20 mar 2018

La Quadreria dell'Accademia

Accademia di Belle Arti di Bologna

Un percorso attraverso gli spazi dell'Accademia di Belle Arti di Bologna che custodiscono le opere pittoriche del suo patrimonio storico.

Aula Magna
Luogo prestigioso di incontri ed eventi istituzionali, l'Aula Magna in origine era la Chiesa dedicata a Sant’Ignazio, parte del più ampio complesso del Noviziato dei Gesuiti, oggi sede sia dell'Accademia che della Pinacoteca Nazionale. Costruita nel Settecento da Alfonso Torreggiani e riadattata nell’Ottocento da Angelo Venturoli, svela oggi la sua originaria funzione nella cupola, nelle imponenti colonne e nelle due grandi pale d'altare ispirate alla vita di Sant’Ignazio di Loyola, poste sopra il coretto. Lo spazio della sala, scandito dai calchi in gesso di sculture classiche, ospita alle pareti le opere pittoriche che rimandano direttamente alla storia dell’istituzione: la Fama, oggi logo istituzionale dell'Accademia e l'Impresa dell'Accademia Clementina.

Scelta come simbolo istituzionale dell'Accademia di Belle Arti raffigura l'Allegoria della Fama. L'autore, Marcantonio Franceschini, fu noto artista bolognese e vice-principe dell’Accademia Clementina.

L’opera è ciò che resta dello scenografico allestimento celebrativo concepito in occasione dei funerali di Carlo Cignani, primo Principe della neonata Accademia e maestro dello stesso Franceschini. Il suo ritratto è incastonato nella banderuola che pende dalla tromba.

La composizione racchiude il motto dell’Accademia Clementina, fondata nel 1710 con l’approvazione del Pontefice Clemente XI da cui prende il nome.

Lo stemma vede riuniti gli strumenti propri delle tre arti: pennello, compasso e scalpello.

Le due pale d'altare sono le uniche opere che risalgono al periodo religioso dell'edificio. Entrambe rappresentano Sant'Ignazio, fondatore dell'ordine dei Gesuiti.

Stimato docente dell’Accademia, Antonio Muzzi ben rappresenta lo sviluppo della pittura di storia nella Bologna di fine Ottocento.

Nel dipinto, Roma veste i panni della popolarissima Regina Margherita, ispiratrice dell'“Eterno femminino regale” di Umberto Carducci, incarnando il clima ideologico dell’Italia Umbertina.

Sala Clementina
La sala è oggi l'aula dei docenti, dove si svolgono esami e ricevimenti. In origine era presumibilmente l'abside della Chiesa di Sant'Ignazio, come si può dedurre dalla presenza delle colonne che ne suggeriscono l’ ideale prosecuzione dell'Aula Magna. Questo luogo deve il suo nome alla presenza del busto di Papa Clemente XI. Le pareti di questa stanza mostrano la maggior parte dei dipinti della quadreria, con un’ampia esposizione di ritratti dal Settecento al Novecento, fra cui docenti dell’Accademia e personalità di rango. Alcuni lavori sono dipinti donati dagli artisti insigniti del titolo di Accademico d'Onore o da personaggi noti della città. Tutte queste tele sono una testimonianza visibile di molte personalità italiane e straniere che hanno preso parte alla storia dell'Accademia.

Il ritratto dell'incisore Rosaspina fu realizzato nel 1828, anno in cui l'autore, George Hayte, fu nominato Accademico d'Onore grazie al suggerimento dello stesso Rosaspina.

Questo dipinto riveste un significato particolare all’interno della quadreria, poiché il personaggio raffigurato fu il primo docente di Storia e Critica d’arte, poi in Accademia, tra il 1872 e il 1895.

Enrico Panzacchi fù ben noto per essere anche poeta, prosatore e critico. Venne successivamente nominato Professore di Estetica e Storia dell’arte moderna all’Università, pur mantenendo la carica di Direttore e Presidente dell'Accademia fino alla sua morte.

I dipinti di Daniel Duprè e Guy Head confermano il rapporto con il mondo artistico europeo che è sempre stato coltivato dall'Accademia Clementina.

I dipinti di Daniel Duprè e Guy Head confermano il rapporto con il mondo artistico europeo che è sempre stato coltivato dall'Accademia Clementina.

Sala Curlandese
Questa sala, attigua all’Aula Clementina, è luogo di rappresentanza per incontri e riunioni istituzionali. Il nome ha origine dal monumento eretto da Antonio Venturoli e Giacomo De Maria in onore del principe baltico Pietro Biron duca di Curlandia e Semigallia, nominato Accademico d’Onore durante il suo tour in Italia. Nel 1787 il duca decide di istituire il Premio Curlandese, assegnato fino alla metà del secolo scorso, elargendo per questo mille ducati d’oro. Il riconoscimento si aggiunge agli altri esistenti: il Premio Marsili - Aldrovandi e il Premio Fiori. I premi annuali, consegnati a fine anno in forma solenne, costituivano l’aspetto più stimolante della vita accademica, soprattutto per i giovani. In quest'aula sono allestite a mo’ di quadreria ventiquattro tele monocrome vincitrici per la Scuola di Figura dei Premi Marsili dal 1728 al 1803. Questi piccoli dipinti, tutti realizzati con alta qualità pittorica, rappresentano temi storici o mitologici scelti dalla commissione. Nella sala sono affissi anche tre disegni acquerellati con prospettive e scenografie, esempio dell’altissimo magistero della Scuola di Architettura.
Gli Uffici
L'ala dove oggi sono collocati gli uffici amministrativi dell'Accademia custodisce alcuni altri dipinti collocati nelle stanze della Direzione e della Presidenza. Tra questi i Teschi accatastati di Bartolomeo Cesi e l’inedita tavola Ritratto di Anna Beatrice d'Asburgo-Este dopo la morte realizzata da Adeodato Malatesta. L'ampio corridoio che porta a queste sale ospita inoltre l'intero patrimonio librario della biblioteca storica, ricca di preziosi volumi tra cui: la raccolta di incisioni delle Antichità romane di Giovan Battista Piranesi, i volumi dell’Encyclopédie di Denis Diderot e Jean-Baptiste Le Rond d’Alambert ed i principali trattati italiani e stranieri di Ornato, Prospettiva e Architettura - da Andrea Palladio e Vignola ad Ottavio Scamozzi, da Andrea Pozzo a Ferdinando Bibiena.

Questo dipinto è stato inizialmente attribuito a Ludovico Carracci e in seguito a Barolomeo Cesi. Recenti studi hanno messo in dubbio la paternità dell'opera riconoscendola a Bartolomeo Passarotti.

Questa piccola tavola inedita, realizzata da Adeodato Malatesta, è l'ultimo ritratto dedicato alla neonata Anna Beatrice d'Asburgo, morta un mese dopo la sua nascita.

Accademia di Belle Arti di Bologna
Riconoscimenti: storia

percorso virtuale a cura di
Daniele Campagnoli
Maria Giovanna Battistini

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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