Palazzo Bonaparte
Il Palazzo è stato realizzato a partire dal 1658 per volere della Famiglia D’Aste. Passò tempo dopo alla Famiglia Rinuccini di Firenze. Letizia si trasferì definitivamente a Roma il 15 agosto del 1815, in seguito alla definitiva sconfitta del figlio e del suo esilio sull'isola di Sant'Elena. In questo palazzo, acquistato per 27000 piastre dalla Famiglia Rinuccini nel 1818, la Grande Mère, come era chiamata, visse fino alla morte, avvenuta nel 1836.

Da questo balconcino,posteriore rispetto al progetto iniziale, Letizia si affacciava tutti i giorni per guardare i passanti.Quando divenne cieca, era la sua dama di compagnia a descriverle il traffico

Palazzo Ruspoli
Palazzo Ruspoli, situato fra via dei Condotti e via del Corso, è uno degli edifici più noti di Roma. Fu realizzato su progetto di Bartolomeo Ammannati nel 1586 e commissionato dalla Famiglia Rucellai. Dai Rucellai, il palazzo passò ai Caetani nel 1629 che commissionarono una serie di lavori di ampliamento ed adeguamento dell'edificio. Bartolomeo Breccioli realizzò la facciata principale, e Martino Longhi il Giovane realizzò, tra l'altro, lo scalone d'onore composto da 100 gradini di marmo. Nella residenza in cui si trova le Suite Ortensia di Beauharnais, la Regina consorte d'Olanda, visse insieme a suo figlio, il giovane Napoleone III, imperatore del Secondo Impero francese e nipote di Napoleone Bonaparte I. In questa residenza, la madre di Napoleone III, Ortense, fece eseguire degli affreschi sui soffitti in modo da ricreare un'atmosfera francese a lei consona. Nel 1859, il cugino di Napoleone III, Carlo Napoleone Bonaparte, sposò Cristina Ruspoli, stabilendo il legame tra le famiglie Ruspoli e Bonaparte. Tra le tante persone illustri che abitarono Palazzo Ruspoli, troviamo l'anglo-tedesco Georg Friedrich Händel, che compose l'oratorio La Resurrezione, e che, nel 1709, fu anche il maestro di cappella del principe Francesco Maria Ruspoli.
Curiosità su Palazzo Ruspoli
Martino Longhi il Giovane realizzò lo scalone d'onore all'interno dell'edifico e composto da 100 gradini di marmo. La particolarità dello scalone è che ciascun gradino è formato di un solo pezzo di marmo lungo più di tre metri. Questo scalone era considerato una delle quattro meraviglie di Roma insieme al cembalo dei Borghese, al dado dei Farnese, alla scala dei Caetani e al portone dei Carboniani. 
Villa Paolina Bonaparte
Villa Paolina Bonaparte è una splendida villa voluta nel 1750 dal Cardinale Silvio Valenti Gonzaga, segretario di Stato del Papa Benedetto XIV. La sua superficie si estendeva, all'interno delle Mura Aureliane, da Porta Pia e Porta Salaria. Venne acquistata nel 1816 da Paolina Borghese, sorella di Napoleone Bonaparte andata sposa al principe Borghese, dove rimase fino al 1824. Dopo di lei, la Villa fu abitata dalla nipote Zenaide Bonaparte (nipote di Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone, e Julie Clary). Subì gravi danni in seguito alla presa di Roma. In effetti è dentro villa Paolina che si trovarono i bersaglieri quando, nel 1870, riuscirono ad oltrepassare le mura aureliane con la breccia di Porta Pia. Di proprietà della Germania fino alla seconda guerra mondiale come ambasciata Tedesca, dal 1920 al 1944.Nel 1945 i beni del Reich furono conquistati dagli alleati e la Francia l'acquisì per istallarci la sua rappresentanza presso la Santa Sede.
Riconoscimenti: storia

La mostra è stata curata dal Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO - Lazio: Antonio Geracitano, Marco Anzellotti, Vittoria Azzarita, Andrea Bangrazi, Ilaria Cacciotti, Francesca Candelini, Giovanni Cedrone, Carlotta Destro, Caterina Francesca Di Giovanni, Alessandra Feola, Paolo Ianniccari, Marta Lelli, Laura Leopardi, Ginevra Odone, Dario Saltari, Paolo Scipioni.

Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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