“Un olio storico e differente dagli altri, figlio di un vasto territorio eterogeneo e di una tradizione anomala”

La Storia

L’introduzione della coltura dell’olivo in Sardegna è ascrivibile al periodo compreso fra l’VIII ed il VII secolo a.C. ad opera di popolazioni di origine minoica, che ingentilirono gli olivastri locali con potature ripetute ed innesti.

Grazie alla costituzione di alcune importanti aree olivetate della Sardegna centromeridionale, in epoca romana si registrò un significativo sviluppo economico dell’olivicoltura. 

Proprio a questo periodo viene fatto risalire l’impiego dei primi torchi per l’estrazione dell’olio, realizzati seguendo la medesima logica costruttiva fino al termine del XIX secolo, momento in cui vennero definitivamente sostituiti dalle presse in ferro.

La caduta dell’Impero Romano segnò un generale declino dell’agricoltura sarda e quindi anche della coltivazione dell’olivo. Abbandonata per tutte le epoche successive, l’olivicoltura conobbe la propria ripresa solo quando la Sardegna subì l’influenza politico-militare della Repubblica di Pisa, durante il XII ed il XIII secolo.

A questo periodo seguì una fase caratterizzata da un modesto sviluppo che perdurò sino alla prima metà del XVII secolo, quando la legislazione spagnola consentì una certa espansione della coltivazione negli areali in cui era principalmente diffusa l’olivicoltura sarda.

Dopo la sostituzione dei governanti spagnoli con quelli piemontesi, e a seguito dei nuovi indirizzi agricoli individuati, furono avviate diverse campagne di sensibilizzazione con l’obiettivo di risvegliare l’attenzione degli agricoltori verso l’olivo e di migliorarne le tecniche produttive, estendendo le superfici coltivate e cercando di accrescere la qualità della produzione.

In tutti i riferimenti storici e bibliografici, dal XVIII secolo in poi, veniva segnalata una buona produzione di olio ottenibile dagli oliveti della Sardegna. Un’attenzione che portò, a partire dal dopoguerra, a una sempre maggiore cura dell’olivicoltura nell’isola.

Il Prodotto

L’Olio Extravergine di Oliva Sardegna DOP è ottenuto attraverso una serie di specifici processi produttivi.

La raccolta deve essere effettuata direttamente dall’albero, a mano o con mezzi meccanici, nel periodo compreso tra l’invaiatura e non oltre il 31 gennaio. 

Per gli oliveti idonei alla produzione dell’Olio Extravergine di Oliva Sardegna DOP è ammessa una produzione massima di olive di 120 quintali per ettaro.

Le olive devono essere lavorate entro e non oltre i due giorni successivi alla raccolta e La resa massima di olive in olio non può superare il 22%. 

La temperatura massima consentita di gramolazione è di 30°C, e la durata massima della gramolazione non deve superare i 75 minuti.

L’Olio Extravergine di Oliva Sardegna DOP deve essere commercializzato in idonei contenitori e sull’etichetta deve comparire il nome del prodotto, seguito dall' acronimo DOP, ai quali non devono essere aggiunte altre menzioni.

Sulla confezione deve inoltre essere presente il logo della DOP, costituito da un’oliva dalla quale stilla una goccia d’olio che stilizza la testa di un asinello, richiamo al passato della produzione olearia della Sardegna.

Il Territorio

Il territorio di produzione dell’Olio Extravergine di Oliva Sardegna DOP risulta troppo vasto per poterlo descrivere in modo dettagliato, passando esso da comuni adagiati sul mare, ad altri che si trovano nel pieno entroterra sardo. 

L’andamento climatico della zona di produzione risponde perfettamente alle peculiari esigenze della specie, che trova il suo particolare areale nell’ambiente mediterraneo di cui la Sardegna è tipico esempio. 

A fronte di un periodo estivo estremamente siccitoso, le piogge sono concentrate nel periodo autunnale e primaverile. 

Le temperature seguono l’alternarsi delle stagioni, raggiungendo il proprio culmine in estate, in concomitanza con l’aumento ponderale dei frutti e con il processo di inolizione. Ne deriva una stagione secca che influenza considerevolmente il ciclo di fruttificazione dell’ulivo. 

I terreni olivetati compresi nei comuni ricadenti nella zona di produzione, presentano una giacitura prevalentemente collinare e Il substrato di coltura è tale da garantire un'efficiente coltivazione dell’olivo.

Riconoscimenti: storia

Curator — Consorzio di Tutela Olio DOP Sardegna

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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