Questo itinerario vuole ripercorrere i risultati architettonici raggiunti nelle varie epoche - dal Medioevo al Novecento  - per conto delle numerose famiglie senesi che hanno occupato ruoli di spicco nello sviluppo socio-economico, culturale e, così facendo, hanno contribuito alla sua fisionomia urbana odierna ed in alcuni casi, laddove si siano insediate istituzioni, perpetuando una funzione civica di questi spazi in modo rilevante e più che attivo a tutt’oggi. Ci riferiamo nello specifico a Palazzo Buonsignori, sede della Pinacoteca Nazionale, Palazzo Piccolomini sede dell’Archivio di Stato e Palazzo Chigi-Saracini sede dell’Accademia Chigiana di fama internazionale.

Castellare Ugurgieri 
Oggi sede del museo della Contrada della Civetta, questo imponente complesso architettonico, il cui nome esatto è Castellare, desume la sua fisionomia compatta e verticale dalle strutture difensive nobiliari, divenendo un modello di abitazione fortificata. Questa casa-fortezza deve il nome al casato degli Ugurgieri che ha origini lontane, nel IX secolo, associate ai conti Winigis (o Guinigi) i quali iniziarono una lunga discendenza che vede nella loro genealogia i nomi dei casati Berardenga e della Gherardesca e, appunto, gli Ugurgieri. Nello specifico questo nome deriva dal console senese Ugo di Ruggieri, i cui discendenti hanno avuto un ruolo di primo piano nella vita politica cittadina: una lapide tutt’ora esposta all’esterno dell’edificio riporta il valore di un Ugurgieri. Il palazzo rimase di proprietà della nobile famiglia fino alla metà dell’Ottocento.
Palazzo Tolomei
Residenza di una delle più antiche famiglie di banchieri senesi (da cui prende il nome), Palazzo Tolomei è un bellissimo esempio di architettura del XIII secolo, con la sua imponente facciata in pietra, i tre importanti ingressi e con i suoi due ordini di bifore ogivali con occhi trilobi. La famiglia Tolomei, come molte altre del tempo, accumulò ricchezze grazie ai rapporti commerciali con il Nord Europa e per i suoi servigi al papato. Una discendente degna di nota fu Pia de' Tolomei, della quale conosciamo l’infelice matrimonio e la sua triste fine grazie a Dante che la menziona nella Divina Commedia. Alla nobile famiglia è inoltre legata la frontale chiesa di S.Cristoforo: rifatta nel XIX secolo, la facciata  riporta, oltre agli stemmi, le statue dei due beati Tolomei: Bernardo e Nera. La tomba di famiglia si trova invece nella chiesa di San Francesco.
Palazzo del Capitano
Palazzo del Capitano è un maestoso edificio duecentesco che deve il nome all’essere stato in passato sede della più importante magistratura militare della Repubblica Senese, il Capitano della Guerra. In pieno Ottocento, l’edificio fu restaurato dall’architetto Giulio Rossi per volere degli allora proprietari, i Grottanelli de Santi, sulla scia del dilagante revival neogotico. La facciata fu ridisegnata con nove arcate ogivali per armonizzare l’edificio rispetto alle soprastanti finestre a bifora e altri lavori riguardarono la realizzazione della merlatura, il rifacimento del cortile interno, e il posizionamento sulla facciata di stemmi araldici rappresentativi dei Capitani di Guerra che abitarono il palazzo tra i quali Guidoriccio da Fogliano, noto per la celebre Vittoria di Montemassi riportata nella battaglia contro Castruccio Castracani.
Palazzo dei Diavoli
Complesso medioevale in laterizi ingrandito nel 1460 con annessa cappella situato fuori le mura, lungo la via Francigena. Numerose sono le leggende popolari che fanno di questo palazzo, appartenuto alla famiglia dei Turchi (come da incisione sopra lo stipite della porta principale, Palatinum Turcarum), uno degli edifici più misteriosi di Siena. Oltre alle dicerie popolari sugli strani riti che sarebbero avvenuti nel palazzo nelle notti di plenilunio, sembra più probabile che il nome derivi dal fatto che nella zona, nel luglio 1526, pochi soldati senesi dispersero un nutrito contingente papale e fiorentino, combattendo come diavoli.
Palazzo Piccolomini e Palazzo delle Papesse
Esempi eccellenti di architettura rinascimentale, questi due edifici sorsero per volontà della sorella e dei nipoti di Papa Pio II Piccolomini. Entrambi eretti a pochi anni di distanza l’uno dall’altro, il primo vide posare la prima pietra nel 1469 ed il secondo nel 1464 e sono da ricondurre all’ingegno di Bernardo Rossellino, architetto di fiducia del pontefice. Caratterizzati entrambi da una facciata imponente quanto elegante, realizzati in bugnato e con due ordini di bifore nella parte superiore, richiamano nella struttura le forme dei coevi palazzi albertiani fiorentini. Palazzo Piccolomini è dal 1858 sede dell’Archivio di Stato, precedentemente però da residenza privata è passato nei secoli ad essere prima collegio gesuita e poi sede degli uffici granducali. Anche  Palazzo delle Papesse è passato da residenza privata a prima sede della Banca d’Italia poi fino a tempi recenti, sede di un Centro d'Arte Contemporanea.
Palazzo delle Papesse
Loggia del Papa
Caratterizzate dall’armonica facciata in travertino dove si aprono tre eleganti arcate sostenute da colonne con capitelli corinzi, le Logge del Papa furono costruite nel 1462 dall’architetto e scultore senese Antonio Federighi e sono una preziosa testimonianza della Siena rinascimentale. Come si legge dalla dedica “PIUS II PONT. MAX. GENTILIBUS SUIS PICCOLOMINEIS” (Pio II Pontefice Massimo ai suoi parenti Piccolomini), furono commissionate da Papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, come omaggio ai familiari che risiedevano nel palazzo antistante. Per risolvere i problemi di staticità dell’edificio, ritenuto troppo ardito per rimanere in piedi, Federici progettò le catene di rinforzo che assicurano la stabilità delle colonne.
Palazzo Buonsignori
Palazzo Buonsignori è un edificio rinascimentale che prende il nome dall’antica famiglia senese che lo acquistò nel 1476. Dal 1932 ospita la Pinacoteca Nazionale, dove sono conservate opere dei più importanti esponenti della pittura toscana e del centro Italia tra Trecento e Quattrocento: Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, Sano di Pietro e Francesco di Giorgio Martini. Altrettanto importanti sono le pitture cinquecentesche provenienti dalla collezione Spannocchi-Piccolomini, che include anche dipinti di Beccafumi, Durer e Lorenzo Lotto oltre al celebre autoritratto di Sofonisba Anguissola idealmente ritratta da Bernardino Campi.
Palazzo Mocenni
Caratterizzato da sobrie facciate esterne in muratura e da interni riccamente affrescati, Palazzo Coli Bizzarrini, già Francesconi e poi Mocenni, è uno dei più importanti esempi di architettura manierista della città. Fu commissionato nel 1520 da Bernardino Francesconi al celebre architetto Baldassarre Peruzzi, ma, a causa dei suoi numerosi incarichi romani, il cantiere fu presto affidato al suo allievo Pietro Cattaneo. Oggi la struttura è nota soprattutto per essere stata abitata dalla nobildonna Teresa Regoli Mocenni che nel Settecento ne fece un vivace e rinomato salotto letterario. Frequentato da illustri letterati senesi, ospitò anche personalità del calibro di Ugo Foscolo e di Vittorio Alfieri, di cui la donna divenne amante.
Palazzo Chigi-Saracini
Considerato uno dei gioielli architettonici più preziosi della città, Palazzo Chigi Saracini prende il nome della famiglia che, per legato testamentario di Alessandro Saracini, lo ereditò nel 1877. Particolarmente importante fu il conte Guido Chigi Saracini che, nel 1932, vi fondò l’Accademia Musicale Chigiana, prestigioso centro internazionale per gli studi musicali. Nel 1965, dopo la scomparsa del Conte Guido, il palazzo fu aperto al pubblico affinchè tutti potessero apprezzare la ricca collezione d'arte qui custodita che comprende oltre diecimila opere di grandi artisti della pittura italiana, quali Sano di Pietro, Beccafumi e Salvator Rosa, e un’importante raccolta di strumenti musicali tra cui figura il più antico clavicembalo pervenuto sino ad oggi, realizzato nel 1515.
Riconoscimenti: storia

I testi della mostra sono stati curati da Francesca Ruggiero, Daniele Angelotti e Francesco Pacini del Comitato Giovani Unesco - Toscana. La versione digitale è stata curata da Paolo Menchetti e Francesco Pacini

Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Traduci con Google
Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo