Terme di Caracalla

Teatro dell'Opera di Roma

La stagione estiva del Teatro dell'Opera di Roma

Esordio e successo
Nel 1937 l'allora Governatore di Roma Don Piero Colonna annunciò alla stampa la prima stagione lirica alle Terme di Caracalla affidata per la sua realizzazione artistica al Teatro Reale dell'Opera. Il grande progetto si legava all'idea politica culturale del governo di portare il “teatro alle masse” offrendo al grande pubblico un cartellone operistico di qualità, ma a prezzi popolari, e rilanciando da una parte la diffusione della musica e delle glorie teatrali italiane e dall'altra i grandi complessi archeologici e architettonici scarsamente utilizzati e conosciuti. Il progetto si fondeva con le attività e gli spettacoli an plain air estivi della compagnia itinerante del Carro di Tespi Lirico, il cui grande successo testimoniava la necessità di nuove manifestazioni musicali all'aperto, come i concerti sinfonici dell'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia alla Basilica di Massenzio o le esperienze dell'Arena Lirica di Verona e del Castello Sforzesco di Milano. Per Roma si scelsero dunque le suggestive Terme di Caracalla, l'enorme complesso di rovine delle antiche Thermae Antoniniane volute dall'imperatore Settimio Severo agli inizi del III secolo e completate ed inaugurate dal successore Marco Aurelio Antonino Caracalla nel 217. L'arena progettata e allestita da Pericle Ansaldo fu posizionata in una delle aule laterali adiacenti al Tepidarium, con un boccascena di 22 metri e un platea di 8000 posti divisa in sei diversi settori. Lucia di Lammermoor affidata alla bacchetta di Oliviero de Fabritiis inaugurò la prima stagione estiva di Caracalla la sera del 1° agosto 1937 con un cast di eccezione: Beniamino Gigli e Toti dal Monte. La stagione, ancora sperimentale, rimase assai ridotta ed oltre alle tre recite di Lucia furono allestite solamente due repliche di Tosca, ma strepitoso fu il successo della manifestazione sia per affluenza che per critica e la stagione estiva venne riconfermata per l'anno successivo portando a sei il numero di opere in cartellone. Le strutture vennero però totalmente rinnovate sia per risolvere i problemi acustici e di visibilità sia per poter accogliere un numero più ampio di spettatori. Il palcoscenico ora in linea con l'asse centrale delle terme si insediò tra i due mastodontici propilei di oltre quaranta metri del calidarium che furono sfruttati come suggestive quinte sceniche e la platea fu spostata nei giardini aumentandone la capienza fino a 20.000 posti. Fu battezzata dai giornali “Arena dei Ventimila”.

Manifesti per la seconda stagione di Caracalla del 1938, con la nuova Arena dei Ventimila

Aideo
L'Aida di Giuseppe Verdi è senza dubbio lo spettacolo più caratteristico delle terme associato indissolubilmente all'immagine delle estati romane e a partire dalla prima spettacolare rappresentazione nel 1938 con Maria Caniglia, Beniamino Gigli ed Ebe Stignani è diventata l'opera simbolo dell'arena, tanto che lo scrittore Giorgio Vigolo ha coniato per le Terme di Caracalla il nome “Aideo”. Il grande classico del melodramma risorgimentale si adatta perfettamente ai grandi allestimenti con marce faraoniche e scenografie suggestive, che ben si armonizzano con le rovine romane che ne fanno da sfondo. Il titolo è rimasto consecutivamente in cartellone per numerosi anni totalizzando più di cinquanta allestimenti fino ad oggi e se si può facilmente criticare lo scarso ricambio repertoriale, bisogna sottolineare il continuo successo dell'opera affidata sempre a cantanti e direttori di elevatissimo livello. A vestire i panni dei protagonisti sono passati Maria Pedrini, Anita Cerquetti, Antonietta Stella,Virginia Zeani, Eva Marton, Leona Mitchell, Aprile Millo, Micaela Carosi, Fiorenza Cossotto, Giulietta Simionato, Mario Del Monaco, Franco Corelli, Carlo Bergonzi, Nicola Martinucci, Gino Bechi, Giulio Neri, Tito Gobbi, Aldo Protti, Raffaele Ariè, Nicola Ghiuselev.

Bozzetti di Nicola Benois per la prima Aida a Caracalla

Aida nel 1962 diretta da Gianadrea Gavazzeni
Aida: Antonietta Stella
Radames: Carlo Bergonzi
Amneris: Giulietta Simionato
Il Re: Antonio Cassinelli
Amonasro: Aldo Protti
Ramfis: Ivo Vinco

Costumi di Anna Biagiotti per Amneris e Aida nel 2010

Aida del 1987 diretta da Julius Rudel con la regia di Sylvano Bussotti
Aida: Leona Mitchell
Radames: Ermanno Mauro
Amneris: Grace Bumbry
Ramfis: Nicola Ghiuselev

Figurini di Caramba per i costumi di Aida

Gli anni d'oro
La Seconda Guerra Mondiale segna una pausa nella neonata manifestazione estiva che con l'entrata in guerra viene interrotta tra il 1941 e il 1944, per lasciare posto agli “orti di guerra” nei giardini della vasta area archeologica. A due mesi dal termine del conflitto, sotto la breve gestione inglese del teatro e con qualche difficoltà organizzativa, riprese l'attività musicale nelle Terme abbandonando però la maestosa Arena dei Ventimila per una platea ridotta di quasi la metà. Dal 1945 per quasi cinquanta anni ininterrotti la stagione estiva si afferma in Italia e nel mondo come importante punto di riferimento per la cultura musicale e sicuramente fra i palcoscenici di interesse storico più amati e suggestivi. Artisti di fama internazionale si sono esibiti a caracalla come Giacomo Lauri Volpi, Fedora Barberini, Magda Oliviero, Alfredo Kraus, Monserrat Caballé, Placido Domingo, José Carreras, e anche direttori di alto livello come Ottavio Ziino, Ferruccio Scaglia, Franco Capuana, Gianandrea Gavazzeni, Giuseppe Patané, Zubin Metha.

Monserrat Caballé in concerto in 1992 con l' Orchestra Sinfonica di Siviglia diretta da Vjekoslav Sutej

Traviata nel 1968 diretta da Pier Luigi Urbini con le scene di Ettore Rondelli
Violetta: Virginia Zeani
Alfredo: Luciano Pavarotti
Germont: Mario Sereni

Tosca nel 1989 diretta da Jan Latham Koenig; regia di Mauro Bolognini; Scenografie di Gianni Quaranta

I Tre Tenori nel loro primo concerto la vigilia della finale dei Mondiali di Calcio 1990 con le orchestre del Teatro dell'Opera di Roma e del Maggio Musicale Fiorentino dirette da Zubin Metha

Ospiti illustri
Sul palco di Caracalla sono passati cantanti famosi, direttori di fama mondiale ed etoiles della danza, ma a contribuire alla caratteristica maestosità delle produzione all'aperto, sono stati spesso chiamati anche grandi e piccoli animali, attori inconsapevoli capaci di destare lo stupore in qualunque spettatore. Gli elefanti non sono mai saliti sul palcoscenico, come invece qualcuno afferma ogni estate, ma il palcoscenico è stato calcato da cammelli, cavalli e addirittura leoni! Il fascino del grande spettacolo popolare originariamente rivolto alle alle masse, ha attirato negli anni anche personaggi del mondo della politica e dello spettacolo, attori di fama internazionale e VIP che mischiandosi alla folla di spettatori senza nessun palchetto a separare, si uniscono al fascino dello spettacolo. Caracalla è infatti appuntamento fisso nelle calde notti estive sia per i romani che per i turisti, sia per i presidenti che per le star di Hollywood, che da tutto il mondo accorrono a riempire la platea per assaporare al meglio le loro Vacanze Romane.

Comparse osservano i leoni, attori inconsapevoli del Poliuto di Gaetano Donizatti, diretto nel 1955 da Carlo Piccinato con le scenografie di Cesare Maria Cristini

da sinistra a destra: Audrey Hepburn, Beni Montresor, Galina Samsova, André Presser, Fernando Bujones

Il pubblico di Caracalla ripreso da dietro le quinte

Il balletto
Sotto il cielo stellato di Caracalla numerose stelle ed etoiles del balletto hanno danzato, accompagnate dal corpo di ballo del teatro dell'Opera di Roma. Fin dalla prima rappresentazione nella stagione del 1939 del balletto Coppelia diretto da Nino Sanzogno con Attilia Radice e Ugo Dell'Ara e le coreografie di Aurell Milloss la danza entra a far parte del repertorio estivo. Il corpo di ballo, che nel dopoguerra si separa dalla scuola di danza, è stato diertto negli anni dai grandi nome e maestri come Aurell Milloss, Anton Dolin, Erik Bruhn, André Prokovski, Maya Plissetskaya, Vladimir Vassiliev, Elisabetta Terabust, Amodeo Amodio, Carla Fracci e oggi dall'etoile Eleonora Abbagnato. Nel repertorio figurano sia i grandi balletti della tradizione, che serate di gala e di danza contemporanea con la collaborazione di grandi coreografi come Roland Petit, Leonide Massine, Vaslav Nijinski, John Cranko, Antonio Gades, Jose Limon, Rudolf Nureyev, Lindsay Kemp.

Elisabetta Terabust nel 1981 con Patrice Bart nel pas de deux de La Sylphide nel Gala "Les Etoiles de la Danse". Coreografia ripresa da Peter Schaufuss

Bozzetti di Aldo Buti per Il lago dei cigni

Spartacus nel 1987 con Mario Marozzi e Lucia Colognato
Music: Aram Kacaturian
Libretto: Nikolai Volkov
Director: Alberto Ventura
Coreography: Laszlao Séregi

Giselle nel 2012 diretta da David Garforth, coreografie di Patrice Bart, costumi di Anna Anni
Giselle: Svetlana Zakharova
Albrecht: Fredemann Vogel

Le quattro etoiles Diana Ferrari, Gabriella Tessitore, Margherita Parrilla, Cristina Latini nel pas de quatre: musiche di Cesare Pugni e coreografie di Anton Dolin

Caracalla oggi
Nel 1993 a causa del decreto ministeriale a salvaguardia dei beni archeologici del paese l'arena di caracalla interrompe i suoi spettacoli per permettere il restauro delle terme antoniniane e mettere in sicurezza le strutture, che per anni erano state maltrattate dalle attrezzature sceniche e dallo scarso rispetto per le rovine romane. Per otto anni il teatro, non rinunciando alla sua stagione estiva ormai parte integrante della vita del teatro e della città, viene costretto a cercare soluzioni alternative ed estemporanee per le sue opere all'aperto, come il Parco dei Daini e Piazza di Siena a Villa Borghese o lo Stadio Olimpico. Solo nel 2001 la lirica torna nella sede storica delle terme di Caracalla grazie a una nuova concessione che impone però una modifica della situazione logistica. Palcoscenico, platea e servizi vengono tolti dalla tradizionale posizione per essere spostati nell'area antistante il Calidarium, lasciando i propilei come sfondo e non più come quinte sceniche. La nuova arena è il giusto compromesso tra la necessità di conservazione e tutela dei beni archeologici, il dovere di utilizzarli diffondendone la conoscenza e il rispetto e soprattutto la volontà di continuare a proporre ai cittadini romani e stranieri il suggestivo spettacolo dell'opera alle Terme di Caracalla.

Lucia di Lammermoor nel 2008 diretta da Antonello Allemandi, scene di Carlo Savi
Lucia: Annick Massis
Edgardo: Stefano Secco
Enrico: Roberto Frontali

I propilei del calidarium trasformati con proiezioni in grattacieli in costruzione, per la Madama Butterfly del 2015 diretta da Alex Ollé de La Fura dels Baus

Norma nel 2012 diretta da Gabriele Ferro
Norma: Julianna di Giacomo
Pollione: Fabio Sartori
Adalgisa: Carmela Remigio
Oroveso: Riccardo Zanellato

Tosca diretta da Renato Palumbo, regia e scene di Pier Luigi Pizzi
Floria: Martina Serafin
Mario: Alfred Kim
Scarpia: Claudio Sgura

Riconoscimenti: storia

Archivio Storico e Audiovisuale

Mostra ideata e curata da Marco Lo Cascio

Bibliografia:
- Antonio Frajese "Dal Costanzi all'Opera" Edizioni Capitolium, Roma, 1977;
- Jole Tognelli "Cinquanta anni del Teatro dell'Opera" Bestetti, Roma, 1979;
- Anna Rita Bartolomei "Cinquant'anni di musica e storia a Caracalla" Teatro dell'Opera, Roma, 1991;
- Francesco Reggiani "Il Teatro alle Terme di Caracalla" in "Allestire l'antico" Quodlibet, Macerata, 2013.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Traduci con Google
Home page
Esplora
Qui vicino
Profilo