CAPITELLI IN MOSTRA

Mantova Museo Urbano Diffuso

Tutta la zona intorno alla cattedrale di Sant’Andrea apparteneva in epoca antica alla parte suburbana di Mantova; infatti, la città nell’Alto Medioevo corrispondeva soltanto agli edifici intorno all’attuale piazza Sordello. Ma dal 1190 inizia una serie di trasformazioni urbanistiche che renderanno ben presto le attuali via Broletto, piazza Mantegna, piazza Marconi, corso Umberto il cuore commerciale e pulsante della comunità. Le 209 colonne con altrettanti capitelli, restaurate nel 2016, sono un eccezionale patrimonio scolpito che arricchisce il fascino dei tipici portici padani. Queste colonne e questi capitelli, spesso ottenuti dalla demolizione di altre costruzioni, sono manufatti che partono dal quattordicesimo secolo per giungere fino al novecento. Un altro viaggio nel tempo, nel centro attuale della città.

Il capitello rinascimentale, ornato di elementi vegetali, spunta tra le tende di un negozio.

Nei pressi dell’antica Universitas Mercatorum, nella parte finale di via Broletto, la decorazione di questo pilastro reca ben visibile lo stemma dei Gonzaga, con l’aquila imperiale.

La semplice decorazione floreale ingentilisce l’aspetto austero di questo capitello di colore rosato.

Il manufatto appartiene alla serie di capitelli che potremmo definire di stile corinzio, anche se la mano dell’anonimo artista rinascimentale sembra trarre spunto dalla rivisitazione dell’antico che appare in tanti dipinti di Andrea Mantegna.

La cervetta, simbolo gonzaghesco che appare su questo bel capitello, ricorda il nome dell’edificio quattrocentesco della famiglia Strada che, sull’angolo di piazza Mantegna, venne bombardato e distrutto durante la seconda guerra mondiale, per essere ricostruito in seguito. Le uniche parti originali rimaste sono appunto le sottostanti colonne con relativi capitelli.

Il centro storico di Mantova è una singolare unione di stili e di epoche diverse. Qui, il sobrio capitello rinascimentale contrasta con l’aspetto medioevale della Rotonda di San Lorenzo.

Il capitello, pur rinascimentale, esprime un gusto floreale che sembra alludere al gotico internazionale.

Ecco uno dei quattro meravigliosi capitelli in marmo rosa veronese che ornano il portico sotto la facciata della casa da Concorezzo, famiglia di origine brianzola, nell’angolo fra piazza Mantegna e piazza Erbe, ovvero la cosiddetta Casa del Mercante. La data di costruzione è il 1455. Qui la decorazione a foglie d’acanto impreziosisce la complessa facciata in cui gli elementi gotici si affiancano allo stile rinascimentale.

Sebbene semplice, questo capitello di stile ionico sottolinea il legame persistente tra il Rinascimento italiano e l’antichità romana e greca.

Il superbo capitello, seppur intaccato dalla presenza di una grondaia, fa bella mostra di sé nell’edificio di piazza Marconi 13, che presenta la più importante facciata dipinta mantovana.
Si tratta di affreschi riconducibili o direttamente ad Andrea Mantegna o alla cerchia ristretta dei suoi allievi migliori. Lo stemma qui effigiato alterna i simboli del sole e della luna, presenti in vario modo anche tra le insegne della casata dei Gonzaga.

Spesso il capitello non apparteneva in origine alla colonna su cui ora è posto. In questo caso, l’addizione è particolarmente evidente per il diverso colore degli elementi. Il capitello è semplice e si riconduce alla tipologia rinascimentale più diffusa in città.

È l’esemplare più grande dell’intera rassegna. I suoi motivi vegetali sono rozzamente scolpiti, eppure proprio per questo l’effetto complessivo rivela una certa forza, come se nell’immagine rinascimentale si fosse inserita una presenza molto più antica.

Lo stile fancelliano si dimostra nelle scanalature verticali della parte centrale di ogni lato, tra le foglie. Luca Fancelli (Settignano, 1430 - luogo non precisato, 1502) fu il maestro che intervenne nell’edificazione effettiva di gran parte delle costruzioni realizzate a Mantova e non solo, in epoca albertiana e oltre. Il suo tratto, sia nelle decorazioni in terracotta che in quelle lapidee, è geometrico, aggraziato e facilmente riconoscibile.

Questo stemma è inciso sopra un capitello di una casa all’inizio dei portici di corso Umberto. Si mostrano qui le fasce del primo stemma dei Gonzaga (oro e nere), inquartate con il caratteristico biscione dei Visconti. Il capitello risale dunque agli ultimi decenni del quattordicesimo secolo, quando era in vigore l’alleanza tra Francesco I Gonzaga e Gian Galeazzo Visconti, e la moglie del primo era appunto Agnese Visconti, accusata di infedeltà e decapitata il 7 febbraio 1391.

Un altro capitello della casa di corso Umberto, che presenta ancora la doppia insegna Visconti e Gonzaga.

Riconoscimenti: storia

Ideato e promosso da / Founded and Promoted by:
Mattia Palazzi (Sindaco del Comune di Mantova)
con Lorenza Baroncelli (Assessore alla rigenerazione urbana e del territorio, marketing urbano, progetti e relazioni internazionali del Comune di Mantova )

Coordinamento Scientifico / Scientific Coordinator:
Sebastiano Sali

Curatore testi e immagini / Superintendent texts and images:
Giovanni Pasetti

Foto di / Photo by:
Gian Maria Pontiroli

Redazione / Editors:
Erica Beccalossi
Sara Crimella
Carlotta Depalmas
Veronica Zirelli

Un ringraziamento speciale a / A special thanks to:
Paola Somenzi
Olmo Montgomery

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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