Un viaggio nel tempo

Palazzo del Podestà

La divisione del Palazzo del Podestà in ambienti di non grande ampiezza, distribuiti su numerosi livelli e creati in momenti diversi, obbliga il nostro visitatore virtuale ad un percorso non lineare, che sosta di fronte alle testimonianze degli antichi abitanti della città. Medioevo, Rinascimento e Settecento si uniscono, in una singolare alleanza.

I segni del passato
I muri, i mattoni, le travi di legno restituiscono testimonianze che giungono fino agli anni del Novecento. Numerose generazioni di carcerati si sono susseguite lasciando tracce graffite del loro passaggio. A loro volta le stanze e le sale sono state continuamente riadattate a nuove mansioni, determinando lo scheletro in parte decorato di quel che oggi ammiriamo.

Di particolare interesse storico sono gli ambienti che collegano il corpo del Palazzo alla cosiddetta Masseria posta sul lato est di piazza Broletto. Essi corrispondono alla parte sopra il voltone, detto anche impropriamente Arengario, che oggi separa la medesima piazza da via Ardigò. L'interesse non nasce solo dalle evidenze artistiche, quanto dal fatto che questi luoghi vennero adibiti nel corso del tempo a moltissime funzioni diverse, ospitando un carcere anche nel diciannovesimo e ventesimo secolo.

Siamo al quinto livello del Palazzo. Sopra il voltone infatti esistono due livelli, il quinto, aperto da trifore, e il sesto, caratterizzato da una fila di colonnine.

Al quinto livello, l'ambiente nasce con tutta probabilità nel tredicesimo secolo, ma viene oggi caratterizzato da una parete che forma quattro piccole celle, ognuna delle quali presenta una finestra quadrata su via Ardigò. Si tratta quindi del primo piano del voltone che, verso piazza Broletto, mostra oggi due imponenti trifore, massicciamente ricostruite nel restauro di Aldo Andreani.

Sopra le quattro porte e su almeno tre pareti è ancora oggi leggibile una decorazione affrescata secondo motivi vegetali, dipinti con colore più chiaro su sfondo scuro. Si tratta evidentemente di un'opera tardo rinascimentale. Sulla destra dell'immagine invece appare, nei pressi di un'apertura tamponata, un altro tipo di pittura molto più antica che mostra varie tipologie decorative: un motivo con foglie a cuore, una serie di stelle nere a otto punte, e altre invenzioni più geometriche.

La parete sud dell'ambiente posto al primo piano sopra il voltone è anch'essa caratterizzata, nella sua parte centrale, dalla decorazione tardo rinascimentale. Spicca anche un frammento affrescato, quasi totalmente perduto, che corrispondeva, come nella parete opposta, ad uno stemma dei Gonzaga.

Siamo qui invece al sesto livello, in un’altra zona del Palazzo.

Sempre al sesto livello, un ambiente d’angolo.

Ritorniamo all'ambiente del primo piano sopra al voltone. Anche sulla parete ovest, quelle delle trifore, scopriamo resti di affreschi.

Nel finto timpano affrescato appare di nuovo lo stemma gonzaghesco.

In moltissimi luoghi del Palazzo spuntano tracce di affreschi sulle pareti.

Altre tracce affrescate, probabilmente rinascimentali.

Anche i soffitti del Palazzo erano di notevole pregio; le loro decorazioni appartengono ad epoche diverse.

In larghe zone dei soffitti risaltano ancora colori brillanti. In questo caso ci troviamo di fronte ad una decorazione barocca.

Uno fra i tanti reperti scoperti durante i lavori, in questo caso nello spazio interstiziale tra Palazzo del Podestà e Palazzo della Ragione. Si tratta di un mascherone scolpito, forse la decorazione di una fontana.

Materiale di risulta trovato durante i lavori.

Una effigie del re d'Italia Umberto I di Savoia, ucciso il 29 luglio 1900 dopo ventidue anni di regno dall'anarchico Gaetano Bresci. Una testimonianza ulteriore dell'evoluzione decorativa del Palazzo durante otto secoli.

Riconoscimenti: storia

Ideato e promosso da / Founded and Promoted by:
Mattia Palazzi (Sindaco del Comune di Mantova)
con Lorenza Baroncelli (Assessore alla rigenerazione urbana e del territorio, marketing urbano, progetti e relazioni internazionali del Comune di Mantova)

Coordinamento Scientifico / Scientific Coordinator:
Sebastiano Sali

Curatore testi e immagini / Superintendent texts and images:
Giovanni Pasetti

Foto di / Photo by:
Gian Maria Pontiroli

Redazione/ Editors:
Erica Beccalossi
Sara Crimella
Carlotta Depalmas
Veronica Zirelli

Un ringraziamento speciale a / A special thanks to:
Emma Catherine Gainsforth
Elisa Gasparini
Paola Menabò
Ciro Molitierno
Paola Somenzi

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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