“L’unico micete a marchio di qualità in Europa è il Fungo di Borgotaro IGP”

La Storia

Nella zona della Valtaro e della Valmagra la raccolta dei funghi è consuetudine che si tramanda da molti secoli.

Borgo Val di Taro e le sue valli divennero famose in tutto il mondo per il loro porcino addirittura da fine Ottocento, quando molti emigranti portarono con loro questo prodotto e lo fecero conoscere oltre l’Atlantico.

In questo modo il Fungo di Borgotaro IGP ha accresciuto la propria reputazione diventando, nel linguaggio comune e anche sul mercato, il micete più pregiato. 

Il prodotto veniva commercializzato soprattutto a Borgotaro che, grazie alla presenza della ferrovia a partire dal 1894 e al mercato che il Comune aveva provveduto a regolamentare, fin dall’inizio del XX secolo si affermò come centro di scambio.

A partire dagli anni Sessanta per far fronte a un’invasione indiscriminata dei boschi (con conseguente distruzione dell’ecosistema fungo-pianta) le Comunalie, che rappresentano le maggiori proprietà boscate a vocazione fungina del comprensorio, istituirono apposite riserve per la raccolta dei funghi. 

Si inziò a rispettare alcune fondamentali regole, come i giorni di chiusura, il massimo raccolto consentito e il pagamento del tesserino (reinvestito in opere di miglioramento del patrimonio forestale).

Il Fungo di Borgotaro IGP è stato riconosciuto in tempi relativamente recenti, infatti l'Indicazione Geografica Protetta è stato ottenuta negli anni Novanta, e sempre in quegli anni è stato costituito il Consorzio di Tutela per garantire e promuovere il porcino.

Il Prodotto

Il Fungo di Borgotaro IGP è l’unico micete in Europa ad aver ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta ed è rappresentato dal carpoforo (ossia il frutto) di quattro specie di Boletus (B. edulis, B. aestivalis, B. pinophilus e B. aereus) allo stato fresco.

Il Fungo di Borgotaro IGP è considerato superiore per qualità organolettiche, olfattive e aromatiche rispetto ad altri provenienti da diverse zone sia italiane sia estere: carne soda e bianca, sapore dolce, delicato e aromatico con un ricordo di nocciola, non piccante e senza inflessioni di fieno, liquirizia o legno fresco.

Il prodotto viene immesso sul mercato in contenitori di legno con sponde basse ai quali viene apposta una retina con una fasciatura sigillata.

Boschi per la raccolta del fungo

La Produzione

Come è facilmente intuibile, il fungo è assai diverso dalle altre produzioni tipiche perché rientra tra gli ortofrutticoli ma non è coltivato nel senso classico del termine.

È spesso utilizzata l’espressione: “prodotto spontaneo aiutato dall’uomo”, volendo intendere che il fungo non viene coltivato ma la sua nascita è in stretta relazione con fenomeni climatici e microclimatici che possono in parte essere condizionati dall’uomo grazie agli interventi selvicolturali che nel territorio vengono progettati in funzione della risorsa fungina. 

Infatti, se è evidente che non si possa influire su pioggia o vento, si può operare a livello microclimatico (umidità, temperatura terreno, evaporazione del suolo), grazie a una gestione forestale multifunzionale ed eco-sostenibile, che assicura così una maggiore produzione fungina.

La fase di pulizia e cernita seguita subito dal confezionamento nelle apposite cassette a sponde basse

La ricerca e la raccolta del micete solitamente avviene da giugno a ottobre. Questa parte è a carico dei raccoglitori, cioè i soggetti registrati che svolgono l’attività di raccolta.

Il prodotto viene poi conferito ai confezionatori, cioè i soggetti autorizzati ad utilizzare la denominazione protetta  scegliendo esclusivamente i porcini migliori, ovvero quelli che rispettano le caratteristiche prescritte dal Disciplinare di produzione, confezionandoli secondo le modalità previste.

Il Territorio

Il Fungo di Borgotaro IGP viene prodotto nei boschi dell'Appennino tosco-emiliano, nei Comuni di Albareto e Borgo Val di Taro in provincia di Parma, e a Pontremoli in provincia di Massa e Carrara.

Le tipologie boschive caratteristiche della zona a IGP sono quelle tipiche delle montagne appenniniche, con querceti e castagneti nelle quote inferiori e faggete e popolamenti di conifere nella fascia più alta. Le forme di governo utilizzate nel comprensorio sono il ceduo con rilascio di matricine, anche con trattamenti sperimentali come il taglio a scacchiera o a strisce. Questa gestione forestale, oltre a favorire la biodiversità e la multifunzionalità del bosco, crea il microclima adatto per la fruttificazione dei porcini.

Una veduta dell'appennino Emiliano nei pressi di Borgotaro
Riconoscimenti: storia

Curator — Consorzio del Fungo di Borgotaro

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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