1325

Le Calzature di Macerata

Unioncamere

“La nascita del distretto affonda le sue radici nella tradizione calzaturiera della zona, vecchia di alcuni secoli, grazie alla presenza di molti maestri calzolai”

La Storia

Nell’estate del 1325 si svolse in alcuni centri della Marca il processo per la canonizzazione di San Nicola da Tolentino. 

Alla presenza dei legati pontifici, che dovevano raccogliere notizie e prove sulla vita e sui miracoli del Santo, furono invitati a deporre 371 testimoni di varia estrazione sociale. 

Tra i testi intervenuti a deporre Buzzarello di Giovanni, dopo aver giurato, riferisce di un forte dolore che lo aveva colpito nella mano destra impedendogli di lavorare e che, per intercessione del Santo, era scomparso del tutto. Ma non era il solo miracolo che aveva ottenuto. 

L’anno precedente il processo fece voto a San Nicola di recarsi sulla sua tomba e offrirgli un piede di cera se fosse stato liberato dal dolore: “et facto voto predicto fuit liberatus”.

L’importanza della deposizione è evidente: è la relazione “ante litteram” di un infortunio sul lavoro accaduto a un conciatore di pellami, il quale, mentre stava preparando e lavando il cuoio, aveva messo inavvertitamente il piede destro dentro la calce viva che gli aveva corroso la carne vicino al malleolo e in conseguenza gli si erano gonfiati la gamba e il piede. 

L’episodio riportato testimonia una particolare e complessa attività lavorativa come quella conciaria, che già agli inizi del Trecento era diffusa e sviluppata nella regione. 

Ancona con il suo porto divenne il maggior centro di smistamento di cuoi e pellami provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico, tanto che Braudel la chiama, relativamente al Cinquecento, “città delle pelli”.

Naturale quindi che nascesse in questa regione anche la lavorazione della calzatura.

La Produzione

La realizzazione del modello rappresenta una fase cruciale del processo produttivo.

Il modellista trasferisce il disegno dello stilista, prima manualmente e successivamente mediante l’utilizzo del CAD, su un piano. Questa attività servirà a creare le sagome di cartoncino che ricalcano le singole parti di pellame che compongono il modello.

L’utilizzo di pellami di massima qualità e l’abilità manuale di esperti artigiani hanno un ruolo decisivo per un risultato di alta qualità. Un bravo tagliatore deve avere confidenza con l’intero processo di fabbricazione delle scarpe e con le caratteristiche delle diverse qualità di pelle. Il tagliatore, dopo aver controllato e selezionato i pellami, posiziona le sagome di cartoncino sul cuoio per ottenere un taglio perfetto delle varie parti del modello creato.

A valle delle operazioni di taglio si colloca la fase che porterà alla realizzazione della tomaia completa, primo importante semilavorato dal quale la scarpa viene creata.

La fase produttiva che comprende l’assemblaggio e cucitura della tomaia e della fodera, l’inserimento dei rinforzi, l’applicazione degli accessori e degli occhielli, è prevalentemente affidata alla maestria delle orlatrici che svolgono ancora oggi un lavoro prevalentemente manuale.

Una volta terminata la fase di assemblaggio la tomaia viene posta su una forma in plastica che simula il piede. 

Nella fase del finissaggio vengono effettuate le ultime rifiniture e, attraverso diversi passaggi di stiratura, spazzolatura e pulitura dei pellami, la scarpa giunge alla fine del suo processo produttivo.

Il Territorio

Negli anni del Secondo Dopoguerra le regioni centrali e nord-orientali italiane furono caratterizzate da un particolare processo di industrializzazione.

Nel caso specifico nel distretto maceratese-fermano, artigiani, mercanti, imprenditori, lavoratori a domicilio, venditori e ambulanti sono i protagonisti di una storia più che secolare. 

Lo sviluppo vero e proprio del distretto avviene grazie alla crescita della domanda nazionale e internazionale di calzature che si registra a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso.

Il Distretto Maceratese è caratterizzato da un elevato grado di specializzazione manifatturiera, da reti locali di imprese costruite sui bassi costi di transazione, da una struttura produttiva estremamente frammentata che dà luogo ad una elevata disintegrazione verticale del processo produttivo.

Una veduta di Civitanova Marche.

Il distretto calzaturiero maceratese- fermano  oltre i quattro centri di più antica lavorazione Montegranaro, Monte Urano, Monte San Giusto, Sant’Elpidio a Mare, comprende nella provincia di Macerata, Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Monte San Giusto, Mogliano e Corridonia. 

Il distretto è specializzato nella produzione di pelle, cuoio e calzature. Il prodotto di specializzazione del distretto è la calzatura e la produzione di tutte le componenti della scarpa.

Riconoscimenti: storia

Curator — Camera di Commercio di Macerata

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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