“A primavera la Val di Non è un giardino fiorito, una ricchissima tavolozza di bianchi e di rosa sul verde cupo dei boschi”

La Storia

Già alla fine del secolo XVII, epoca in cui le coltivazioni prevalenti erano quelle del gelso e della vite, la qualità delle produzioni frutticole della Val di Non è certificata da diplomi e targhe rilasciati nelle principali mostre ortofrutticole dell’Impero Austroungarico. 

Tali riconoscimenti rappresentano anche le prime certificazioni della vocazione territoriale delle valli del Noce e dell’intraprendenza della sua popolazione.

Gli agricoltori di punta dell’epoca ebbero l’intuizione di cogliere le indicazioni di quel periodo economico, e intravedere la possibilità di sostituire e di integrare le ormai scarse capacità di dare reddito da parte di gelso e vite con l’introduzione e la coltivazione di meli e peri.

Fu dopo la Seconda Guerra Mondiale che la frutticoltura si affermò definitivamente in tutta la Valle di Non, divenendo indiscutibilmente l’attività agricola più importante.

Nel 1989 nasce il marchio Melinda per certificare l'origine e la produzione delle mele come risposta dei frutticoltori trentini alla presenza sul mercato italiano di mele note come “mele della Val di Non”. 

In quell'anno le prime 13 cooperative, seguite dopo breve tempo dalle altre 4, rinunciano ognuna al proprio marchio mettendo in comunione impegno, conoscenza e tanta passione per realizzare un sogno: riunire sotto un unico nome e marchio di fantasia la produzione delle valli di Non e di Sole.

Tra i paesi membri dell'Unione Europea, l’Italia è il principale produttore europeo per il consumo fresco di mele, ma solo le Golden, Red Delicious e Renetta della Val di Non hanno meritato nel 2001 il marchio DOP di cui nessun’altra mela italiana può fregiarsi.

Il Prodotto

La Mela Val di Non DOP è prodotta solo in un’area limitata, situata a nord-ovest della provincia di Trento caratterizzata da condizioni climatiche e pedologiche che la rendono da sempre una delle zone più vocate al mondo per la produzione di mele. 

È anche per questo che in Val di Non la tradizione della coltivazione del melo è documentata da oltre 2000 anni.

I frutticoltori aderenti al Consorzio di Tutela devono rispettare il Disciplinare di Produzione della DOP Mela Val di Non approvato dalla Commissione Europea.

La denominazione Mela Val di Non DOP è riservata esclusivamente a mele delle varietà Golden delicious, Red delicious, Renetta del Canada prodotte in Val di Non e che siano di categoria 1A ed Extra e superino i valori di croccantezza e di tenore in zuccheri ed acidi naturali stabiliti dal Disciplinare di Produzione approvato dalla Commissione Europea.

La Mela Val di Non DOP perciò non solo è sana e bella da vedere, ma è anche molto buona da mangiare.

Territorio

La Val di Non è una delle principali valli del Trentino, situata nella parte nord-occidentale della provincia. È costituita da un ampio altopiano, attraversato dal torrente Noce e conta 38 comuni. 

La valle di Non, per usare un paradosso, non è una valle, ma un altopiano. La più ampia valle del Trentino è infatti caratterizzata da una serie di anfiteatri ondulati che, quasi a cerchi concentrici, passano dalle quote più basse con il paesaggio segnato dai frutteti, alla vegetazione alpina di boschi, prati e rocce.

Questo altopiano lungo e ondulato, con le incisioni dei corsi d'acqua che hanno scavato profonde forre è chiuso a nord dal gruppo montuoso delle Maddalene, a sud-ovest dalle Dolomiti di Brenta, a est dal sottogruppo orientale dei monti Anauni; a sud dal massiccio della Paganella e dalla sella di Andalo. 

Le coordinate geografiche spiegano in parte la ricchezza dell'agricoltura della valle, con gli imponenti magazzini di frutta che sono il corrispettivo moderno dei castelli di un tempo, e gli uni e gli altri punteggiano, assieme ai campanili, un paesaggio fortemente antropizzato.

Riconoscimenti: storia

Curator — Consorzio Melinda

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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