quel periodo fece arrivare da oltre confine, in particolare dalla Francia, fabbri per la realizzazione di strumenti dedicati ai suoi fini bellici.

Dal XVI secolo poi, con l’avvento della dominazione di Ferrante Gonzaga, vengono poste le basi per far diventare Campobasso un centro importante e conosciuto per la produzione di armi.

Un evento degno di nota che portò un cambiamento radicale in quest’arte fu, nel 1750, l’editto di Carlo III di Borbone, che vietò la produzione di armi da taglio nel Regno di Napoli, e quindi anche nel territorio molisano e a Campobasso, dove si iniziarono a realizzare oggetti per l’ agricoltura o l’uso quotidiano, come rasoi e coltelli.

Nel XIX secolo ci fu un’importante evoluzione con la diffusione della tecnica del “traforo”, che impiegava trapano e limette per realizzare incisioni di motivi ornamentali.  

L’introduzione del traforo viene fatta risalire addirittura alla seconda metà del XVIII secolo, quando Carlo Rinaldi, proveniente da una famiglia di lavoratori dell’acciaio, iniziò ad utilizzare questa tecnica che permetteva di creare quasi dei “ricami”  d’acciaio. 

Gli artigiani campobassani si distinsero in diverse esposizioni e mostre, tra le quali si citano quella di Napoli il 30 maggio del 1853 e di Firenze del 1861 dove addirittura fu presente il Re Vittorio Emanuele II. Si racconta che, durante questo evento, un artigiano-artista del luogo (Bartolomeo Terzano) volle donare un coltello da caccia al sovrano, il quale a sua volta gli commissionò degli oggetti da donare all’Imperatore Napoleone III.

L’arte del traforo fu interrotta nella Seconda Guerra Mondiale, a causa della mancanza di materia prima, e questo ne comportò un indubbio declino.

Per cercare di porre soluzione a questa situazione occorse l’impegno negli anni ‘80 di un artigiano del luogo che, attraverso l’opera profusa nell’organizzazione di attività formative da parte della Regione, cercò di insegnare l’arte del traforo per tramandarla alle generazioni future.

In questa prima metà del XXI secolo l’arte dell’acciaio traforato è ancora presente a Campobasso grazie all’opera di tre artigiani che operano nelle loro botteghe, realizzando, con meticolosità e gusto estetico, oggetti che sono dei veri e propri gioielli artistici.

La Produzione

La prima fase della produzione consiste nella scelta della dimensione dell’oggetto che si vuole realizzare. 

Su questa forma si traccia il contorno dell’oggetto da riprodurre e si ritaglia. Sull'oggetto ottenuto si disegna solitamente a matita il motivo ornamentale che renderà unico e originale il manufatto. 

Le parti superflue vengono poi eliminate con un’operazione definita “bulinatura di centratura”, per la quale viene impiegato uno scalpello che produce dei “buchi” nei quali poi potrà lavorare la punta del trapano necessario per il traforo.

Per togliere l’acciaio dalle volute preformate un tempo si usava il crocetto, una piccola asta montata su un archetto, mentre oggi quest’ultimo è stato sostituito da una semplice sega di ferro. La fase successiva è la sagomatura esterna dell’ornato, chiamata “riporto”: essa consiste nell’eliminazione completa dell’acciaio in eccesso lungo i contorni esterni dell’oggetto usando delle lime.

Cesellatura

Il prodotto infine viene cesellato grazie all’impiego di piccoli scalpelli, detti “bulini”, i quali servono per dare minore o maggiore incisione ad alcuni elementi e rendono il manufatto realmente artigianale. Il momento finale è quello della lucidatura, oggi più che mai necessaria a causa dell’utilizzo dell’acciaio inox.

Lucidatura

Campobasso

Campobasso è uno dei centri del Molise in cui nasce e si diffonde l’arte dell’acciaio traforato. Un tempo la produzione realizzata nel capoluogo regionale era rinomata a livello europeo ma oggi sono pochissimi gli artigiani che, nelle loro piccole botteghe, continuano a dedicare la loro vita a questa particolare tecnica di lavorazione.

L'origine del nome deriva, quasi con certezza, dal toponimo Campus Vassus o Campus Vassallorum, ovvero campo dei vassalli che popolavano la parte bassa rispetto al castello. La fondazione è di epoca longobarda, anche se si possono rintracciare testimonianze di un abitato risalente, addirittura, al VII secolo a.C. 

La ragione della diffusione della lavorazione dell’acciaio a Campobasso può essere collegata soprattutto alle caratteristiche geografiche del territorio, costituito da zone montuose che poco permettevano l’attività agricola, rispetto ad altre zone del Molise dell’epoca.

Campobasso
Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Campobasso

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Traduci con Google
Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo