Una selezione di dipinti di allievi dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, per lo più ignoti, prodotti nella prima metà del Novecento: una raccolta stilisticamente varia, che ben rappresenta la crescita degli allievi dell'Accademia, molto attenti alle nuove correnti artistiche.

Ritratti Ottocenteschi
Il gruppo di dipinti è frutto di esercitazioni di allievi estremamente capaci dei corsi di pittura. Ritratti di altissima qualità, tuttavia privi di firma e datazione.

Questa tela sembra essere stata desunta da un originale fotografico, una novità introdotta dal docente e poi direttore dell'Accademia, Antonio Puccinelli, esponente di una pittura moderna.

Questo ritratto alimenta molte curiosità soprattutto in relazione all'identità del modello: pare che sia il professor Enrico Panzacchi, già ritratto da Vittorio Corcos nel 1894.

Ritratti Novecenteschi
Procedendo cronologicamente il fondo storico dell'Accademia accoglie un interessante gruppo di ritratti prodotti nell'arco del Novecento.

La capacità di penetrazione dell'ignoto autore nella psicologia della donna che gli sta di fronte, nella routine e nella quasi rassegnazione con cui essa si presta a posare, è notevole.

Singolarmente espressivo e talmente castigato nei mezzi pittorici, magre stesura à plat in buona parte della superficie, da far risaltare le venature del supporto ligneo quasi come un secondo disegno.

C'è un dettaglio curioso in questo dipinto: l'artista cominciò a dipingere un nudo, ma poi cambiò idea e optò per un mezzo busto femminile.

I calciatori
Non stupisce che un'opera come questa sia nata nell'epoca in cui il Bologna Calcio trionfava in Italia e in Europa e la nazionale italiana vinceva i Mondiali di calcio del 1934, per aggiudicarsi poi le Olimpiadi del 1936 e bissare il successo mondiale nel 1938. Alla genesi di questo interessantissimo dipinto deve aver contribuito, oltre alla lezione di un primitivismo e di un macchinismo ormai consolidati e diffusi, anche una certa grafica pubblicitaria in stile Art Déco, stilizzata e fumettistica, di cui Mario e Severo Pozzati erano maestri in quegli anni.

La forma quadrata del dipinto è insolita, ma funzionale all'occupazione frontale dello spazio da parte dei quattro atleti contro un orizzonte che si incurva per dinamizzare maggiormente la scena.

La Scuola di nudo
Le opere: una trentina fra dipinti su tela, tavola e cartone. Soggetto: la figura umana. Dimensioni: quasi sempre modeste, bozzettistiche, come è proprio delle esercitazioni eseguite in aula sotto la sorveglianza di un docente. Gli autori: allievi dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, più spesso ignoti che noti, ma con alcune emergenze di primo piano nel panorama artistico bolognese e non solo. Il periodo: la prima metà del Novecento e più specificatamente gli anni anteriori alla prima guerra mondiale, gli anni venti-trenta e il secondo dopo guerra.

Il dipinto più antico del fondo.

Forme neoclassiche, addirittura puriste nella loro assoluta perfezione, trapassi cromatici degni di una tarsia rinascimentale, un istinto infallibile nell'afferrare scorci e volumi.

I due dipinti di Ranuzzi si distinguono per una pennellata rapida e leggera, piacevolissima nel sottolineare appena, quasi accarezzandoli, i contorni della figura umana.

Con grande maestria Ranuzzi evidenzia con sapienza i tratti delicati, il rossore delle guance sulla pelle chiara, il colore leggermente violaceo delle articolazioni.

Il dipinto più giovane del fondo, datato intorno al 1960 ma di autore ignoto.

Margherita Poli
Nata Reggio Emilia nel 1909, iscritta all'Accademia fra il 1933 e il 1936, Margherita Poli fu una pittrice dal discreto talento, particolarmente interessata alla figura femminile.
Natura morta
Le due sole opere che suonano estranee a questo fondo, quasi fossero entrate a farne parte per caso o per errore, sono delle nature morte, né firmate né datate e stilisticamente assai simili.
Riconoscimenti: storia

Questa, in estrema sintesi, la fisionomia di un nucleo di dipinti conservati sin dall'epoca della loro esecuzione nei depositi dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, e che il paziente riordino condotto da Antonietta De Fazio, Fabia Farneti e altri docenti di storia dell'arte permette finalmente di apprezzare e studiare.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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