Dalle Grandi Esposizioni ai musei di scienza

Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

In che modo le Grandi Esposizioni dell’Ottocento e del Novecento hanno contribuito alla nascita e storia del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano?

Exposition de Paris 1889 - Journal, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Le grandi esposizioni
Dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento le Grandi Esposizioni – universali, internazionali, nazionali e specializzate – sono il fulcro dell’incontro e della diffusione delle conoscenze. Simbolo del positivismo e della fiducia nel progresso, queste manifestazioni sono dedicate alle arti e all’industria, con ampio spazio alla scienza e alla tecnologia.
Il Palazzo di cristallo. Giornale illustrato dell'Esposizione del 1851 a Londra, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Le Esposizioni Universali, in particolare, nascono nel 1851 con la Great Exhibition di Londra, dove per la prima volta convergono le novità da tanti Paesi diversi.

Il Palazzo di cristallo. Giornale illustrato dell'Esposizione del 1851 a Londra, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

La possibilità di “incontrare il mondo” è, in principio, il punto di forza di questi eventi: viaggiare è ancora un privilegio di pochi.

Manifesto dell'Esposizione di Chicago 1934, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Alcuni degli oggetti qui raccontati esposti al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano provengono dalla mostra di storia della scienza italiana dell’Esposizione Universale di Chicago “A Century of Progress del 1933 e costituiscono uno dei nuclei fondanti delle collezioni del Museo.

Altri raccontano di nuovi materiali, tecnologie innovative, curiosità e cimeli che hanno trovato il loro momento di gloria o l’oblio in queste occasioni.

Macchina differenziale di Charles Babbage, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Macchina differenziale di Charles Babbage
Charles Babbage è uno dei padri della storia del calcolo. La sua macchina differenziale, progettata a partire dal 1822 ma mai completata, era in grado di eseguire calcoli complessi. Babbage accoglie con entusiasmo la Great Exhibition di Londra del 1851. Scrive: “L’Esposizione è finalizzata allo sviluppo del libero scambio di materie prime e manufatti tra tutte le nazioni della Terra. [...] è nell’interesse di tutti che ogni Nazione possa avanzare in conoscenza e abilità industriale”. All’Esposizione Universale di Londra del 1862 espone parti della sua macchina analitica, anche questa incompiuta.
Pila di Volta, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Pila di Volta
Nel 1899, a cento anni dall’invenzione della pila, Como dedica una grande esposizione ad Alessandro Volta. Nel 1927, centenario della morte, vengono organizzate fastose celebrazioni articolate nell’Esposizione delle industrie idroelettriche, quella Internazionale di telefonia e telegrafia, quella Nazionale serica, oltre a un congresso internazionale di fisici che raccoglie i grandi nomi dell’epoca. Il Tempio Voltiano di Como, costruito per l’occasione, presenta la strumentazione scientifica utilizzata da Volta nelle sue sperimentazioni sull’elettricità, rappresentate per eccellenza dalla pila.
Pantelegrafo di Giovanni Caselli, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Pantelegrafo Caselli
Inventato da Giovanni Caselli a metà dell’Ottocento, il pantelegrafo permette per la prima volta di inviare immagini a distanza. Diffuso prima in Francia, e solo in seguito ammirato in Italia, ottiene vasta eco in campo internazionale durante la Prima Esposizione Italiana di Arti e Manifatture tenutasi a Firenze nel 1861. 
Pantelegrafo di Giovanni Caselli, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Questa replica è realizzata in occasione dell’Esposizione Universale di Chicago del 1933, per la mostra delle Invenzioni Italiane, dove l’Italia fascista vuole mettere in luce i primati scientifici e tecnologici del Paese.

Telegrafo Hughes, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Telegrafo di Hughes
Inventato nel 1855 dal musicista inglese David Hughes, è un perfezionamento del telegrafo Morse. Il tradizionale tasto usato per le sequenze punto-linea è sostituito da una tastiera a 28 tasti, uno per ogni lettera dell'alfabeto inglese, simile a quella di un pianoforte. Nel 1867, all’Esposizione Universale di Parigi, Hughes vince la medaglia d’Oro per questa invenzione che unisce la tecnica di costruzione degli apparati elettromagnetici a quella degli strumenti musicali. Il telegrafo sarà presentato anche all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 come tecnologia rappresentativa del XIX secolo.
Ricevitore di telefono Bell, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Ricevitore di telefono Bell
Il telefono di Alexandre Graham Bell è una delle tecnologie che conseguono maggior successo durante l’Esposizione Universale di Philadelphia, nel 1876. Per la sua invenzione da poco brevettata riceve la medaglia d’oro dal Comitato dei Premi Elettrici. All’Esposizione il maggior sostenitore di Bell è l’imperatore del Brasile Don Pedro II che, durante la dimostrazione al pubblico nell’Education Building, entusiasma la giuria esclamando: “O mio Dio, ma parla!”. Per dimostrare le possibilità della nuova invenzione, Bell trasmette via telefono concerti pianistici tra Philadelphia e New York.
Telecamera e televisore Magneti Marelli
Il 1939 è un anno fondamentale per la storia della televisione. Le prime trasmissioni sperimentali si svolgono infatti sia all’Esposizione Universale di New York sia alla Mostra sulle Invenzioni Italiane che si svolge a Milano, nel Palazzo dell’Arte, in contemporanea con la mostra Leonardesca. In uno studio di registrazione di 500 metri quadrati una grande vetrata permette al pubblico di seguire le riprese, realizzate con telecamere Magneti Marelli. Gli apparecchi televisivi hanno un lungo tubo catodico verticale il cui schermo è riflesso da uno specchio a 45°.
Semipneumatico Pirelli Celerflex, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Pneumatico Pirelli in gomma vulcanizzata
Moltissimi nuovi materiali vengono presentati durante un’Esposizione. È il caso della gomma vulcanizzata (Londra 1851 e Parigi 1855), nata per un errore di laboratorio; della parkesina (Londra 1862), una delle prime plastiche, prodotta per “salvare gli elefanti”; del nylon (New York 1939) nato per far belle le gambe delle donne e presto riconvertito a paracadute per vincere la guerra. Che abbiano o meno portato fortuna e fama al loro inventore, tutti questi materiali hanno cambiato il nostro modo di vivere.
Lingotto di alluminio, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Lingotto di alluminio
L'alluminio è presentato per la prima volta all'Esposizione Universale di Parigi nel 1855. Si tratta di 12 piccoli lingotti, del peso totale di nemmeno un chilogrammo, per estrarre i quali è stato speso molto tempo e ancor più denaro. Alla sua prima apparizione l’alluminio è un materiale prezioso, non certo il rivoluzionario metallo che si diceva avrebbe cambiato il mondo. Questo avverrà solo 30 anni dopo, quando un nuovo metodo per produrlo economicamente e in grandi quantità ne farà il materiale onnipresente che oggi tutti conosciamo.
Banco ottico di Macedonio Melloni, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Banco di Macedonio Melloni
Con quest’apparecchiatura simile a un banco ottico, il fisico e matematico Macedonio Melloni analizza la radiazione infrarossa, all’epoca chiamata “calorico raggiante”. A Parigi nel 1831 scopre che il calore radiante si comporta come la luce e inizia a studiarne le proprietà di riflessione, rifrazione e polarizzazione. Per l’importanza dei suoi studi, Melloni è chiamato “il Newton del calore” e riceve l’apprezzamento di Michael Faraday. Questa replica è stata costruita nel 1933 per il padiglione italiano all’Esposizione Universale di Chicago.
Motore a combustione interna Barsanti-Matteucci, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Motore a combustione interna Barsanti e Matteucci
Come sostituire i motori a vapore con altri più efficienti, economici e snelli, altrettanto affidabili e applicabili? Il “nuovo motore” a gas di padre Barsanti e dell’ing. Matteucci, nel 1853, è la prima concreta risposta. All’Esposizione Universale di Parigi del 1855 l’industria ferve e nel 1860 il motore Lenoir, ben pubblicizzato, spopola nonostante i bassi rendimenti. Nel 1861, a Firenze, alla Prima Esposizione Italiana di Arti e Manifatture, il motore italiano è molto atteso. Brevettato e perfezionato fino al 1866, scomparirà per difficoltà imprenditoriali. Nella storia entrerà il motore Otto e Langen, identico nell’essenza, iridato all’Esposizione Universale di Parigi del 1867.
Dinamo di Edison, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Dinamo Edison
Questa dinamo proviene dalla prima centrale termoelettrica dell’Europa continentale, inaugurata a Milano nel 1883 e realizzata su iniziativa di Giuseppe Colombo. Il Professore del futuro Politecnico di Milano visita nel 1881 l’Esposizione Internazionale di Elettricità di Parigi. Qui ammira il Palais de l’Industrie illuminato da 500 lampade a incandescenza Edison, alimentate dal sistema Edison per la produzione centralizzata e la distribuzione di elettricità in corrente continua. Colto il potenziale dell’innovazione, Colombo matura subito il proposito d’importarla in Italia.
Regolatore tachimetrico a pressione d'olio, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Regolatore tachimetrico per turbine idrauliche
Come regolare la velocità delle turbine con un sistema abbastanza semplice ed economico, applicabile in tutti gli impianti idroelettrici? Nel 1900 la ditta Ing. A. Riva Monneret & C. brevetta un dispositivo che risponde a questo problema nato con lo sviluppo del settore a fine Ottocento. La soluzione tecnica su cui si basa il regolatore diventa un riferimento per i costruttori europei. Nel 1933, Guido Ucelli, presidente della società divenuta Costruzioni Meccaniche Riva, sceglie alcuni esempi per testimoniare l’eccellenza italiana all’Esposizione Universale di Chicago. Insieme al regolatore sezionato è esposto un modello in scala delle turbine fornite dalla Riva nel 1899 per l’impianto delle Cascate del Niagara.
Locomotiva GR 552 036, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Locomotiva a vapore GR 552 036
Il primo esemplare di motrice di questo tipo è presentato all’Esposizione Universale di Parigi nel 1889 come esempio di eccellenza Italiana. La rassegna ferroviaria, all’interno della Galerie des Machines, propone le tappe miliari del settore e le ultime novità. Oltre a crescenti dimensioni e velocità, i treni devono garantire ormai gli stessi confort di un albergo. Il convoglio internazionale “Valigia delle Indie”, trainato nel tratto italiano dalla GR 552, con le sue due carrozze letto e un ristorante risponde proprio a queste esigenze.
Leone di Caprera, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Leone di Caprera
Nel 1880 con questa goletta tre italiani attraversano l’Oceano Atlantico per raggiungere Garibaldi esiliato a Caprera, consegnandogli le firme dei connazionali immigrati in Uruguay. Simbolo di questa avventura, il Leone viene esposto a Milano nel laghetto della Villa Reale di via Palestro durante l’Esposizione Nazionale del 1881. La manifestazione coinvolgeva i Giardini Pubblici, il Parco della Villa Reale e il Palazzo del Senato. Anche se non paragonabile alle grandi Esposizioni Internazionali, l’iniziativa milanese conferma il ruolo della città come capitale economica e industriale dell’Italia.
La Nave di Caligola del Lago di Nemi, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Rainaldo Arcaini, le navi di Tolomeo e Caligola
Questi due acquarelli dell’architetto Rainaldo Arcaini sono presentati all’Esposizione Universale di Milano del 1906, dove ricevono il premio “Città di Milano”. Raffigurano due leggendarie navi dell’antichità: quella del re d’Egitto Tolomeo IV e quella dell’imperatore Caligola. 
La nave di Tolomeo IV, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Non si trattava di vere e proprie navi, quanto di grandi piattaforme galleggianti simili a isole sormontate da strutture architettoniche.

Le navi di Caligola giacevano sul fondo del lago di Nemi e saranno recuperate solamente nel 1928-30 grazie all’intervento tecnico di Guido Ucelli, il fondatore del Museo.

MOTORE AERONAUTICO - ISOTTA FRASCHINI ASSO 750, Dalla collezione di: Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Motore Isotta Fraschini Asso 750
Questo è il tipo di motore utilizzato dai 25 idrovolanti Savoia Marchetti S55X che nel 1933 trasvolano l’Atlantico alla volta di Chicago, in occasione dell’Esposizione Universale di Chicago del 1933. Capitanati da Italo Balbo, Ministro dell’Aeronautica, ammarano nel lago Michigan con un’esibizione spettacolare. L’impresa celebra i dieci anni dell’Aeronautica e vuole dimostrare le capacità italiane nel settore. Accolti dalla folla gli aviatori raccolgono gli onori e visitano l’Esposizione, dove il motore era esposto nella Hall of Science, insieme ad altri esempi di “ingegno italiano”.
Riconoscimenti: storia

Mostra del
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Leonardo da Vinci

Via San Vittore 21
Milano

www.museoscienza.org

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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