“Tutto il suolo della Sabina è straordinariamente ricco di olivi”

La Storia

I migliori testimoni della lunghissima storia olivicola della Sabina sono gli ulivi.  

Alberi secolari scolpiti dal tempo ancora oggi si ergono a migliaia accanto agli esemplari più giovani, conservando intatta la propria capacità produttiva e rendendo unico il paesaggio sabino.

Tanto era fin dall'antichità l'apprezzamento per le qualità dell'olio della Sabina, che Marco Terenzio Varrone incluse nel suo “De re rustica” prescrizioni così particolareggiate per la coltivazione e la raccolta delle olive da poter considerare il suo trattato come il primo “disciplinare di produzione”.

Le testimonianze storiche sono molteplici, dalla “fiaschetta” di Poggio Sommavilla del VII secolo a.C. nella quale sono state rinvenute tracce d'olio, per passare  ai resti di Cures, antica città Sabina, dove era già evidente la coltivazione dell'olivo.

Costruzioni dei terrazzi ad inizio '900

Ma sopratutto a testimoniare la gloriosa storia olivicola della Sabina sono i due vecchi patriarchi: “U' Livò” di Palombara Sabina e l'”Olivone” di Canneto Sabino, due alberi ancora viventi che secondo la leggenda erano già nati quando la Sabina dava a Roma il suo secondo re, Numa Pompilio (715 - 673 a.C.).

La cultura olivicola Sabina ha continuato a crescere nei secoli, anche dopo la caduta di Roma, con l'importante contributo della potente abbazia benedettina di Farfa, fino a divenire nel 1500 quell'agricoltura specialistica che dura ancora oggi e che ha avuto un significativo punto di svolta con la costituzione dell'Elaiopolio Consorziale Sabino nell'immediato ultimo dopoguerra.

È dal 1948 infatti che ha preso idealmente forma il percorso di affermazione di un'identità comune e di miglioramento continuo del prodotto, che il Consorzio Sabina DOP continua a seguire e approfondire in ogni sua attività.

Il Prodotto

L'olio Sabina DOP è un olio giallo-oro con sfumature verdi per gli oli freschissimi, con un grado di acidità bassissimo e ricco di antiossidanti naturali che lo rendono un alimento ideale per la dieta di ogni giorno, ottimo alleato sopratutto nella prevenzione di malattie cardio-vascolari. 

Il suo profumo è di fruttato netto di olive con complesse note vegetali di verdure fresche. Al gusto si presenta con un fruttato ampio e armonico, con sentori di carciofo, cardo e mandorla nel finale, amaro e piccante per gli oli freschissimi.

Il nome della denominazione di origine protetta “Sabina” deve figurare in etichetta in caratteri chiari, indelebili con colorimetria di ampio contrasto rispetto al colore dell’etichetta e tale da poter essere nettamente distinto dal complesso delle indicazioni che compaiono in etichetta. 

È fatto obbligo di inserire in etichetta consecutivamente una delle seguenti diciture: Olio Extravergine di Oliva Sabina DOP Oppure Olio Extravergine di Oliva Sabina Denominazione  di Origine Protetta.

Ciascuna confezione di olio Sabina DOP certificato, infine, è identificata in modo univoco da un'etichetta numerata che riporta logo, annata di produzione, formato e codice identificativo e che consente di tracciare l'olio contenuto risalendo al produttore, al frantoio ed alla zona di produzione.

Ulivi secolari della Sabina

Il Territorio

Le olive destinate alla produzione dell'olio di oliva extravergine della Denominazione di Origine Protetta Sabina devono essere prodotte nel territorio della Sabina idoneo alla produzione di olio con le caratteristiche e livello qualitativo previsti dal relativo Disciplinare di Produzione.

Tale zona comprende: in provincia di Roma tutto o in parte il territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Roma, Guidonia, Fontenuova, Marcellina, Mentana, Montecelio, Monteflavio, Montelibretti, Monterotondo, Montorio Romano, Moricone, Nerola, Palombara Sabina, Sant'Angelo Romano, San Polo dei Cavalieri. 

In provincia di Rieti tutto o in parte il territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Cantalupo in Sabina, Casaprota, Casperia, Castelnuovo di Farfa, Collevecchio, Configni, Cottanello, Fara Sabina, Forano, Frasso Sabino, Magliano Sabina, Mompeo, Montasola, Montebuono, Monteleone Sabino, Montenero Sabino, Montopoli in Sabina, Poggio Catino, Poggio Mirteto, Poggio Moiano, Poggio Nativo, Poggio S.Lorenzo, Roccantica, Salisano, Scandriglia, Selci, Stimigliano Tarano Toffia, Torricella, Torri in Sabina, Vacone.

Riconoscimenti: storia

Curator — Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell'Olio a Denominazione di Origine Protetta della Sabina

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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