“Tredici varietà, un unico prodotto: la Mela Alto Adige, perfetta simbiosi tra caratteristiche del territorio e attenzione per la qualità.”

La Storia

Le mele alpine dell’Alto Adige ormai da centinaia di anni alimentano l’economia locale e costituiscono una parte importante della tradizione e della cultura altoatesina. Per molti secoli gli alberi di melo furono piantati intorno ai masi e i loro frutti servirono per il consumo delle famiglie contadine. Questi “frutteti” fornivano alimenti preziosi e godevano anche di una speciale tutela giuridica. 

Per il trasporto della frutta oltre i confini ci si serviva di appositi servizi a cavallo e dei cosiddetti “Kraxenträger”, portatori di gerle, che trasportavano diverse varietà di frutta locale verso nord attraverso i passi alpini. 

La costruzione della linea ferroviaria del Brennero nel 1867 agevolò l’esportazione delle mele intensificandone il commercio: allora la mela era considerata un prodotto di lusso e giungeva fin sulle tavole delle corti imperiali di Vienna, Berlino e San Pietroburgo.

Gli interventi di rettifica del corso dell’Adige (1880-1890) portarono alla bonifica del fondovalle, rendendo così disponibili preziose aree per la coltivazione del melo. In questo periodo i commercianti di frutta costruirono i primi magazzini per lo stoccaggio del raccolto. 

Alla fine del XIX secolo nel Burgraviato si costituirono le prime cooperative di frutta.

Raccoglitori di mele all'inizio del '900

Fino alla metà del XIX secolo non si conosceva una protezione efficace contro le malattie e i parassiti degli alberi da frutto. Dagli anni ’20 si diffusero i primi prodotti fitosanitari e furono introdotte molte innovazioni tecnologiche (trattori, irroratrici, pacciamatrici, ecc.). 

Al posto di pochi alberi di grandi dimensioni arrivarono le palmette e le piantagioni ad alta densità. Le dimensioni degli alberi si ridussero sempre di più e vennero introdotte nuove varietà (Golden Delicious, Red Deliciou, Morgenduft, Jonathan). 

Nel 1988 fu fondata la AGRIOS, il gruppo di lavoro per la produzione integrata: grazie a coltivazioni a basso impatto ambientale si intendeva incrementare la quantità di insetti utili da impiegare nella lotta contro i parassiti. 

Nel 2005 l’Unione Europea pose sotto tutela la definizione “Mela Alto Adige” IGP.

Raccoglitori sulle tipiche scale per la raccolta delle mele

Il Prodotto

L’Indicazione Geografica Protetta Mela Alto Adige o Südtiroler Apfel g.g.A. si riferisce al frutto fresco della specie Malus communis Lam nelle varietà: Braeburn, Elstar, Fuji, Gala, Golden Delicious, Granny Smith, Idared, Jonagold, Morgenduft, Red Delicious, Stayman Winesap, Pinova e Topaz. 

Questa mela si contraddistingue per i colori molto accesi della buccia, per la polpa croccante e per la grande conservabilità. Nelle sue varianti si differenzia per colore, consistenza, sapore e per periodo di disponibilità durante l'anno.

Nelle sue varianti si differenzia per colore, consistenza, sapore e per periodo di disponibilità durante l'anno.

La Produzione

La Mela Alto Adige IGP è coltivata su terreni soffici, ben drenati e ricchi di ossigeno, al fine di favorire al meglio lo sviluppo delle radici degli alberi da frutto. Le sostanze nutritive sono apportate con un’equilibrata concimazione. Tale procedimento viene eseguito sulla base dell’esito di un’analisi del terreno e delle foglie.

Per tutta la durata dell’impianto, tra un filare e l’altro viene lasciata crescere l’erba che, se tagliata regolarmente, funge da fonte nutritiva in grado di garantire un perfetto equilibrio tra frutteti e terreno.

La potatura viene eseguita ogni anno durante il periodo invernale, nella fase di riposo della pianta, e conferisce alla chioma una forma conica che permette alla luce di penetrare anche all’interno.

La raccolta è eseguita esclusivamente a mano staccando accuratamente le mele mature. La produzione massima realizzabile nelle diverse zone di produzione non può superare le 68 tonnellate per ettaro.

Il mantenimento a lungo termine dei frutti viene effettuato utilizzando la tecnica della refrigerazione normale: la temperatura, il contenuto di O2, quello di CO2 e l’umidità cambiano a seconda della varietà. 

Una volta raccolte, le mele vengono trasportate presso lo stabilimento in casse di legno e scaricate all’interno di vasche colme di acqua fredda per facilitare la selezione sulla base di colore e calibro, evitando allo stesso tempo il danneggiamento dei frutti.

Vasche d'acqua dove avviene lo smistamento delle mele

Il prodotto viene sistemato in idonee confezioni provviste di opportuna etichetta recante la dicitura Indicazione Geografica Protetta Mela Alto Adige o Südtiroler Apfel, e deve figurare in caratteri chiari e indelebili, nettamente distinguibili da ogni altra scritta. 

I sistemi di produzione sono finalizzati a valorizzare la naturale vocazione pedoclimatica delle aree di produzione, per questo motivo vengono utilizzate tecniche e metodi a basso impatto ambientale, quali la produzione integrata e/o l’agricoltura biologica. Il sistema d’impianto più usato è quello a filari singoli.

Il Territorio

Con un’estensione di 18.000 ettari, l’area dell’Alto Adige dedicata alla coltivazione delle mele è la più vasta area europea chiusa destinata alla frutticoltura e ciò nonostante è frazionata in appezzamenti estremamente ridotti.

Sono infatti oltre 7.000 le aziende familiari altoatesine impegnate nella coltivazione delle mele e, in media, ogni singola azienda ha dimensioni comprese tra i 2,5 e i 3 ettari appena. Questa superficie è spesso suddivisa in più lotti di terra, a volte distanti gli uni dagli altri. Questo permette alle mele di crescere e maturare raggiungendo la massima qualità.

L’area dedicata alla coltivazione delle mele si estende da Salorno, nel Sud, lungo la Valle dell’Adige, e attraverso il Burgraviato, fino a raggiungere la Val Venosta. La mela Alto Adige è coltivata anche nella Valle Isarco e nei pressi di Bressanone.

La posizione geografica di quest’area destinata alla frutticoltura assicura un prodotto di altissima qualità, perché il clima tipicamente mediterraneo dell’Alto Adige, caratterizzato da primavere piovose e da un’estate e un autunno assolati, è ideale per la coltivazione delle mele.

Al nord le alpi proteggono la regione dedicata alla coltivazione delle mele dai freddi venti settentrionali mentre a sud l’area è particolarmente aperta. I 300 giorni di sole e le oltre 2.000 ore di sole l’anno garantiscono alle mele le condizioni ideali per la maturazione sull’albero. 

Le precipitazioni annue, pari a 800 mm l’anno, sono sufficienti a coprire il fabbisogno idrico di base della melicoltura, anche se d'estate è necessario integrare l’apporto idrico con l’irrigazione. Durante il periodo del raccolto le notti sono fresche e le giornate temperate.

Curiosità

Diversi sono i metodi naturali utilizzati per la protezione degli alberi da frutto durante tutto l'anno.

In primavera, al momento della fioritura, si hanno spesso gelate notturne. Con temperature sotto lo zero i produttori di mele attivano l’irrigazione antibrina: l’acqua ghiaccia sugli alberi e il calore che viene dal congelamento dell’acqua impedisce che la temperatura scenda a valori tali da danneggiare le gemme e i fiori.

Irrigazione antibrina

La “confusione sessuale” è un altro metodo di controllo dei parassiti che consiste nel diffondere nell’aria il feromone sessuale che emette la femmina di ogni specifico insetto, in modo da impedire al maschio di localizzarla e di fecondarla. Il mancato accoppiamento comporterà una popolazione di larve assai diminuita e di conseguenza un minor danno ai frutti.

Feromoni per la confusione sessuale
Riconoscimenti: storia

Curator — Consorzio Mela Alto Adige

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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