I grandi Templi Dorici

Valley of the Temples

Monumenti sacri di Akragas

Akragas and Theron the Tyrant  
Akragas reached its maximum power, wealth and monumentality in the fifth century BC, especially under the government of the tyrant Theron, who seized power in 488 and died in 472. Belonging to the family of Emminidi and related to Gelo, tyrant of Gela, Theron commissioned from the great poet Pindar the celebration of his chariot victory in the 476 Olympic Games. Pindar himself visited Akragas, and called it the most beautiful city of mortals in his Pythian II. Another famous Greek poet, Simonides, also spent some time at the court of Theron in Agrigento, where he died and was buried. It was under Theron that the city experienced its greatest development, expanding its territory to the north. Now it could be considered one of the main Greek cities of Sicily, rivalling Syracuse in terms of power, wealth and splendour. Large public works were designed and built by the tyrant: above all, an impressive system of underground aqueducts, whose designer was the architect Feace, and the construction of an artificial lake, the Kolymbethra. According to some scholars, it may have been Theron who, at the beginning of his tyranny, had the city's first great peripteral Doric temple (surrounded by columns on all sides) built, the so-called temple of Heracles, which marked the role of Akragas in the development of the Doric order in the colonial Greek world. Its antiquity compared with the other temples of the hill is evident in its elongated layout (6 columns on the front and 15 along the sides), and by the style of lion's head gutters, now on display at the Archaeological Museum. But the expansionism of Akragas, which had extended its sphere of influence to the north coast, occupying Himera, worried the Carthaginians, who settled in the western sector of the island. The pitched battle took place on the plain of Himera: here the Carthaginian army led by Hamilcar confronted the army of Theron, who was joined by the tyrant of Syracuse, Gelo. The Greeks triumphed, capturing a huge amount of plunder and an immense number of slaves. For the Greeks of Sicily, it was so important a victory that ancient historians created parallels with another major victory which occurred in the same year, that of the Spartans and the Athenians over the Persians barbarians.

Terone poté disporre delle risorse necessarie per realizzare le opere che aveva in mente e che dovevano rendere manifesta la ricchezza e la potenza della città e dell’uomo che l’aveva resa possibile.

La Democrazia ad Akragas
Tra tutte le opere spiccava il tempio di Zeus Olimpio, il più grande del mondo greco occidentale e certamente il più grandioso ed originale per concezione. Alla morte di Terone, il figlio Trasideo inaugurò una politica di rivalità con Siracusa, governata dal tiranno Gelone, con il quale si scontrò presso il fiume Akragas e ne fu sconfitto. Venne così abbattuta la tirannide e gli akragantini si diedero un ordinamento democratico (471-406 a.C.). In questo periodo, dominato dalla figura e dall’attività del filosofo Empedocle, ci fu una nuova ripresa dell’attività edilizia, che mostra però un deciso cambio di indirizzo: le forme eccessive vengono abbandonate e si preferiscono dimensioni più contenute e un maggiore impegno nella qualità dell’esecuzione, con attenzione soprattutto ai rapporti proporzionali degli edifici.
Il Tempio di Giunone
Il tempio detto di Giunone, dedicato in realtà, come quasi tutti i templi agrigentini, a una divinità che non conosciamo, fu costruito intorno al 460 a.C. ; ha 6 colonne sulle fronti e 13 sui lati lunghi e mostra tutti gli elementi canonici dello stile dorico; davanti alla fronte orientale si trovava l’altare, presso il quale si svolgevano i riti del culto, mentre all’interno della cella era conservata la statua del dio, accessibile soltanto al sacerdote. Intorno al 450 a.C. dovette essere costruito invece il tempio ancora visibile sotto la chiesa di S. Maria dei Greci, nel centro storico di Agrigento.
Lo splendore prima della fine
Intorno al 440/430 furono eretti i templi detti della Concordia e dei Dioscuri, che sviluppano e perfezionano il modello rappresentato dal più antico tempio di Giunone. L’ultimo grande edificio templare agrigentino dovette esse il tempio di Efesto, la cui costruzione fu probabilmente interrotta dall’assedio cartaginese del 406. Questo tempio conclude la serie di edifici sacri costruiti lungo le mura urbane, che costituiscono una caratteristica della topografia di Akragas: con la loro presenza dovevano contribuire a rafforzare le difese della città, sacralizzandole ed incutendo timore a chi osservava dall’esterno. Ma alla fine del V sec. a. C. Greci e Cartaginesi tornarono a scontrarsi e questa volta furono le città greche a soccombere. Akragas fu assediata e conquistata nel 406: molte tracce di incendio visibili sui monumenti agrigentini vengono attribuite proprio alle distruzioni operate dai Cartaginesi in quest’occasione. La conquista sancisce la fine del periodo di splendore di Akragas. Ridotta nelle sue dimensioni e decimata nella sua popolazione, che poté rientrare nella città solo a patto di non ricostruire le mura e di pagare un tributo a Cartagine , condusse per molti decenni una vita stentata. Soltanto nell’età di Timoleonte, tra il 338 e il 334 a.C. la città venne ripopolata con nuovi coloni provenienti da Elea e furono ricostruite le mura; Akragas però non tornerà più la grande città ricca e potente che era stata fino a pochi secoli prima.

Tempio della Concordia di notte.
Icaro caduto dell'artista Igor Mitoraj

Il Santuario delle Divinità Ctonie con il Tempio detto dei Dioscuri

La Chiesa di San Biagio sopra il Tempio di Demetra

Riconoscimenti: storia

La mostra è stata curata da Giusi Messina.
Coordinamento generale: Giuseppe Parello, Direttore Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento.
Testi: Maria Serena Rizzo e Valentina Caminneci
Foto: Emanuele Simonaro, Fabio Florio, Angelo Pitrone.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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