“L’olivo in Liguria è la Natura stessa”

L’area di produzione dell’Olio Extravergine di Oliva a Denominazione d’Origine Protetta “Riviera Ligure” si dispiega su tutto l’arco territoriale della Liguria. Dalla zona marittima la coltivazione dell’olivo...

...sale fino alle quote accessibili.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, la coltivazione proseguì in “aggregato” ovvero a fianco di altre colture. La Liguria offriva un clima ideale per una produzione di buone prospettive economiche. Ebbe inizio così un fenomeno ciclopico di impianto dell’oliveto, che avrà termine solo nel XIX secolo. 

Ripidi pendii vennero resi disponibili per la messa a dimora delle piante, contenuti da milioni di metri cubi di muri di pietra: i cosiddetti “maxèi”, i muri a secco che ancora oggi delimitano le “fasce” dove cresce l’olivo.

Documenti come la Bolletta di Carico di "due fusti e dieci pelli di “olio fino” del 18 febbraio 1796 illustrano come l’olio venisse trasportato in botti o in otri di pelle di capra. In questo caso, il permesso è accordato ad un leudo (liuto) chiamato “L’Immacolata Concezione” del patrone marittimo Gio Lamberto. 

Il carico va da Diano, terminale di una valle ammantata di olivi, a Savona, al commerciante Domenico Forzano: si riforniscono i mercati delle grandi città.

Gli oliveti idonei sono collinari di media o forte pendenza con disposizione prevalente a terrazze, i cui terreni derivano dalla disgregazione della roccia madre di origine calcarea.

Il terrazzamento degli oliveti consente di salvaguardare un territorio altrimenti fragile e a rischio frane. 

 Dove l’oliveto è ben coltivato, il territorio è salvo.

[Un olivo fiorito]

Le olive si raccolgono a mano o con piccoli macchinari ad impatto minimo. 

Le tenute sono ammantate di reti e si opera battendo le fronde con pertiche di legno oppure con i più moderni pettini e scuotitori elettrici o ad aria compressa.

[Le olive nella rete]

Le olive raccolte vengono portate al frantoio entro la giornata per la trasformazione in olio.

 La separazione delle olive dalle foglie prima del trasporto al frantoio è un rito ligure, svolto all’imbrunire.

Il frantoio a ciclo continuo consente di generare un prodotto di maggiore qualità.

 La frangitura deve essere ben calibrata in rapporto alla tipicità delle olive liguri, generalmente piccole, ma con una resa finale molto elevata.

Nel XVIII secolo si facevano giungere ragazze da aree liguri, piemontesi ed emiliane per la raccolta della olive. Queste venivano chiamate "sciascieline" e il loro arrivo era un'occasione per i ragazzi del luogo, che organizzavano vere e proprie feste, e spesso finivano per sposarle.

Riconoscimenti: storia

Curator — Consorzio per la Tutela dell'Olio Extra Vergine di Oliva DOP Riviera Ligure

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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