14 apr 2017

ConTAMinAzione

Frattura Scomposta contemporary art

Palazzo della Ragione - Piazza delle Erbe – Mantova - Mostra antologica dell'artista Vania Elettra Tam organizzata da Frattura Scomposta contemporary art

Palazzo della Ragione - Piazza delle Erbe – Mantova - ConTAMinAzione
Dal 21 gennaio Palazzo della Ragione ospiterà una mostra antologica di Vania Elettra Tam, offrendo una vasta panoramica sulla sua produzione, a partire da alcune opere realizzate nel 2006, fino ad arrivare alla grande tela ispirata al Mantegna che l’artista ha dipinto appositamente, per omaggiare la città di Mantova. La mostra, curata da Carlo Micheli, analizza, per la prima volta in Italia, quasi tutto il percorso artistico della pittrice comasca, raggruppando una novantina di opere, fra dipinti e disegni, appartenenti a ben 10 cicli pittorici differenti. Tale operazione è stata resa possibile anche grazie all’aiuto di collezionisti privati e gallerie d’arte, come Arte Investimenti di Milano, Orizzonti Arte di Ostuni, Nardi Arte di Roma e Woland Art di Trieste, con le quali l’artista collabora.
Non senza un velo di ironia costantemente e sottilmente presente, Vania Elettra Tam da sempre focalizza l’attenzione sugli stati d’ansia provocati dalla frustrazione, che causa la necessità di creare sempre nuovi bisogni (spesso assolutamente superflui) e che spinge gli individui a cercare soluzioni rocambolesche per risolvere problemi non essenziali. L’utilizzo stesso dell’autoritratto, cifra distintiva del lavoro dell’artista, diventa sempre più pretesto per scomporre l’Io nella sua dimensione “finita” (quella della quotidianità, dell’incapsulamento in spazi chiusi nei quali si è costretti a trascorre la maggior parte della nostra esistenza) e nella sua dimensione “infinita” (quella della rottura degli schemi e della disobbedienza alle regole, quella della possibilità di lasciarsi andare all’istinto). Un banale e quotidiano interno domestico si può trasformare nello specchio di Alice? L’irrazionale follia che si nutre dell’humus vitale della fantasia è appannaggio solo di artisti o di geniali inventori, o forse, dentro ognuno di noi, anche nella più banale delle situazioni casalinghe, si nasconde un lamp o di genio, un indefinibile desiderio di fuga che ci porta oltre la nostra dimensione fisica e razionale? Vania col suo segno deciso che sfiora suggestioni di gusto iperrealistico, cerca di dare una risposta a queste domande e, con un uso sapiente e raffinato della pittura, indaga il recondito desiderio di evasione che si cela in ogni individuo. Una carrellata di donne simbolo, che varcano la soglia della realtà e della solitudine domestica per intraprendere un viaggio verso un “oltre” indefinito e agognato. Immagini ironiche ma anche cariche di sofferta solitudine invaderanno gli spazi del Palazzo della Regione, per dar vita ad un affresco tagliente e disincantato di un particolare e a tratti dimenticato aspetto della realtà femminile nella società contemporanea.
Vania Elettra Tam Nasce a Como nel 1968. Vive e lavora a Milano. Nelle sue opere l’ironia e la seduzione si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo lieve,divertito e surreale. Principali mostre personali: “OKO 10” Šibenik City Museum Croazia; “Il giro del mondo in 30 m2” Roma; “Kanon – regole ferree” Trieste; “Filoillogica” e “Doppia mentiS” Ostuni; “Un giorno di ordinaria pulizia” e “Cronaca Rosa” Milano. Fra le collettive: “54° Biennale di Venezia” Palazzo Te Mantova; “Cibi Condimentum Esse Famem” Milano; “Aliens - Le forme alienanti del contemporaneo” Casa Ludovico Ariosto Ferrara; “Plurale Femminile” Piacenza; “Coexist – Eight different kind of fantastic art” Lecce; “Iside Contemporanea” Museo Arcos Benevento; “Un’altra storia” San Carpoforo Milano; “Aquisizioni” Museo Parisi Valle Maccagno; “Perturbaciones” National Museum of Fine Arts L’Habana Cuba;
“Art Basel Mania” Miami USA; “Artists & Authors” San Diego Art Institute USA; “Meeting of young Italian artists” Giacomo Casanova Palace Praga CZE; “Book Art Project” Baglioni Hotel London UK. Del suo lavoro hanno scritto: Edoardo Di Mauro, Ivan Quaroni, Igor Zanti, Alessandra Redaelli, Franca Marri, Vincenzo Giulio Farachi, Ferdinando Creta, Iva Körbler... La sua personale a Trieste è stata presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith. Le sue opere sono state pubblicate su numerosi libri d’arte, letteratura e narrativa. Esempi recenti: “Il grande racconto di Ulisse” di Pietro Boitani e "Il grande racconto dei miti classici" di Maurizio Bettini editi da Il Mulino.
Presentazione del Sindaco di Mantova
Ho potuto apprezzare il lavoro di Vania Elettra Tam grazie ad una sua opera esposta alla Biennale di Venezia 2011, nella sede mantovana di Palazzo Te. Si trattava di una grande tela, raffigurante una casalinga in precario equilibrio su di un cavo teso al di sopra di una fila di carrelli da supermercato che, per di più, reggeva una pila di scatole d’uova. Anche il titolo mi colpì: “SOSpesa”, un gioco di parole che dava all’opera un doppio significato, ironico e ammiccante. CONTAMINAZIONE, la mostra antologica che Mantova le dedica, non è certo da meno per la qualità delle opere presentate e per l’autoironia sottile e compiaciuta che le contraddistingue. Sono rimasto davvero colpito dal dipinto appositamente creato per la mostra di Mantova, un’autorappresentazione in chiave iperrealista della Tam intenta a spolverare l’oculo mantegnesco della Camera degli Sposi, quasi a sottolineare la sproporzione che vi è tra la sua arte giocosa e irridente e il capolavoro del grande maestro rinascimentale. Una citazione, una contaminazione se si preferisce, che vuole essere omaggio al grande artista e alla città di Mantova, pienamente nello spirito di Vania Elettra Tam, artista di valore e amante del doppio senso e del calembour, di cui abbiamo deciso di condividere l’AZIONE. Il Sindaco di Mantova Mattia Palazzi
Presentazione del curatore Carlo Micheli
Realismo non significa riportare l’arte nella realtà. Significa trasportare la realtà nell’arte; non solo accettare le vicende della vita ma elevarle. Laurence Olivier Osservo la prima stesura di “contaminazione” e mi viene alla mente un parallelismo tra questa spolveratrice di capolavori e Charles Edouard Jeanneret, l’”allontanatore” di corvi. Ma sarà poi vero che Le Corbusier si fregiò di questo pseudonimo alludendo a colui che scacciava i corvi dalle dimore? E se sì, fu una scelta dettata dall’umiltà o dalla supponenza d’essere il salvatore dell’architettura, colui che la proteggeva dal guano dei gracchianti deturpatori alati? Di certo Vania, nel dipinto che dà il titolo a questa mostra, si è raffigurata come colf intenta a spolverare la camera picta, con una reale, doverosa professione d’umiltà. L’idea che nelle vesti di un’artista d’assalto sia intenta a rimuovere simbolicamente le ragnatele dall’arte del passato, va infatti contro la sua vis ironica anzi, precipuamente autoironica. Tam si inserisce nei propri dipinti per una scelta di responsabilità, per condividere le nevrosi dei suoi personaggi, per affermare la propria appartenenza alla categoria delle casalinghe frustrate, delle teledipendenti, delle compulsive frequentatrici dei supermercati, delle sognatrici da rotocalco, delle inguaribili credulone, delle guerriere della quotidianità. E’ il suo un “armiamoci e partiamo”, mai un “armatevi e partite”.
Prestare le proprie sembianze ai personaggi dei suoi quadri non ne fa un’eroina, ma una donna moltiplicata, capace di vivere profondamente tutte le esperienze del suo ruolo, scavando nel proprio io, rivelando sogni e bisogni, passioni, aspettative, delusioni, fragilità e determinazione. Si intuisce, in questo grande affresco artaudiano, in questo quotidiano teatro della crudeltà, che la protagonista è la donna nella sua complessità e non colei che presta la propria immagine per rendere più credibile la narrazione. Non ci sfiora neppure l’idea che vi sia una Vania/Barbie in cento versioni differenti: tutte le immagini riconducono ad un concetto molto più ampio, personalizzato, persino astratto, dove la casalinga, la sognatrice, la frustrata, la donna in carriera o la collaboratrice domestica altro non sono che la stessa donna, con le mille sfaccettature che le appartengono, una donna intrigante, ingenua e ammaliatrice, pudica e spudorata, un sunto variegato di femminilità. Come in un caleidoscopio impazzito le immagini si sdoppiano e siricompongono, presentandoci infinite variabili, provocazioni ammiccanti e veniali, ingenue o sfacciate, calembour, giochi di parole, doppi sensi che si susseguono in un vortice irresistibile di contaminazioni con la letteratura, il cinema, i fumetti, l’arte rinascimentale, l’enigmistica, i rotocalchi.
L’everywoman di Vania Elettra Tam si aggrappa al sogno, alla fantasia, alla sensibilità, alle doti peculiari della donna, per sfuggire la monotonia del quotidiano: un asse da stiro diventa una tavola da surf con cui cavalcare onde vertiginose; grandi aspirazioni riaffiorano alla mente quando si impugna un aspirapolvere; la dama, con lo scopino, sostituisce degnamente l’ermellino; mentre la sagoma di un pollo sul pavimento proietta la nostra amica in un intrigante poliziesco, direttamente sulla scena del crimine. Non mancano le damecompassate e distanti (ma solo in apparenza) degli origami clitoridei, o le conturbanti sexy casalinghe di cronaca rosa, contornate da sex toys utilizzati nei modi più impropri, per fingere un’ingenuità ormai dimenticata. Anomalo appare il ciclo Kanon – regoleferree dove le dame rappresentate risultano intrappolate in strani meccanismi di tortura, che serrano loro bocca, occhi, naso con delle specie di cinture di castità per la testa, testimoni viventi della coercizione e della limitazione della personalità, dove l’ironia lascia il posto ad una critica sociale meno velata e sorridente rispetto agli altri cicli. Ma come sempre, parlando di Vania Elettra Tam, ci si scorda di sottolinearne la bravura, le rare capacità grafiche, l’originalità del segno… E’ il destino di chi ha qualcosa da dire e lo sa esternare con la propria arte: alla fine vi è una simbiosi talmente perfetta tra ciò che si rappresenta e il come, che non ci si sofferma a valutare le singole componenti dell’opera, come dire che la parte grafica viene data per scontata in una rappresentazione che assomiglia ad una sceneggiatura, in opere visive che son di fatto racconti. In Vania è in atto uno scontro: è come se la mente sfidasse la mano a realizzare i propri pensieri più complessi e bizzarri, ma nessuno può dirsi vincitore, in una patta senza fine che è il dono più prezioso e la condanna meno gravosa per Vania. Carlo Micheli
Frattura Scomposta contemporary art
Riconoscimenti: storia

Si ringrazia per aver contribuito alla realizzazione della mostra antologica ConTAMinAzione dell'artista Vania Elettra Tam, svoltasi presso il Palazzo della Ragione di Mantova

Il Comune di Mantova, l'Assessorato alla Cultura e l'ufficio mostre.
Il curatore ed organizzatore della mostra Carlo Micheli

L'editore PubliPaolini di Mantova per la realizzazione del catalogo
Per la falegnameria Mossini e Manfredini Targhe
Per gli allestimenti Francesco Alberto Gutera
Per l'illuminazione Azzoni Elettronica
Per la gestione e la custodia Verona 83

Si ringraziano per i testi in catalogo ed in mostra: Loredana Barillaro, Sergio Curtacci, Flavia Lanza, Amelì Lasaponara, Franca Marri, Carlo Micheli, Mattia Palazzi (sindaco di Mantova), Ivan Quaroni, Alessandra Redaelli ed Igor Zanti

Si ringrazia Giancarlo Marcali per le traduzioni dei testi dall’italiano in inglese
Un particolare ringraziamento va ai collezionisti ed alle seguenti gallerie che hanno prestato alcune delle opere in mostra: Arte Investimenti Milano, Orizzonti Arte Ostuni, Nardi Arte Roma e Woland Art Club Trieste

Si ringraziano per il loro contributo fotografico: Marco Besana e Fernanda Pavirani

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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