Non tutte le olive sono destinate al frantoio. Di quelle destinate alla mensa ve n'è una che eccelle e che ha conquistato anche l'America: “La Bella della Daunia”

La Storia

L'oliva “Bella di Cerignola” viene coltivata da epoche immemorabili: alcuni ritengono che derivi dalle olive “Orchites” dei romani, altri che sia stata introdotta dalla Spagna prima del 1400, ma non essendo mai stata presente tra le cultivar indigene spagnole, può essere considerata una varietà autoctona dell'agro di Cerignola nell'antica Daunia, oggi conosciuta come Tavoliere delle Puglie.Già alla fine dell’Ottocento si hanno notizie di olive, conciate nella zona di Cerignola, inviate nella parte orientale degli Stati Uniti d'America. 

Queste venivano spedite nei caratteristici barili di legno “Vascidd”, di capacità variabile dai 50 a 100 Kg, e ancor più nei cosiddetti “Cugnett”, tipici recipienti di legno da 5-10 Kg. Questi ultimi venivano utilizzati per consentirne la fornitura spicciola a carattere domestico, quello stesso carattere che avrebbe poi avuto il valore di intensa e convincente diffusione commerciale dell’oliva nella lontana America. Le olive di Cerignola attorno al 1920 furono introdotte anche in California grazie alle migrazioni nella parte occidentale degli Stati Uniti.

Trasporto delle Olive agli inizi del '900

Dagli anni Trenta l'oliva di Cerignola è stata protagonista di diverse vicende: è stata individuata come una delle migliori cultivar da mensa italiane; si sono tenuti seminari sui suoi studi; istituti e università hanno pubblicato lavori sui suoi metodi di coltivazione e conservazione, e sulle sue caratteristiche qualitative; fino a quando nel 2000 la varietà di oliva da tavola “Bella di Cerignola” ha ottenuto la registrazione europea come Denominazione di Origine Protetta “La Bella della Daunia” e nel 2002 si è costituito il suo consorzio di tutela.

La Bella

Le olive di Cerignola hanno una forma ellissoidale allungata, sono molto note per la loro grossezza, bellezza, voluminosità, consistenza della polpa, resistenza alle manipolazioni e alla conservazione. La denominazione di origine protetta «La Bella della Daunia» designa le olive da mensa di colore verde e di colore nero, ottenute dalla varietà di olivo da tavola «Bella di Cerignola» e prodotte nella zona delimitata dal disciplinare di produzione. 

Il sistema di coltivazione deve essere quello tradizionalmente adottato nella zona, fortemente legato ai peculiari caratteri orografici e pedoclimatici.I sesti di impianto di olive “la Bella della Daunia DOP” raggiungono un numero massimo di 420 piante per ettaro e sono sottoposte a potatura annuale. La raccolta delle olive avviene direttamente dalla pianta, a cominciare dal 1° ottobre per quelle verdi e da fine ottobre per quelle nere. Per evitare il contatto delle olive con il terreno devono essere usati dei teli. L’irrigazione deve terminare 10/15 giorni prima della raccolta per non danneggiare le drupe che risultano troppo turgide e delicate.

La varietà nera

Le olive verdi subiscono un processo di trasformazione tramite un metodo detto “Sivigliano”: dopo la calibratura vengono trattate con soluzione di liscivia alcalina (idrossido di sodio) da un minimo di otto ore ad un massimo di quindici, quando la liscivia sarà penetrata ai 2/3 della polpa. Dopodiché vengono lavate e lasciate a fermentare per 30-60 giorni in recipienti di salamoia. Vengono infine confezionate e pastorizzate.

Le olive nere subiscono invece un processo di trasformazione chiamato “Sistema Californiano”: vengono calibrate e messe in contenitori con salamoia salina variabile a seconda della grossezza e al riparo dell’aria nell’attesa d’essere lavorate. Successivamente la salamoia verrà sostituita con una prima soluzione di liscivia variabile, per essere poi direttamente arieggiate. Seguono poi vari lavaggi e aerazione immettendo aria compressa nell’acqua. Infine vengono confezionate e sterilizzate. Questo metodo si distingue in due processi alternativi che differiscono nella concentrazione salina della salamoia e della liscivia.

Le vasche della salamoia
La varietà nera

La Zona

La produzione e il commercio di questa oliva da tavola hanno sempre rappresentato un’attività di grande rilievo per Cerignola e grazie alla volontà e alla diligenza dei suoi operatori, oggi quest'oliva gode di una crescente affermazione sui mercati di consumo nazionale ed esteri. 

La zona di produzione della denominazione di origine protetta «La Bella della Daunia» di cui al disciplinare di produzione, comprende la provincia di Foggia, parte dei territori comunali di Cerignola, Orta Nova, Stornarella e Trinitapoli e gli interi agri di San Ferdinando e Stornara.

Curiosità

Grazie alle attuali metodiche di conservazione derivanti dalle moderne tecnologie è possibile salvaguardare le caratteristiche organolettiche dell’alimento tradizionale garantendo al tempo stesso elevate garanzie igienico-sanitarie. Questa oliva ha sue peculiarità anche dal punto di vista medico infatti grazie alla presenza di acidi grassi monoinsaturi si ritiene possa avere un importante ruolo nel prevenire l’insorgenza di fenomeni arteriosclerotici. 

Oggi l’oliva DOP “La Bella della Daunia” varietà Bella di Cerignola rappresenta a pieno titolo uno dei prodotti tipici della dieta mediterranea. Il gusto è pieno e saporito e si fanno apprezzare anche quando vengono consumate da sole, non accompagnate a vini o a pietanze.

Riconoscimenti: storia

Curator — Consorzio di tutela oliva da mensa DOP La Bella della Daunia

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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