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Le Ceramiche di Isernia

Unioncamere

“Un fascino tutto orientale per un prodotto pregiato”

La Ceramica

A Isernia la produzione della ceramica ha conosciuto un rinnovato sviluppo grazie ad una particolare tecnica che la rende unica in tutta la penisola: il Raku. Si tratta di un procedimento estremamente originale che rivoluziona il metodo classico della lavorazione della ceramica.

Questa tecnica tuttavia è stata introdotta solo in tempi recenti nel mondo occidentale, ed i suoi principi fondamentali ne sono stati stravolti.

Durante il processo di lavorazione della ceramica di Isernia, il pezzo subisce un forte shock termico, ed è quindi necessario utilizzare un'argilla refrattaria. Questo tipo di materiale possiede al suo interno dei granelli di “chamotte”, che conferiscono al prodotto un’elevata resistenza allo shock termico.

I manufatti in argilla refrattaria, dopo esser stati modellati ed essiccati, vengono cotti in appositi forni alla temperatura di 1050 °C e successivamente decorati con ossidi e smalti ceramici.

Smaltato il pezzo si procede con la seconda cottura, effettuata in un apposito forno, dove la temperatura sale a circa 920 - 1000°C., portando il manufatto ad acquisire una superficie lucida e iridescente.

Si procede quindi all'estrazione dal forno dell’oggetto, che viene preso con apposite pinze e sommerso in un contenitore di metallo contenente materiale organico (fogli di giornale, trucioli o segatura), ottenendo così un ambiente riducente, ovvero un ambiente in cui il raffreddamento del pezzo avviene in assenza di ossigeno.

E' questa una fase suggestiva e rilevante anche dal punto di vista tecnico-artistico. Se il ceramista ha esperienza e adeguate conoscenze, la reazione degli smalti utilizzati può essere in questo momento indirizzata ad ottenere lustri e iridescenze metalliche di straordinaria intensità, non raggiungibili con nessun altro sistema di cottura.

Il Raku

Non si può dire che la ceramica di Isernia abbia una vera e propria storia, trattandosi di un'attività ancora piuttosto giovane. Tuttavia il suo metodo di produzione si rifà ad una tradizione dalle origini molto antiche e molto lontane: il Raku.

Il Raku nacque in Giappone nel XVI secolo. Questa tecnica, idonea a produrre vasellame ceramico, inizialmente utilizzato per la cerimonia del tè, trova le sue radici nella cultura millenaria dell'estremo Oriente, quando venne influenzata e permeata dal Buddismo e dalla filosofia Zen.

Alcuni maestri della cerimonia del tè portarono il significato del semplice atto del bere o offrire tè, fino al raggiungimento di campi vastissimi, che spaziavano dall’architettura all’arte di creare un giardino, all’artigianato, alla pittura, alla calligrafia, cercando di approfondire, al di là del quotidiano, il valore della vita e il suo senso religioso e filosofico.

Nel XVIII secolo fu pubblicato un manuale che spiegava nel dettaglio la tecnica di fabbricazione del Raku, e da allora questo prodotto si diffuse anche al di fuori del Giappone. Ma è soltanto negli ultimi cinquant'anni che quest’arte prestigiosa è stata importata nel mondo occidentale e nel continente australiano, diffondendosi dapprima negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Isernia

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