L'infinito viaggiare

La Galleria Nazionale

Il viaggio rappresentato nell'arte del XX secolo

La nozione di viaggio
Traendo spunto dal titolo di un’ ulteriore raccolta di scritti di Claudio Magris del 2005, in cui la nozione di viaggio si  ramifica e si dilata oltre il mero reportage, tra il dentro e il fuori da sé, in un esercizio costante di ricerca e superamento di radici individuali come collettive,  si propone, per quanto riguarda le collezioni del ventesimo secolo della Galleria Nazionale, una selezione di stranieri presenti in Italia  a partire dagli anni cinquanta-sessanta.

Un particolare riferimento viene rivolto al folto gruppo di cino-giapponesi prevalentemente ricollegabili sia alle incursioni torinesi di Michel Tapiè, sia alla grande mostra romana di palazzo delle Esposizioni del 1965.

Qui gli artisti orientali affluirono numerosi con la loro particolarissima capacità di sintesi tra la recente e tragica esperienza dell’atomica, che ne aveva azzerato l’esistenza, e l’espressionismo astratto-informale mutuato dall’occidente.

Fatto essenziale, al riguardo, è la particolare vivacità e apertura internazionale della Capitale in quegli anni, caratterizzati da politiche di importanti esposizioni ed acquisti, dovuti anche all’intervento di Palma Bucarelli in sinergia con le gallerie più note della città, quali Roma-New York Art Foundation, L’Obelisco, La Salita, La Tartaruga, L’Attico.

Incluse, tra gli orientali, alcune presenze divenute stanziali a Roma dagli anni settanta ad oggi, come il giapponese Shu Takahashi, o il taiwanese Lim Hooi Hwa, o, ancora, venute in rapporto con la Galleria Nazionale in occasione della grande mostra dedicata nel 1990-91 al movimento Gutai.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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