Storia delle miniere e dei minatori

Miniere Bagnore e Monte Labbro
Nel 1923 vicino alla città di Bagnore vennero costruiti forni per la cottura del minerale.

Il lavoro nella miniera di Bagnore era particolarmente difficile a causa delle frequenti fuoriuscite di acqua calda, fino ai 50' ricche di gas.

Intervista al minatore Ottavio Bianchi di Santa Fiora.
Entrato a lavorare nel sottosuolo nel 1960. Spiega come avveniva l'avanzamento nella miniera di Bagnore.

I problemi di coltivazione della miniera, dovuti alla presenza di gas, come nella vicina miniera di Bagnore, furono superati grazie a maschere ad aria compressa.

In miniera si scende dai pozzi di estrazione o dalle discenderie, piani inclinati da percorrere a piedi. L’avanzamento e l’estrazione avvengono per mezzo di picconi, picconi pneumatici ed esplosivi.

Individuato il giacimento cinabrifero, lo si seguiva in profondità con "pozzi e discenderie" dai quali si staccavano le "gallerie di livello" che lo delimitavano in altezza.

Nel processo di lavorazione da cinabro a mercurio, si avevano sia perdite di vapori di mercurio che di mercurio allo stato liquido, ed erano fortemente contaminati anche i fanghi "neri" di risulta.

L'energia elettrica per i sistemi di ventilazione e per il funzionamento dei forni, veniva dalla centrale idroelettrica di Santa Fiora, costruita nel 1907 per l'elettrificazione delle miniere del Siele e delle Solfarate

Santa Barbara è la patrona dei minatori, di tutti coloro che lavorano con gli esplosivi, dei marinai, dei pompieri, ma anche degli architetti.

Sul Monte Amiata per Santa Barbara le scuole erano chiuse, poichè chiunque aveva un familiare che lavorava in miniera e allora si andava a messa e si pranzava tutti assieme per festeggiare.

Santa Barbara è invocata contro la morte improvvisa da esplosioni, infatti i luoghi dove sono conservati gli esplosivi sono chiamate "Sante Barbare". La sua festa si tiene il 4 dicembre.

Occupazioni, scioperi e manifestazioni
Contro la chiusura delle miniere, i licenziamenti, la sicurezza sul lavoro, l'aumento del salario.

Nel 1973 la grave crisi del settore mercurio porta inizialmente al fermo dei forni del Siele e del Morone, con occupazione e manifestazioni da parte dei minatori e delle loro famiglie.

Le donne intervennero protestando e picchettando il piazzale antistante la miniera, preoccupandosi di accendere dei falò per il freddo e distribuendo cibo ai minatori che occupavano la galleria.

Nel 1932 lo stabilimento minerario del Siele licenzia per mancata vendita del prodotto 146 operai. Dei 2.243 minatori occupati nelle miniere dell' Amiata fino a 5 anni prima, ne restano solo 367.

Negli anni '70 con lo smantellamento dei Forni Pacic della miniera di Bagnore fu chiaro ai minatori e alle loro famiglie che i licenziamenti, data la chiusura della miniera, sarebbero stati definitivi

Il ’58 conobbe due mesi ininterrotti di proteste e scioperi dei minatori che culminò con l’occupazione e il presidio per sedici giorni, dei cunicoli delle miniere della Siele.

Villaggio minerario del Siele: palazzo della direzione, impianti industriali per la lavorazione del cinabro, vi erano anche le abitazioni civili, la scuola, la cappella, lo spaccio, un’infermeria.1897

Nel 1870 sotto il controllo del Rosselli e Sara Levi Nathan la miniera ebbe una rapida crescita, grazie alla scoperta di un giacimento intatto con un tenore medio prossimo al 38% di mercurio.

Il Siele è la prima miniera di mercurio italiana ad entrare in attività. Nel 1847 viene costituito a Livorno lo “Stabilimento mineralogico Modigliani” inizia l’industria estrattiva dell'Amiata.

A causa dell'abolizione del cottimo collettivo, con il conseguente dimezzamento delle buste paga, i minatori occuparono la miniera fino al suo ripristino.

Le Società SIELE ed ARGUS nel 1958, dopo 30 giorni di occupazione, furono sconfitte e costrette a ripristinare il salario decurtato del 50% e a pagare tutte le giornate di occupazione delle miniere.

Il minerale veniva cotto nei forni, a temperature elevatissime superiori a 600°. In questo modo si formavano i vapori di mercurio che raffreddandosi si trasformavano in metallo liquido.

Miniera del Morone. Dominata dalla rocca aldobrandesca, già sfruttata al tempo degli Etruschi ed in epoca medioevale per l'estrazione del cinabro, antimonio e per la produzione del vetriolo

Nel 1908 nella miniera di Cortevecchia, nel comune di Santa Fiora, furono trovate delle corna di cervo tagliate a forma di zampette ed un'ascia di roccia ofiliolitica.

Di Minatori e di altre genti
L'attività mineraria non dava lavoro solo in miniera, ma sviluppava anche un indotto economico al di fuori di essa.

Il minerale una volta fuori dalla galleria, veniva distribuito all'asciugatura o se sterile, cioè senza minerale, in discarica.

Anni 50,legge Fanfani.
Data l’elevata disoccupazione di quei tempi, questi cantieri rappresentarono, anche se solo per alcuni mesi all’anno, una fonte di sostentamento per le famiglie nullatenenti.

L’ Arganista era l’addetto alle manovre dell’argano del pozzo per il trasporto del personale e del materiale estratto.

Durante il periodo del fascismo, chiamavano donne e uomini disoccupati per lavori temporanei.
Donne addete al rimboschimento alla Fonte delle Monache sul Monte Amiata

Nel 1935 era possibile fare le quindicine, cioè si facevano impianti per gli alberi, dedicate a chi era disoccupato. Altri lavori da donne: ricamo, orto, pastorizialo, mietitura e cura della casa.

Minatore che risale la rimonta, armata con troppoli di legno. Le scale potevano essere sia di legno che in muratura, che in pietra.

A 13 anni parte per la dicioccatura in Maremma
A 18 anni va a lavorare alla miniera di Baccinello. Nel 1958 scavando rinvengono degli "ossicini", erano lo scheletro di un Oreopitechus Bambolii.

Emigrazione mineraria verso la Maremma. Nel 1928 la crisi del mercato a livello mondiale crea un quasi totale blocco delle attività. Ad Abbadia S. Salvatore da 1300 minatori si arriva nel 1932 a 21.

Camion usato per lo scarico dei rosticci lungo il fosso del Siele, i rosticci erano il minerale cotto ormai sterile venivano scaricati lungo il fosso del Siele.

Nelle coltivazioni che dovevano rimanere aperte per poco tempo (coltivazioni) si impiegava l'armatura in legname.
In altri casi si impiegava un rivestimento in conci sagomati di legno (troppoli).

La farina fossile di Bagnolo, zona Fontespilli, è il residuo fossile di microscopiche alghe della famiglia delle diatomee. Formata da un'alta percentuale di carbonato di calcio e diossido di silicio

Fine turno o fine gita. In miniera si scendeva a squadre di due elementi , il minatore e il manovale o l'aiutante minatore, di solito più giovane.

Armatore al lavoro. Il suo compito era quello di mettere e mantenere in sicurezza la galleria, montando le armature che sostenevano le parti friabili della roccia.

Minatori all'avanzamento. La volata indicava la disposizione e il caricamento del materiale esplosivo necessario per abbattere una parete rocciosa durante i lavori della galleria.

Spagna e Italia, paesi con i più ricchi giacimenti costituirono nel 1936 il Cartello europeo del mercurio per disciplinare le esportazioni e uniformare i prezzi del metallo sul mercato mondiale.

il mercurio veniva versato in bombole di ferro, o acciaio, di 2,7 litri di volume, chiuse da un tappo a vite, con peso di 34,5 kg.

Infortuni e morti erano causati dall'anidride carbonica, da frane, esplosioni, crolli e le tutele dei lavorati, come la sicurezza sul lavoro negli anni '50 del 1900 erano ancora carenti.

Riconoscimenti: storia

Si ringrazia l'Associazione Minatori per il Museo grazie alla quale esiste e perdura il Museo delle Miniere del Monte Amiata di Santa Fiora.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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