Le Collezioni Lorenesi al Museo Galileo, Firenze
1737-1859
Le Collezioni Lorenesi

Con la morte di Gian Gastone de' Medici nel 1737, la Toscana passò sotto gli Asburgo-Lorena. Il granduca Pietro Leopoldo (1747-1792) promosse la riorganizzazione delle collezioni scientifiche che, a partire dal 1769, furono trasferite dagli Uffizi all'Imperiale e Regio Museo di Fisica e Storia Naturale, allestito nelle sale di Palazzo Torrigiani, presso palazzo Pitti, e inaugurato nel 1775 sotto la direzione di Felice Fontana (1730-1805). Il nucleo proveniente dal patrimonio mediceo fu integrato negli anni con attrezzature costruite nelle officine del Museo: macchine da dividere, vari strumenti di fisica, modelli in cera, banchi e tavoli da lavoro, nonché strumenti di precisione acquistati all'estero. Parte di questo patrimonio è esposto in questa sala nelle vetrine originali del museo di Fisica. Il Museo fu anche dotato di un osservatorio astronomico, che ebbe tra i suoi direttori il celebre astronomo e ottico Giovanni Battista Amici (1786-1863). Nel 1841, sotto la direzione di Vincenzo Antinori, la parte più antica della raccolta fu collocata nella Tribuna di Galileo. La collezione continuò a crescere fino al 1859, quando l'ultimo granduca lorenese, Leopoldo II, abbandonò la Toscana.

La mano che scrive
Il Banco chimico di Pietro Leopoldo

Lo spettacolo della scienza

Lo spettacolo della scienza

La spettacolarità caratterizzò molti aspetti della scienza settecentesca. L'alta società del tempo, avida di novità e intrattenimenti, era affascinata dai fenomeni della fisica sperimentale. Nelle corti e nei salotti - come quello in parte ricostruito sul fondo della sala - le leggi della natura venivano illustrate da docenti itineranti che insegnavano la scienza per mezzo di spettacolari dimostrazioni. Servendosi di pompe pneumatiche, planetari, microscopi solari e macchine per lo studio degli urti, essi offrivano corsi di fisica senza ricorrere al difficile linguaggio della matematica. Le lezioni erano spesso vere e proprie rappresentazioni teatrali e fornivano occasioni di incontro e socialità. Nel corso del secolo la diffusione di nuove macchine elettrostatiche “a strofinio” dette origine a divertenti “serate elettriche”, durante le quali i dimostratori mettevano in scena spettacolari performance a base di attrazioni, repulsioni, scosse e scintille, che dame e cavalieri potevano sperimentare sul proprio corpo.

Pompa pneumatica tipo Nollet
Paradosso meccanico

L’insegnamento delle scienze

Queste sale ospitano strumenti e macchine ideati per illustrare a un vasto pubblico principi della meccanica, dell'idraulica, dell'elettrostatica e dell'ottica. La moda culturale che stimolò nel secolo XVIII la curiosità per le più spettacolari dimostrazioni sperimentali, tra le classi colte stimolò anche la richiesta di strumenti didattici. I modelli per lo studio della meccanica esposti nella prima sala rispecchiano fedelmente quelli proposti nei trattati dei più famosi scienziati e dimostratori settecenteschi e rimasero in uso, con poche modifiche, sino ai primi decenni del Novecento. Nella seconda sala sono esposti strumenti didattici di ottica, idraulica e pneumatica, elettromagnetismo ed elettrodinamica. La produzione industriale degli strumenti didattici, che ebbe i suoi centri di eccellenza a Londra e a Parigi, in Italia rimase limitata. Per questo motivo numerose collezioni erano formate in larga misura da strumenti acquistati all'estero.

L’insegnamento delle scienze
Pompa idraulica
Astuccio elettromagnetico di Nobili

L’industria degli strumenti di precisione

L’industria degli strumenti di precisione

Nel Settecento e nell'Ottocento, la produzione di strumenti di precisione per l'astronomia, la geodesia, la topografia e la navigazione si concentrò in Inghilterra, Francia e Germania. Il costruttore inglese Jesse Ramsden (1735-1800) inventò la prima macchina per dividere con precisione le scale graduate. In Baviera Joseph von Fraunhofer (1787-1826) produsse il miglior vetro ottico mai realizzato. In Italia, solo Giovanni Battista Amici (1786-1863) fu in grado di realizzare strumenti ottici originali, molti dei quali sono esposti in questa sala. Fra questi vi sono eccellenti microscopi e telescopi di grandi dimensioni. Da queste innovazioni trasse giovamento la strumentazione degli osservatori astronomici, che cominciarono a diffondersi anche in Italia a partire dai primi decenni del Settecento. L'osservatorio fiorentino (1780-1789), annesso al Museo di Fisica e Storia Naturale, che ambiva a competere con i grandi centri di Greenwich e Parigi, fu dotato di strumenti di fabbricazione prevalentemente inglese.

Telescopio Amici II
Microscopio composto

Misurare i fenomeni naturali

L'affermazione del metodo sperimentale nel Seicento e l'entrata in scena di nuovi strumenti fecero progredire l'indagine dei processi naturali, favorendo la scoperta delle leggi che li governano e di fenomeni fino ad allora sfuggiti alla percezione dei sensi. Nella prima sala sono esposti strumenti relativi alle misurazioni atmosferiche, allo studio della luce e alla microscopia: i barometri e i termometri consentirono di compiere misurazioni sempre più precise, mentre i microscopi potenziarono enormemente la capacità di penetrazione della vista, rivelando aspetti del microcosmo del tutto inaspettati. Accanto agli strumenti per l'osservazione dei fenomeni naturali, nel Settecento furono ideati dispositivi che agivano sulla natura stessa, producendo nuovi fenomeni. Le macchine elettrostatiche suscitarono enorme interesse, aprendo nuovi orizzonti alla ricerca scientifica. D'altra parte, l'invenzione della pila nel 1800 aprì l'era dell'elettrodinamica e dell'elettrochimica. Nella sala succecssiva sono esposti numerosi strumenti legati allo studio delle correnti elettriche e dei loro effetti. In pochi decenni questi studi portarono a scoperte fondamentali e alla nascita dell'elettromagnetismo, le cui applicazioni pratiche avrebbero contribuito a innescare una nuova rivoluzione industriale.

Misurare i fenomeni naturali
Barometro doppio
Grande galvanometro astatico di Nobili

La chimica e l’utilità pubblica della scienza

La chimica e l’utilità pubblica della scienza

A partire dal Settecento, gli strumenti scientifici diventarono un elemento consueto nelle case delle classi elevate. Il successo della scienza sperimentale creò, infatti, un nuovo mercato per i costruttori di strumenti che, accanto ai pezzi unici per collezionisti, introdussero una serie di apparecchi standard corredati da kit di accessori. Nella grande teca, al cui interno si può ammirare una vetrina dell'età lorenese, sono esposti microscopi composti, telescopi riflettori e macchine elettrostatiche, che venivano solitamente impiegati in ambito domestico per intrattenimento culturale e autoistruzione. Alcuni strumenti divennero oggetti d'arredamento, e furono esibiti come simboli dell'elevato livello culturale e sociale dei loro proprietari: splendidi orologi da tavolo, eleganti globi, barometri e termometri finemente decorati. Nelle dimore aristocratiche non mancavano poi oggetti stravaganti, come il cannocchiale per signora, corredato di scatolette d'avorio per la toilette delle dame, o il cannocchiale a forma di bastone per i cavalieri.

Farmacia portatile
Lente usata per esperimentisulla combustione dei diamanti e altre pietre preziose

La scienza in casa

La scienza in casa

In questa sala è possibile osservare come, a partire dal Settecento, gli strumenti scientifici diventarono un elemento consueto nelle case delle classi elevate. Il successo della scienza sperimentale creò, infatti, un nuovo mercato per i costruttori di strumenti che, accanto ai pezzi unici per collezionisti, introdussero una serie di apparecchi standard corredati da kit di accessori. Nella grande teca, al cui interno si può ammirare una vetrina dell'età lorenese, sono esposti microscopi composti, telescopi riflettori e macchine elettrostatiche, che venivano solitamente impiegati in ambito domestico per intrattenimento culturale e autoistruzione. Alcuni strumenti divennero oggetti d'arredamento, e furono esibiti come simboli dell'elevato livello culturale e sociale dei loro proprietari: splendidi orologi da tavolo, eleganti globi, barometri e termometri finemente decorati. Nelle dimore aristocratiche non mancavano poi oggetti stravaganti, come il cannocchiale per signora, corredato di scatolette d'avorio per la toilette delle dame, o il cannocchiale a forma di bastone per i cavalieri.

Microscopio composto
Elettrometro di Lane su bottiglia di Leida
Riconoscimenti: storia

Curator — Filippo Camerota
Curator — Giorgio Strano
Photo — Museo Galileo Photographic Laboratory
Video — Museo Galileo Multimedia Laboratory
Editor — Marco Berni

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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