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Il Tessile di Macerata

Unioncamere

“La tessitura a liccetti pendenti sembra essere una peculiarità marchigiana: probabilmente la tecnica nacque dalla necessità di semplificare il lavoro riducendo i tempi di manodopera”

La Storia

Molto rappresentativa del territorio marchigiano è la tessitura a liccetti, per la quale è necessario un telaio tradizionale impostato secondo l’antico procedimento tessile che fin dal XIII-XIV secolo, ha permesso la realizzazione su tessuto di liste figurative stilizzate. 

L’esistenza in Italia di questo procedimento tessile è documentato ampiamente nei dipinti degli artisti del ‘300-‘400, ad esempio negli affreschi presenti all’interno della Basilica di San Nicola a Tolentino e nelle stoffe rustiche dell’Italia centrale, conservate fino a oggi grazie allo spirito a alla passione delle donne marchigiane. 

La tessitura a liccetti era utilizzata in passato per arricchire il corredo delle giovani spose con coperte, lenzuola, asciugamani, tovagliati, arazzi, tendaggi e tappeti.

Interno della Basilica di San Nicola a Tolentino.

Si vennero presto a definire due sostanziali differenze tra la produzione tessile dei liccetti locali e quella del resto d’Italia: in primo luogo la scelta del filato, più modesto e semplice nel primo caso (cotone e lino), sfarzoso nel secondo caso (seta e fili d’oro).

Anche le tecniche di tessitura, basandosi sugli stessi principi, presentano delle differenze. 

Seppure incerta o difficile da confermare risulti la paternità dell’antica tessitura a liccetti, (esercitata di sicuro anche nelle altre regioni italiane), documenti d’archivio e testimonianze pittoriche confermano la pratica e la produzione tessile nelle Marche, dove a tutt’oggi, nella provincia di Macerata, si trovano ancora appassionate artigiane.

Le Fasi

L’orditura è l’operazione con la quale si prepara l’ordito (fili verticali) allo scopo di ottenere un numero di fili necessari alla larghezza del tessuto richiesto, ognuno della medesima lunghezza e disposti secondo un certo ordine che permetta di infilarli nelle maglie dei licci e nel pettine senza incrociarli. 

Le fasi produttive e la tecnica di lavorazione a liccetti partono dalla preparazione manuale delle maglie dei licci fino alla operazione del tessere; devono assicurare cioè che il prodotto finito mantenga inalterate tutte le caratteristiche peculiari disposte dal disciplinare della Regione Marche.

Primo passo necessario è la messa in carta: una figura geometrica, ad esempio un rombo, viene disegnato su di una carta quadrettata, facendo attenzione a scurire con un tratteggio i quadretti che evidenziano la losanga e lasciando bianchi i quadretti che dovranno indicare il fondo. 

Dopo il disegno si parte per la preparazione dei liccetti che comanderanno l’alternarsi dei quadretti bianchi e scuri.

Dettaglio dei liccetti

I disegni più elaborati richiedono qualche dozzina di liccetti. L’operazione della tessitura richiede che la tessitrice venga coadiuvata da un’esperta aiutante, la quale abbassando i liccetti e inserendo nell’ordito una tavola per piatto poi ruotarla, crea un passo alternativo d’ordito.

Il Prodotto

La Regione Marche ha voluto valorizzare, promuovere e tutelare la tradizione degli antichi mestieri artigiani con il nuovo marchio Marche Eccellenza Artigiana. 

I tessuti a liccetti devono rispettare la tradizione tecnica e formale che si è consolidata nel corso dei secoli nel contesto storico e culturale nel territorio della Regione Marche e nello specifico nell’entroterra maceratese, con riferimento sia all’applicazione delle tecniche di realizzazione e materie prime utilizzate, che all’icononografia tessile. 

I filati devono essere composti esclusivamente di fibre naturali animale o vegetale. Le tinture devono essere prodotte con colori naturali di origine animale o vegetale e i tessuti devono essere realizzati con un tradizionale telaio orizzontale.

Iconografia degli Ornamenti

Storicamente gli ornamenti erano semplici forme geometriche: greche, quadrati, losanghe ripetute in più ordini. Lo sviluppo dei motivi decorativi prende in esame un unico modulo che si ripete a specchio per tutta l’altezza del tessuto. 

Si tratta di disegni stilizzati di animali come uccellini, aquile, cagnolini, la cui altezza delle figure è limitata, tale da costituire solo fasce di bordure. 

Quando il disegno divenne più alto, cioè realizzato con maggior numero di liccetti, la figura divenne simbolica e coerente con l’uso al quale era destinato il manufatto. 

Frequenti sono le figurazioni di leoni, draghi, aquile, grifoni pavoni, uccelli; seguono sempre più rari l’unicorno, il cervo, il centauro, l’arpia.

Una delle figure allegoriche rappresentata in molteplici versioni è l’albero della vita: stilizzazione di un albero a cono rovesciato che reca frutti rituali (fiori o grappoli d’uva, pampini di vite) e simboleggia il ciclo dell’esistenza.

Dettaglio della decorazione della tovaglia della Basilica di San Nicola a Tolentino

Il Territorio

La tecnica dei liccetti è regolamentata dall’adozione del disciplinare di produzione della tessitura a mano da parte della Regione Marche nella Provincia di Macerata e nel Territorio del GAL Sibilla.

Sviluppatasi nell’Appennino umbro-marchigiano, per secoli viene praticata all’interno dei conventi per la produzione di tovagliati la cui iconografia presenta elementi d’ispirazione naturalistica. 

La tessitura ha laboratori preziosi anche a Pievebovigliana e a Santangelo in Pontano.

Una veduta aerea di Macerata
Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Macerata

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