Dai modelli alla cantieristica al Museo Storico Navale della Marina Militare. Un prezioso luogo che raccoglie secoli di Storia Navale, imbarcazioni e reperti che ripercorrono storie e tradizioni.

Il termine arsenale, in uso nell'italiano moderno, deriva dall'arabo daras-sina'ah, cioè "casa d'industria", "casa del mestiere".

Un luogo dalla grande memoria storica, ricco di successi e fasti dell'epoca della Serenissima. Un luogo dove i segreti della costruzione Navale erano ammirati da tutto il mondo.

Il Museo Storico Navale della Marina Militare
Nel complesso luogo dell'arsenale nel 1919 nacque il Museo. Fu poi nel 1964 che lo stesso fu trasferito in Campo San Biagio, nell'edificio adiacente del XV sec. Una sede storica ex edificio adibito ai granai della Repubblica.  L' area espositiva si sviluppa su cinque livelli per un totale di 4.000 metri quadrati per un totale di 42 sale. Ospita dipinti, sculture, modelli di flotta e imbarcazioni navali.

Il Museo si divide in due principali aree l'una adiacente all'altra. L'ingresso principale con le due ancore e il Padiglione delle Navi sul retro. Una location prestigiosa e sede antica adibita alla costruzione delle imbarcazioni.

“La Casa dei Modelli”
Era questa la sede dove venivano raccolti i vari modelli delle navi che sostituivano, all’epoca, i loro disegni di progettazione: dai modelli, rapportati in scala, venivano poi costruite le imbarcazioni al naturale. Si narra che i modelli siano parziali perché sopravvissuti ad un grande incendio. 

Scheletro di Poppa -
Abili artigiani creavano i modelli in scala, questi venivano consegnati ai maestri d'ascia che realizzavano a grandezza naturale le grandi imbarcazioni.

Modello di FREGATA Veneziana del 18° sec.
Nave per esplorazioni ravvicinate.

I modelli venivano realizzati con estrema cura e attenzione nei particolari.

Modello di FUSTA Veneziana

Nave da combattimento a 24 banchi con due rematori per banco con proprio remo. 16° Sec.

Modello di TRIREME veneziana del 16° Sec.
Denominata Galea sottile. Il Modello del 1881 rappresenta il frutto degli studi dell'Ammiraglio Luigi Fincati.

Gli studi dell'Ammiraglio Fincati portarono a conclusione diverse da quelle dell'Amm.Jurien De La Graviere. Questi escludeva la possibilità che le galee fossero con tre uomini e remi per banco.

L'Ammiraglio Fincati trova invece conferma nell'opera "della milizia marittima" e in un dipinto di Vittore Carpaccio. Fondamentale anche il remo era lungo sino a12 metri e pesava tra i 50 e gli 80kg.

In primo piano per la vedetta una pregiata lucerna per illuminare

Modello dell'ultimo BUCINTORO
Pezzo pregiato del Museo Storico Navale della Marina Militare. Anno 1828  Il Generale Marchese Paolucci delle Roncole, Commandante superiore della Imperiale Regia Marina, in base ai disegni conservati fece costruire il pregievole modello. Scampato a sciagure ed incendi è l'unico fedele esemplare rappresentante la dimora galleggiante dell'illustre Doge veneziano.  

Il Primo BUCINTORO venne costruito nel 1277, l'ultimo fu varato sotto il Dogado di Alvise Mocenigo il 12 Gennaio 1728. Lungo m.43.80; largo m.7.31; alto m.8.31.
Aveva 42 remi, con 4 uomini per remo.

Incerta l'etimologia della parola, ma per molti scrittori veneziani si pensa provenga da "bucio" o "bucin" antico naviglio poliremo e "di oro" perché riCchissimo di dorature,da ciò la parola BUCINTORO

La cura del singolo dettaglio per il Doge,egli si imbarcava a poppa a seguito delle autorità e degli ambasciatori.Giunti a largo, gettava in mare un anello benedetto per il perpetuo dominio dei mare.

Uno dei pochi reperti rimasti, un tronco di remo. Per mano dei francesi nel 1797, con la caduta della Repubblica di Serenissima, anche il BUCINTORO venne distrutto.

Lo bruciarono,recuperano l'oro che ornava la nave.Fu un attacco all'onore,un'umiliante sconfitta per la Repubblica.Rimane la leggenda di un'epoca di sfarzo e dominio che ha riempito pagine di Storia.

IL PADIGLIONE DELLE NAVI
Circa 1250 mq, sede dell'antica "fabbrica ed officina dei remi" e delle galee dell'Arsenale, il padiglione si presenta con un vasta collezione di imbarcazioni storiche. L’edificio fu realizzato alla metà del Cinquecento per la funzione di officina e deposito dei remi. Poco dopo la sua realizzazione, nel 1577, venne adattato temporaneamente a sede del Maggior Consiglio, il principale organo di governo della città, a seguito del rovinoso incendio che rese inagibile Palazzo Ducale per molto tempo. Le sale mantennero sostanzialmente la funzione di falegnameria specializzata per i remi. Dopo il 1866, anno in cui Venezia fu annessa al Regno d’Italia, i locali furono destinati a magazzini e officine del Genio. Dal 1980 gli spazi delle officine dei remi hanno assunto la denominazione di Padiglione delle Navi. Essi ospitano imbarcazioni di grande rilievo storico e costituiscono un ampliamento della sede principale del museo.
La Bragagna
Costruita nel 1940 a Chioggia, è l'unico esemplare ancora esistente di Bragagna Chioggiotta. La sua attività principale: "la pesca" era esclusivamente lagunare e consisteva nello strascio laterale, a vela, di una rete speciale che era omonima della barca.

Per le caratteristiche dello scafo e del particolare timone le Bragagne potevano pescare su delle vaste aree lagunari dette "palui" dove l'acqua non supera quasi mai il metro di altezza.

Detta MAROTA o"vivier" fu usata dalle barche lagunari nei secoli per la conservazione del pesce vivo. All'interno il pesce poteva rimanere fresco durante il ritorno sino alla vendita a Rialto.

I due uomini dell'equipaggio stavano lontani da casa per lungo tempo pescando intorno a Venezia.In questo caso i pescatori vivevano a bordo, trovando accoglienza e riparo nel vano di sotto prua

IL BRAGOZZO
Questa è una versione ridotta di soli 10.15 metri, della barca chioggiotta detta "bragozzo" rimasta quasi inalterata dalla fine del 600' per la pesca in mare sino agli anni 60' del secolo scorso. Le dimensioni più ordinarie dei bragozzi d'altura erano di 36 piedi veneti, pari a mt 12.60

Ma si costruivano anche bragozzi di 40e più piedi con i quali chioggiotti pescavano lungo la costa orientale raggiungendo anche i porti albanesi e quelli di Corfù.

Le raffigurazioni interne, opere d'arti, erano una vera e propria offerta e preghiera. Tipicamente religiose questi dipinti chiedevano protezione durante i viaggi e le possibili mareggiate.

LA CAROLINA
Fu costruita introno al 1870 nell'arsenale, un'imbarcazione in larice utilizzata per il trasporto funebre degli arsenalotti (custodi dell'arsenale) dalla chiesa di San Biagio, parrocchiale della Marina sino all'isola di San Michele. Sulla prua l'angelo con la tromba simboleggia il giorno del  risveglio.

Al centro dell'imbarcazione veniva deposto il feretro

Il fregio allegorico sulla prua rappresenta la fiamma della fede che da luce alle tenebre

CANTIERISTICA
L'ARGANO
LA DISDOTONA "Piero Foscari"
Il 19 aprile del 1903, venne varata la "disdotona", gondola di rappresentanza della società a 18 vogatori. La bellissima imbarcazione unica al mondo nel suo genere, questa imbarcazione è lunga 25 mt e larga 1,60. Tecnicamente ardita e ammirata da tutti fu progettata e costruita dall'Ing. Angelo Meloncini.

Venne offerto alla Società per il suo XXV anniversario della famiglia Foscari, dai Ministri Volpi e Giuriati, dal comune e Provincia di Venezia, da altri enti

IL TOPETO
Barca tipica veneziana modello "topeto", costruito dal maestro d'ascia Flaminio Costantini nel 1928.
SCALE' REALE
Costruita nell'Arsenale di Venezia nella prima metà del XIX° Sec. come imbarcazione di alta rappresentanza. Nel 1866 imbarcò Re Vittorio Emanuele II° che giungeva a Venezia ricongiunta al Regno d'Italia

In occasione dell'annessione al Regno D'Italia fu modificato il gruppo ligneo di poppa in modo che rappresentasse Venezia che incorona l'Italia

In occasione dell'annessione al Regno D'Italia fu modificato il gruppo ligneo di poppa in modo che rappresentasse Venezia che incorona l'Italia

Questo gesto a rappresentare l'orgoglio di Venezia che dalla sconfitta voleva comunque uscirne a testa alta. L'ultima uscita fu nel 1959 per il rientro a Venezia del feretro di Papa San Pio X°.

Riconoscimenti: storia
Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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