1860 - 1900

Antichi mestieri e costumi d'Italia

Archivi Alinari

Mestieri e personaggi popolari in Italia nella cultura fotografica dell'Ottocento negli Archivi Alinari
2015

Immaginiamo di  essere un  turista dell'Ottocento. 

L'Italia era il sogno di  molti viaggiatori dell'epoca.

E la realtà che si scopriva visitandola poteva essere diversa da quella immaginata.

 Lo scrivano

Pochi  sapevano scrivere, ed ecco che lo SCRIVANO si metteva al lavoro al riparo dal sole.

Immaginate i segreti e le confidenze di cui veniva a sapere...

Per strada si poteva incontrare una band di RAGAZZI E BAMBINI IN CONCERTO con il loro “direttore”. Una formula di  successo  nel tempo, ieri  come  oggi!

Napoli. Suonatori e guaglioni a Piedigrotta.
 Il ciabattino.
Napoli. Venditrice di  terraglie.

La vita quotidiana nei paesi era dura, ma ai viaggiatori appariva dolce e affascinante...

Taormina. Scena di  genere in strada.
Palermo. Mercato  del  tonno.

Il lavoro svolto all'aperto aveva un suo carattere pittoresco e folkloristico, ma gli sguardi, comunque, mostravano dignità e orgoglio.

"Napoli".

Una “Natura povera ma fiera”, diceva Goethe nel  suo  Grand Tour.

Aveva osservato una grande ricchezza di spirito, molta creatività e laboriosità, unita alla capacità di abbandonarsi gradevolmente al “DOLCE FAR NIENTE”.

"Dolce far niente"

«Napoli è un paradiso! Si vive in una specie di ebrezza e di oblio di se stesso!». J.W. von Goethe.

Napoli. Pescatori  che tirano le reti.
Pescatori tirano le reti in un molo a Napoli.

Il lavoro era cosa dura per tutti, donne, uomini e bambini. Sempre affrontato, però, con creatività. 

Ancora oggi una filosofia di  vita.

Venditore e portatore di  acque minerali.

Non  c'erano i supermercati, ma non mancavano i mercati e le botteghe di  strada. 

L'acqua si trasportava con i carri e si  vendeva nel CHIOSCO DELL'ACQUAIOLO.

Nei banchetti si trovavano pannocchie, castagne, radici, angurie...

Napoli. Venditori di  pannocchie.
Napoli. Venditore di  castagne.
Napoli. Chiosco di un acquaiolo.

La strada era come una casa e come un laboratorio artigianale che ospitava tutti, dal VENDITORE DI PASTA al parrucchiere, dal CIABATTINO, allo scrivano. Non mancava neppure chi vendeva il latte fresco.

Napoli. Venditori  di  angurie.
Napoli. La toeletta nella strada.
Maccheronaio napoletano
Napoli. Pettinatrice di  Santa Lucia
Napoli. Vaccara o venditrice di  latte

Osserviamo gli antichi mestieri  “a colori”. Queste immagini originali sono state ritoccate a mano dagli stessi fotografi o dai loro collaboratori. All'epoca non esisteva la fotografia a colori e, con un po' di estro artistico, i fotografi, come i miniatori dei codici antichi, dipingevano le proprie fotografie per renderle più  belle e per evidenziare i particolari, come le rosse angurie o le VENDITRICI DI FRUTTA.

Napoli. Venditori  di  angurie.
Fabbrica di maccheroni o pastiera.

Il territorio del Sud Italia era ideale per la produzione di  pasta grazie al microclima composto da vento, sole e giusta umidità.

La fortuna di questo prodotto si sviluppò a partire dal XVII secolo quando divenne un alimento fondamentale grazie alle sue qualità nutritive e alla produzione a basso costo.

Da qui l'iconografia diffusa legata alla pasta, agli SPAGHETTI e ai MACCHERONI.

Napoli. Venditrici  di  frutta.
Napoli. Venditore di  radici.
Napoli. Venditore di  maccheroni

I bambini  per strada giocavano, lavoravano, si  divertivano, vivevano...

Anche i piccoli collaboravano all'economia familiare, improvvisandosi LUSTRASCARPE o SUONATORI di strumenti improvvisati.

Altre volte, invece, si concedevano giochi ormai quasi dimenticati.

Roma. Spidocchiatrice.
Napoli. Suonatore di  Puputa Caccavello.
Napoli. Lustrascarpe.
Napoli. Il gioco della morra.
Taormina. Ragazza siciliana.

Il GIOCO DELLA MORRA consisteva nell'indovinare la somma dei  numeri mostrati con le dita da tutti i giocatori. 

Si tendeva il braccio, mostrando le dita e urlando il numero vincente!  

Diffuso tanto tra i ragazzi quanto tra gli adulti, spesso diventava un gioco d'azzardo.

Napoli. Mangiatori di spaghetti.
Napoli. Il gioco del cappelletto.
Bambina in abiti  popolari.

La creatività unica del Made in Italy è figlia della fantasia e dello spirito tenace e fiero di queste persone. 

Le tradizioni  locali, che spesso identificano l'Italia, sono le stesse che hanno dato origine alla maestria artigianale diffusa su tutto il territorio. 

L'abilità di allora nell'immaginare, tessere e cucire abiti  e costumi, ad esempio, si  traduce oggi  nel talento e nella eccellenza nel  campo della moda.

Così come la produzione di  pasta caratterizza ancora oggi una delle eccellenze alimentari italiane.

Randazzo. Portatrice d'acqua.
Taormina. Anziana dama che fila.
Costumi tradizionali di Osilo, Sassari
Sardegna. Suonatore di luneddas
Palermo. Carro siciliano.

La LAUNEDDAS è uno strumento musicale di origini molto antiche, ancora oggi usato in Sardegna in occasione dei balli tradizionali; è costituito da tre canne di diversa misura.

Il suo suono è continuo, caratteristica comune alla ZAMPOGNA, alla cornamusa e ad altri strumenti musicali a fiato dell'area mediterranea.

Famiglia di  zampognari.
Contadine laziali.

Suonare e ballare, fare musica e spettacolo con semplicità, erano passatempi diffusi. Bisognava saper costruire da sé i propri strumenti musicali: zampogne, launeddas, chitarre e tamburelli.

Trasporto del tonno.
Napoli. Tarantella sorrentina.
Napoli. Il lazzarone.

E poi, ogni tanto, ci  si concedeva il meritato riposo.

C'era anche chi ne aveva fatto una “professione”.

Il LAZZARONE, grazie al clima favorevole, riusciva a sopravvivere senza doversi preoccupare eccessivamente per questioni di cibo e vestiario. In genere era  uno sfaccendato, faceva lavori occasionali, a volte anche qualche piccolo furto o raggiro e spesso chiedeva l'elemosina. Per questo motivo il termine lazzarone è sinonimo in italiano di persona pigra o poco di buono.

Zampognari  di  Napoli.
Taormina. Giovani siciliane.
Ritratto di un giovane pastore.
Membro  della Congregazione di  San Francesco. Napoli.

Muoversi  per lavoro, viaggiare o spostarsi non era semplice. I più fortunati  potevano usare dei carri trainati da cavalli, asini e persino bufali.

A cavallo nei pressi di una fontana. Napoli
Sicilian cart.

Il CARRETTO SICILIANO oggi è divenuto oggetto d'arte artigianale e simbolo stesso della Sicilia. Decorato con sgargianti pitture e intagliato finemente, nell'Ottocento era l'unico mezzo di trasporto disponibile in Sicilia. Un'opera d'arte viaggiante.

Palermo. Carretto siciliano
Randazzo. Popolani.
Napoli. Carro  trainato  da bufali.
Palermo. Carro siciliano.

Abbiamo terminato questo breve viaggio per immagini nella vita quotidiana, nelle tradizioni e nei costumi dell'Italia del passato. 

Un percorso che oggi forse ci stupisce e ci fa sorridere, ma che è testimone delle radici culturali e  ricco di spunti per il presente ed il futuro.

Riconoscimenti: storia

Curatore scientifico — Monica Maffioli 
Curatore contenuti web — Federica  Rabaglietti - Web Specialist
Direzione esecutiva — Paola de Polo -  F.lli Alinari I.D.E.A.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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