Il Calzolaio Prodigioso. Fiabe e Leggende

Museo Salvatore Ferragamo

Esplorate la storia delle arti e dei mestieri di Firenze, un mondo di bellezza, immaginazione, tecnologia e invenzione, attraverso uno dei suoi grandi uomini, Salvatore Ferragamo.

IL CALZOLAIO PRODIGIOSO
Fiabe, miti e leggende di ogni paese, hanno spesso avuto come soggetto delle storie scarpe e calzolai; forse perché calzare scarpe è sempre stato un segno di ricchezza, di potere e di creatività primaria. In tutte le società, il mestiere del calzolaio era ritenuto umile, anche se la figura del calzolaio esercitava una grande attrattiva. La sua bottega era luogo d’incontri e di riflessioni sui significati della vita e della creazione stessa, sul Nulla e la Bellezza, come apprendiamo dal testo Socrate e il calzolaio di Sergio Givone nel catalogo della mostra. Molteplici sono i racconti su questi temi, in tutte le lingue, ma, ai più, sono note solo tre o quattro fiabe. Cenerentola e Le scarpette rosse in primis. L’argomento meritava un approfondimento, soprattutto da parte di un museo che fonda la sua esistenza su una storia di scarpe e di calzolai.
LA FIABA DI SALVATORE FERRAGAMO

Le fiabe sono vere

Quello che appare l’incipit di una fiaba, è una storia reale, raccontata da chi l’ha vissuta. Come scrive
Italo Calvino “le fiabe sono vere”.

La storia di Salvatore Ferragamo presenta tutti gli ingredienti di una fiaba o di una leggenda popolare. Ogni capitolo di questa narrazione, il suo lieto fine hanno il fascino dei racconti di totale invenzione: il viaggio in piroscafo dell’adolescente Salvatore verso gli Stati Uniti alla ricerca del segreto delle scarpa che calza bene, il confronto con un paese grande, immenso e pur a lui così familiare, l’apertura di una piccola bottega di riparazioni e scarpe su misura in California, che diventa in poco tempo famosa, la conquista del mondo del cinema, la settima arte che ha il potere di annullare il tempo e lo spazio, rendere tutto possibile, anche per un giovane calzolaio come lui che si trova in poco tempo a calzare i piedi delle donne più belle del mondo, fate e maghe del ventesimo secolo.

Coronato dall’alloro del successo, poco più che ventenne, il coraggioso protagonista della nostra storia torna nel paese d’origine. Affascinato dalla bellezza di una città a lui ignota, Firenze, compendio di tutte le arti, sperimenta delusioni e cadute, ma anche la rinascita. La magia si fa quotidiana nel grande palazzo dall’architettura medievale, dove accoglie le sue famose clienti.

Una miniera di arte contemporanea e creatività

Il Museo Salvatore Ferragamo si è fatto dunque fucina di arte e creatività contemporanea in collaborazione con la neonata Fondazione Ferragamo, istituita proprio per diffondere la storia di Ferragamo e formare i giovani sui valori in cui Salvatore Ferragamo ha creduto. È una delle prime volte che a Firenze la contemporaneità indaga in modo così complesso la propria storia di città dell’arte e dell’artigianato, un mondo di bellezza, fantasia, tecnica, invenzioni, qui rappresentato da uno dei suoi grandi protagonisti. Appunto Salvatore Ferragamo.

“C’era una volta… un bambino di nome Salvatore Ferragamo. Era nato nel 1898, undicesimo di quattordici figli, a Bonito, un paesino vicino a Napoli con poche case, una strada principale e tanta campagna. I genitori erano contadini e la loro vita era fatta di attese e di preghiere affinché il raccolto fosse buono...”.

La mostra

Significativa è stata la partecipazione degli artisti. L’opera Messenger di Annette Lemieux è stata avvicinata al mito di Mercurio, quella di Carol Rama alla versione più sovversiva di Cenerentola, la piccola scarpetta riempita di mollica di pane di Daniel Spoerri a Pollicino. Alcuni artisti, come scrive nel suo saggio il critico d’arte Demetrio Paparoni, hanno preferito creare nuove opere prendendo ispirazione da fiabe diverse, Liliana Moro da Pelle d’Asino, Ann Craven da Cenerentola, Il Gatto con gli stivali, Alice nel Paese delle Meraviglie e Il Mago di Oz, Timothy Greenfield-Sanders da Il Mago di Oz, Liu Jianhua da Cenerentola.

La creatività di Ferragamo

“Misterioso è il narratore di fiabe – scrive mirabilmente Cristina Campo – ma si sa che ogni vicenda perfetta è la vicenda d’uomo solo, che solo l’esperienza preziosa, caduta in sorte a un essere singolare, può riflettere, come una coppa fatata, il sogno di una moltitudine”.

La creatività di Salvatore, la sperimentazione sui materiali, la capacità taumaturgica di sanare i piedi attraverso le scarpe è un flusso creativo continuo che scorre dalla mente alle mani attraverso il cuore, superando i pericoli, le difficoltà, una guerra.
La verve creativa di Ferragamo sprizza senza intoppi da un sapere antico, dal ricordo di vite precedenti, dagli insegnamenti di altri calzolai il cui potere fascinatorio ha dato origine in tutto il mondo a molteplici leggende, nelle quali le scarpe conservano sempre poteri misteriosi, sono artefici di metamorfosi, benefici o malefici, esorcismi e poteri augurali.

Una favola Ferragamo: White Shoe

Infine due cortometraggi completano il progetto espositivo. Uno, diretto dal regista italiano Francesco
Fei, offre alla scarpa il ruolo di vero e proprio elemento psicopompo. L’altro è un corto di animazione che
prende spunto dall’episodio della vita di Salvatore bambino. Autore di questo lavoro è Mauro Borrelli, artista degli storyboard di film come Le Avventure del Barone di Münchausen di Terry Gilliam, ma soprattutto noto per la sua collaborazione con Tim Burton. Supervisore artistico di questo corto è Rick Heinrichs, scenografo di fama, premio Oscar per Sleepy Hollow.

SCARPE E CALZOLAI IN IN FIABE ANTICHE E MODERNE
Già nel 1998 il Museo Salvatore Ferragamo si era avventurato nel mondo della fiaba, dedicando una mostra a quella celeberrima di Cenerentola, il racconto più noto sulla scarpa perfetta, metafora di bellezza e di purezza virginale. Ma il tema richiedeva uno sviluppo più ampio. In molti hanno deciso con entusiasmo di far parte di questo progetto, non solo esperti di questo genere letterario, come Antonio Faeti e Michele Rak, studiosi di cinema quali Alessandro Bernardi, ma anche scrittori e poeti, Hamid Ziarati, Michele Mari, Elisa Biagini che per questa occasione hanno creato nuove storie e versi inediti coadiuvati da illustratori come Michela Petoletti e Francesca Ghermandi. Un grande compositore del calibro di Luis Bacalov ha scritto una nuova partitura musicale come ouverture della mostra. I fotografi Simona Ghizzoni e Lorenzo Cicconi Massi, assieme ad Arrigo Coppitz, hanno fotografato le scarpe di Ferragamo guardandole come fossero oggetti di una fiaba.
Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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