Pienza - La prima "Città Ideale" diventa una realtà 

Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Il centro di Pienza: un approccio urbano che ha ispirato città moderne.

La città ideale
Il concetto di "città ideale" nacque in Italia durante il Rinascimento, con l’obiettivo di rendere più razionale l’organizzazione degli spazi urbani. Aveva profonde radici nell’umanesimo, un movimento focalizzato sull’essere umano e i suoi valori, che diede vita a una rivoluzione culturale, sociale e artistica. L’uomo venne collocato al centro del sistema e anche l’ambiente in cui viveva fu rivoluzionato. Per la prima volta nella storia, il concetto di "città ideale" divenne una vera città, proiettando la sua enorme influenza sulla pianificazione urbana contemporanea.

Un insediamento armonico

La città ideale del Rinascimento era un insediamento simmetrico, armonico, costruito attorno a una piazza centrale, simile a quello qui raffigurato nel dipinto anonimo.

Un modello ideale di vita e di governo

L'intero tessuto urbano si sviluppava a partire dalla piazza principale. La sua geografia regolare era volta a rendere la vita più facile e armoniosa e a migliorare le interazioni e la felicità dei suoi abitanti. La città incarnava un modello di vita e di governo ideale, basato sulla concezione di una comunità pacifica, lavoratrice e autosufficiente.
Quello che potrebbe sembrare un concetto teorico divenne invece realtà: la città ideale del Rinascimento esiste e si chiama Pienza.

La piazza come centro

Rinascimento e Umanesimo hanno cambiato il modo di vedere il mondo trasformando anche l'architettura urbana. Misero la piazza nel centro della vita urbana. L'intero tessuto urbano si sviluppò a partire proprio da questa, con la sua geografia regolare volta a rendere la vita più facile e armoniosa.

Il simbolo della pianificazione urbanistica

Pienza è uno dei primi e più simbolici esempi di pianificazione urbanistica. Incarna perfettamente l'idea della città rinascimentale costruita intorno ai suoi abitanti, fatta per rendere la loro vita migliore. Prendiamo ad esempio la piazza principale: a ogni lato del quadrato sono presenti delle sedute che consentono alle persone di incontrarsi, di stare gli uni di fronte agli altri, di trascorrere del tempo insieme.

I genitori possono sedersi qui, mentre i bambini giocano nella piazza.

Papa Pio II e Bernardo Rossellino

Questa cittadina, che conta meno di 3000 abitanti, fu fortemente voluta da Papa Pio II. Egli affidò a uno dei più grandi architetti del Rinascimento la costruzione di questo prototipo universale della città ideale. Bernardo Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, e altri architetti del tempo collaborarono con circa 20.000 operai per completarne la costruzione, che richiese solo tre anni, dal 1459 al 1462.

Modello rinascimentale ma non solo

Se Pienza rappresenta un modello urbano all'avanguardia, non è solo per la struttura inequivocabilmente rinascimentale degli edifici e delle strade.

È stata infatti anche uno dei primi progetti architettonici ad avere un sistema di edilizia residenziale popolare.

L’idea di città dopo Pienza

Dopo Pienza, l'idea stessa che una città debba riflettere alcuni "requisiti aurei" e svilupparsi in perfetta armonia con il territorio e con la propria epoca, è diventata un principio fondamentale del pensiero architettonico. La ricerca di città efficienti, organizzate e ben funzionanti è stata portata avanti attraverso i secoli da molti grandi architetti moderni e contemporanei in tutto il mondo.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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