“Dal Perù all'Altopiano della Sila la patata si è imposta sulla storia culinaria di tutta Europa”

La Storia

Originaria del Perù, la “Patata della Sila” fu portata dagli spagnoli prima in Galizia e poi nei loro domini in Italia. Da qui cominciò a diffondersi in tutta Europa a partire dal XVI secolo. 

In montagna, si hanno testimonianze della sua coltivazione sin dal XVIII secolo. Nata sulla catena delle Ande, la Patata della Sila è particolarmente adatta alle alte quote e ai campi in pendenza, non teme la grandine e cresce in qualunque terreno. 

Infatti questa patata, poteva essere coltivata fino a quasi 2000 metri di altitudine, anche su terreni poco fertili e in ombra, assicurando sempre un minimo di raccolto. 

La coltivazione della Patata nella Sila ha una storia lunga e documentata: un primo cenno si può ritrovare nella Statistica del Regno di Napoli del 1811. 

Nel 1955 nacque il “Centro Silano di Moltiplicazione e Selezione delle Patate da Seme”, con il compito di favorire la diffusione del seme certificato.

Alcuni studi alla fine degli anni ‘80 attestano che l’Altopiano Silano era tra i maggiori bacini di produzione di patate da semina, registrando in assoluto l’ampiezza media maggiore degli stabilimenti. La coltivazione della patata ha infatti rappresentato da sempre un’importante fonte economica per questo territorio. 

Nel corso degli anni le famiglie contadine silane hanno continuamente tramandato la coltivazione della patata e, sebbene le origini della sua introduzione siano antiche, è solo a partire dagli ultimi decenni che intorno alla sua coltivazione si è sviluppato un positivo sistema economico e produttivo.

Il Prodotto

La denominazione “Patata della Sila” designa il tubero della specie Solanum tuberosum, della famiglia delle Solanacee, ottenuto dalle varietà Agria, Desirèe, Ditta, Majestic, Marabel e Nicola.

La patata della Sila è contraddistinta ed apprezzata per le ottime qualità culinarie, in particolare per quel che riguarda la frittura, grazie all’elevato contenuto di sostanza secca, molto più elevata rispetto alle altre patate.

La Patata della Sila è particolarmente rinomata nei mercati della Sicilia, della Puglia e della Campania che, nei periodi di raccolta mantengono legami stabili di commercio fin dagli anni ’50. 

La capacità di conservazione e il mantenimento delle caratteristiche organolettiche rendono la patata della Sila storicamente molto utilizzata per le provviste invernali in tutte queste aree.

L’aspetto pedoclimatico del territorio dove viene coltivato questo prodotto assume una grande importanza: da un punto di vista granulometrico i terreni silani sono in massima parte sciolti, tendenzialmente sabbiosi a grana fine, e quindi molto permeabili e facilmente lavorabili. Risultano inoltre essere ben dotati di sostanza organica, e quindi di fertilità naturale.

Dal punto di vista climatico l’Altopiano della Sila presenta un clima estremamente secco d’estate e freddo d’inverno. Le temperature registrate riportano valori crescenti nel periodo tra aprile e maggio, ideale quindi per le semine. 

L’irrigazione avviene con acqua di sorgente e i trattamenti sono ridotti al minimo poiché le escursioni termiche estive tra il giorno e la notte sono molto accentuate e il rigido inverno e la neve detergono l’ambiente da innumerevoli agenti dannosi per le colture.

La crescita delle piante è inoltre favorita dalla radiazione prolungata, che permettono di ottenere una crescita costante e lenta, favorevole all’accumulo di sostanza secca, ed una maturazione finale della pianta consona all’ottenimento di un prodotto adatto alla lunga conservazione.

La zona è totalmente avulsa da fonti di inquinamento atmosferico e/o idrico, poiché non esistono industrie sul territorio, e non ci sono autostrade e strade extra urbane principali. 

Lo sfruttamento dei suoli Silani è estremamente contenuto: la patata rappresenta l’unico prodotto ortofrutticolo coltivato sull’altopiano, con una rotazione almeno biennale sullo stesso terreno, ove la solanacea viene solitamente alternata con grano o foraggio.

La Produzione

I terreni destinati alla coltivazione della Patata della Sila IGP devono essere preparati per facilitare lo sgrondo dell’acqua ed evitare la presenza di ristagni. L’aratura si pratica in autunno o più frequentemente in primavera. 

La Patata della Sila IGP deve provenire da tuberi-seme certificati secondo le norme sementiere Nazionali e la semina viene effettuata nel periodo compreso tra il 15 aprile ed il 30 giugno.

La patata ha esigenze idriche abbastanza elevate durante un periodo dell’anno in cui le precipitazioni sono ridotte. Le irrigazioni sono quindi effettuate con tecniche a pioggia, per scorrimento o gocciolatoi.

La raccolta della patata avviene manualmente o meccanicamente, prelevando il tubero dal terreno esclusivamente dal 20 di agosto fino al 30 di novembre.

La conservazione avviene al buio, a temperatura ambiente per un periodo massimo di 8 mesi, o in apposite celle frigorifere, con temperature comprese tra i 5° e i 10° C, e umidità pari a 93-98%, per un massimo di 10 mesi.

La preparazione della semina dei tuberi-seme

Il Territorio

La zona di produzione della Patata della Sila IGP comprende diversi comuni all’interno dell’Altopiano Silano.

Situato nel cuore della Calabria, a cavallo di tre province, Cosenza, Catanzaro e Crotone, questo luogo incontaminato richiama alla mente paesaggi nordici posti a latitudini ben più elevate. 

La Sila si estende per 1.700 Km. quadrati ed è un altipiano con una altitudine media superiore ai 1.300 metri, ricoperto da una grandissima foresta costituita in gran parte da faggi e conifere. 

Il suo territorio è ricchissimo di risorse idriche, e questo ha permesso la creazione di laghi artificiali che si sono integrati perfettamente nell'incantevole contesto naturale del luogo, rendendolo più suggestivo. 

Costituito da un massiccio granitico-cristallino, il territorio silano, è confinante ad ovest con la valle del Crati, a nord con la piana di Sibari, ad est con le colline del Marchesato e a sud con la Piana di Lamezia.

Il territorio viene comunemente suddiviso in Sila Grande, Sila Greca e Sila Piccola. La zona della Sila Grande, la cui parte centrale corrisponde all'area della Fossiata, ricade in gran parte nella fascia del Pino laricio. La zona del Parco che interessa la Sila Piccola, nella cui parte centrale si trova il Monte Gariglione, invece, ricade nella fascia del faggio. 

Nel Parco Nazionale di Calabria vivono numerosi predatori, dai piccoli mustelidi come il tasso e la martora, ai canidi come la volpe e il lupo. Facilmente avvistabili sono gli scoiattoli neri, i caprioli ed i cervi, allevati e rimessi in libertà all'interno delle aree protette. 

Il Parco Nazionale della Calabria, gestito direttamente dal Corpo Forestale dello Stato, offre una serie di strutture ed infrastrutture atte a favorire le visite turistiche e l'osservazione non invasiva di molti animali.

Riconoscimenti: storia

Curator — Consorzio di Tutela Patata della Sila IGP

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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