2016

Fit For a Queen: il guardaroba creato per Sua Maestà la Regina Sirikit da Pierre Balmain

Queen Sirikit Museum of Textiles

Un viaggio tra gli eleganti abiti ideati dal couturier Pierre Balmain per Sua Maestà

Fit For a Queen: il guardaroba creato per Sua Maestà la Regina Sirikit da Pierre Balma
Fit For a Queen: il guardaroba creato per Sua Maestà la Regina Sirikit da Pierre Balmain In onore del lieto evento della chiusura del 7° ciclo per Sua Maestà la Regina Sirikit il 12 agosto 2016, il Queen Sirikit Museum of Textiles presenta “Fit For A Queen”, una nuova mostra focalizzata sui 22 anni di relazione professionale tra Sua Maestà e il couturier francese Pierre Balmain. La mostra sarà visitabile dal 4 agosto 2016 fino a giugno 2018, offrendo ai visitatori la possibilità di ammirare più di 30 tra i più eleganti abiti da giorno, da cocktail e da sera di Sua Maestà, oltre ad alcuni accessori e a diversi pezzi della collezione di bagagli realizzati appositamente per i sovrani da Louis Vuitton, molti dei quali mai mostrati prima in pubblico.
Perché Sua Maestà la Regina Sirikit ha commissionato a un designer straniero la creazione del proprio guardaroba?
Nel 1960, Sua Maestà il Re Bhumibol Adulyadej e Sua Maestà la Regina Sirikit hanno intrapreso una storica visita di Stato in 15 nazioni occidentali. Il tour rappresentava la presentazione formale all’Occidente della giovane coppia reale. Sua Maestà ha deciso che avrebbe avuto bisogno di un guardaroba in stile occidentale alla moda e appropriato per la stagione da indossare durante i sei mesi di viaggio e ha ingaggiato il rinomato couturier francese parigino Pierre Balmain per realizzarlo.

Sua Maestà la Regina Sirikit e Balmain

Balmain disegnò per Sua Maestà un guardaroba composto da abiti da giorno, da cocktail e da sera e capispalla praticamente per qualsiasi occasione. Conosceva le particolari riflessioni alla base delle scelte della Regina e presentò le proprie proposte di conseguenza: i Suoi abiti dovevano essere il simbolo di un’eleganza immortale senza però correre il rischio di diventare antiquati.

Sono nati così molti dei simboli caratteristici dello stilista: giacche e abiti con piccoli laccetti sulla parte anteriore e sul retro, fasce stile obi attorno alla vita, tagli effetto drappeggio su fianchi e vita, lo sfarzoso utilizzo dei fiocchi e ampi fiori in seta sui risvolti o sui corpini.

Oltre al disegno e alla realizzazione degli abiti per Sua Maestà, a Balmain fu commissionato anche il compito di gestire la scelta e l’acquisto di tutti i suoi accessori, e per tale compito egli collaborò con fonti interne ed esterne. I cappelli di Sua Maestà furono realizzati dalla modisteria interna di Balmain, solitamente in coordinato con completi specifici. Anche le pellicce, le stole e le decorazioni in visone, cincillà e breitschwanz per l’autunno e l’inverno europei furono realizzati appositamente dal pellicciaio Claude Wittelson.

Pierre Balmain

Pierre Balmain nacque nel 1914. Abbandonò gli studi di architettura per dedicarsi alla sua passione di sempre, la moda. Il suo apprendistato nell’alta sartoria ebbe inizio nel 1934, quando fu assunto come designer junior dal couturier Edward Molyneux, che in quel periodo era all’apice della carriera come uno dei principali portavoce dell’estetica elegante, slanciata e raffinata degli anni ’30. Balmain collaborò con Molyneux per quattro anni. Dichiarò in seguito che Molyneux gli lasciò in eredità un debole per il colore beige e “l’orrore per i dettagli pacchiani”.

Balmain in seguito passò a lavorare come designer da Lucien Lelong. Lelong era più un direttore che un designer e assunse Christian Dior e Balmain per lavorare alle collezioni della casa.

Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, Balmain era ormai pronto a viaggiare da solo. Trovò una sede appropriata al 44 di rue François 1er nell’elegante VIII Arrondissement (ancora oggi sede della società) e presentò una piccola prima collezione il 12 ottobre 1945, “basata sul tema del lusso unito alla semplicità, con un leggero tocco di Oriente” – un concetto che potrebbe applicarsi tranquillamente ai suoi successivi lavori per Sua Maestà.

La palette di colori usata da Balmain in quella stagione comprendeva variazioni di giallo, marrone, grigio, rosso brillante, varie tonalità di blu e bianco e nero, da soli o combinati. Fu utilizzata anche un’ampia varietà di motivi, compreso l’utilizzo dei pois, uno dei preferiti da Balmain.

L’abito nazionale tailandese

Balmain, insieme a François Lesage, il quale aveva realizzato i ricami per gli abiti formali di Sua Maestà, rimase strettamente legato allo sviluppo dello stile di Sua Maestà la Regina.

Balmain disegnò gli abiti in stile occidentale per i continui viaggi internazionali di Sua Maestà e lui e Lesage presto iniziarono a realizzare anche i Suoi abiti in stile tailandese.

Dall’inizio degli anni ‘70, il lavoro di Balmain e Lesage si era esteso allo sviluppo di strategie per trasformare le sete tailandesi in eleganti abiti occidentali, indossati da Sua Maestà per promuovere l’opera della Sua Fondazione SUPPORT.

Abiti da giorno
Sua Maestà e Balmain scelsero principalmente delle linee semplici per gli abiti da giorno, un approccio che si adattava perfettamente alla figura piccola e snella della Regina.

Completi dalle tonalità vivaci

Un modello amato da Sua Maestà

Seguendo la formula dell’abbinamento di gonna e giacca in tinta unita con un top con motivo, questo completo arancione presenta una blusa con un nodo sullo scollo. Era un modello molto amato da Sua Maestà.

Un elemento caratteristico di Balmain

Le chiusure con nodo sulle bluse sono un marchio distintivo di Balmain.

Un completo straordinario

La giacca di questo straordinario completo è aperta al centro sul retro dalle scapole fino al fondo, lasciando intravedere a ogni movimento di chi lo indossa l’abito aderente sottostante.

Abiti da cocktail
Gli abiti da cocktail di Sua Maestà erano solitamente realizzati in colori più tenui rispetto a quelli utilizzati negli abiti da giorno, con linee sia slanciate sia vaporose.

Abito da cocktail, 1960

Per realizzare questo modello unico per Sua Maestà, Balmain ha combinato vari dettagli presenti in diversi abiti da cocktail disegnati per la sua collezione per la primavera 1960.

È interessante notare che Balmain presentò un abito molto simile nella sua collezione per la primavera 1963, lasciando intendere che i modelli personalizzati che realizzava per Sua Maestà ispiravano anche le sue collezioni ordinarie.

Abito da cocktail, 1960

Questo vestito è stato realizzato in primavera per essere indossato a New York sotto un cappotto da sera in seta tailandese arancione che non è arrivato fino ai nostri giorni. Sua Maestà lo indossò anche in Francia sotto una giacca bianca di visone.

Il vestito è realizzato in crêpe di seta con ricami realizzati con fili di seta e metallizzati, perline e paglia. L’illustratore Tod Draz realizzò un disegno rappresentante quest’abito che fu pubblicato sul New York Times, sottolineando lo stile impeccabile di Sua Maestà.

Abito da cocktail, ca. 1961

Georgette e crêpe di seta sotto un pizzo di cotone con ricamo con perline della Maison Lesage. Con una fascia in satin di seta.

Il pizzo era un materiale popolare per gli abiti da cocktail e da sera agli inizi e verso la metà degli anni ‘60 e Sua Maestà lo indossava spesso, in versioni semplici o anche riccamente decorate.

Abito da cocktail, 1961

Le “frange” che decorano questo abito luccicante sono state realizzate con strisce di satin applicate individualmente allo scollo e alla vita di un corpino aderente.

Nella primavera del 1961, Balmain utilizzò la stessa tecnica su abiti simili in vari colori e su modelli differenti – in abiti senza spalline o in sbieco e su un top abbinato a dei pantaloni da sera. In tutto ha realizzato otto variazioni.

Abito da cocktail, 1964

Il ricco ricamo testurizzato che adorna questa semplice silhouette aderente è composto da motivi floreali stilizzati ispirati alla Tailandia e ricorda i capi in broccato della Francia del XVIII secolo.

Questa combinazione di influenze tailandesi ed europee nel design è tipica dell’opera di Balmain e Lesage per Sua Maestà.

Abito da cocktail, 1967

Sua Maestà scelse molti dalle collezioni regolari di Balmain durante la prima metà degli anni ‘60, mentre in seguito una parte sempre maggiore del Suo guardaroba fu composta da modelli personalizzati.

Quest’abito, ricamato in modo più sontuoso rispetto al modello della passerella, sembra essere l’unico della collezione di Balmain per la primavera del 1967 a essere stato scelto da Sua Maestà la Regina.

Abiti da sera
Balmain realizzò diversi abiti da sera in stile occidentale per Sua Maestà combinando la moderna seta tailandese a tessuti occidentali.

Abito da sera, 1960

Quest’abito, con i sinuosi ricami e la gonna ampia, dimostra l’amore di Balmain per lo stile e le decorazioni dell’Europa del XVIII secolo.

Abito da sera, 1960

Realizzato in un pizzo francese decorato di Lesage, quest’abito è stato indossato durante il tour del 1960 per banchetti, opere teatrali e altri eventi formali in Belgio, Germania, Norvegia e Spagna e successivamente in Tailandia.

Abito da sera, 1960

Broccato di seta con fili di metallo (phaa yok) e seta tailandese. Sebbene Sua Maestà spesso scegliesse di indossare l’abito nazionale tradizionale per gli eventi formali durante il tour, Balmain realizzò per Sua Maestà anche diversi abiti da sera in stile occidentale, sempre con lo stesso broccato tradizionale di corte utilizzato per il Suo abito nazionale.

Abito da sera, 1960

Sebbene Sua Maestà spesso scegliesse di indossare l’abito nazionale tradizionale per gli eventi formali durante il tour, Balmain realizzò per Sua Maestà anche diversi abiti da sera in stile occidentale, sempre con lo stesso broccato tradizionale di corte utilizzato per il Suo abito nazionale. Quest’abito è in Phaa Yok, un broccato di seta con fili di metallo.

Abiti da sera, Marly, 1962

Abito della collezione primavera 1962 di Balmain, Marly è stato immortalato in varie riviste di moda e in diversi cinegiornali, uno dei quali si può vedere nella galleria adiacente. Sua Maestà lo portò con sé durante una visita di Stato in Australia e Nuova Zelanda nel 1962 e lo indossò a casa almeno fino al 1966.

Abito da sera, 1963

Sua Maestà indossò per la prima volta questo modello luccicante e dal taglio semplice nel maggio del 1963 durante una visita di Stato in Giappone. L’occasione era un banchetto in onore delle Altezze Reali offerto dall’Imperatore Hirohito.

Abito da sera, 1969

Il fantasioso ricamo disegnato da Lesage per il corpino e le maniche accentuate del vestito rappresenta un puzzle a mosaico di elementi in plastica dal colore brillante, luminose paillettes e perline. Dalla distanza, l’effetto è quello di una finestra realizzata in vetro colorato.

Balmain realizzò almeno un altro esempio di questo modello, il che indica che derivava da una sua collezione regolare e perciò non realizzato in esclusiva per Sua Maestà.

Abito nazionale tailandese SUPPORT in seta
Balmain e Lesage realizzarono diverse variazioni degli otto modelli di abito nazionale tailandese definiti da Sua Maestà nei primi anni ‘60.

Abito da sera nello stile nazionale tailandese, 1964

Corpetto in seta tailandese con paillettes ricamate. Gonna in broccato di seta con fili dorati (phaa yok). Balmain e Lesage iniziarono a realizzare il vestito nazionale tailandese di Sua Maestà attorno al 1963, apportando alcune variazioni ai modelli definiti per il tour del 1960. Questo, commissionato per una visita ufficiale in Austria, aggiunge una seta tailandese in tinta unita al solito broccato, più uno strato a strascico sulle spalle e un semplice ricamo di paillettes.

Abito da sera nello stile nazionale tailandese, 1967

Broccato di seta con lavorazione jacquard e fili di metallo con ricamo di cristalli, perline, paillettes e fili argentati per un viaggio ufficiale in Iran nell’aprile del 1967.

Questa versione senza maniche con colletto alla coreana dell’abito nazionale tailandese è realizzato in un broccato di seta europea con fili di metallo completamente nascosto sotto uno strato di complesso ricamo nel caratteristico stile di Lesage.

Abito da giorno, 1972

Quest’abito semplice è incantevole, ma non presenta i tipici tocchi da maestro di Balmain.

Potrebbe rappresentare uno dei primi tentativi di utilizzo dell’ikat dei villaggi nordorientali della Thailandia che divenne in seguito un tessuto caratteristico di Sua Maestà, quando lo stilista stava ancora iniziando a esplorarne il potenziale.

Abito da sera, 1979

Sua Maestà ha sempre continuato a collaborare con la Maison Balmain. Quest’abito è realizzato in seta ikat (mat mii) con un ricamo di perline, paillettes e cristalli uniti al filamento dell’albero della seta (Ceiba speciosa).

Cappelli

I modelli preferiti da Sua Maestà

Molti dei cappelli di Sua Maestà erano cappellini a tamburello, un modello senza falda con corona profonda che rimane alto sulla testa o si indossa piegato verso dietro. Tra i modelli preferiti di Sua Maestà si ricordano dei cappelli drappeggiati in stile turbante, due dei quali sono qui raffigurati.

Cappellini a tamburello

La maggior parte erano piccoli cappelli a tamburello o turbanti, mentre i cappelli più ampi erano indossati inclinati verso dietro per far vedere, e non nascondere, il volto di Sua Maestà.

I cappelli erano ancora considerati un elemento necessario di un guardaroba reale in stile occidentale

La modisteria interna della Maison Balmain li realizzò per molti, se non tutti, i completi da giorno che Sua Maestà la Regina indossò in Occidente durante il decennio. Molti di quei cappelli erano realizzati in coordinato con completi specifici.

Scarpe

Un illustre stilista di scarpe parigino

Il famoso stilista di scarpe parigino Rene Mancini era specializzato in calzature realizzate a mano per clienti privati e per diversi couturier. È probabile che fu Balmain, incaricato della cura degli accessori di Sua Maestà per il guardaroba del tour del 1960, a sceglierlo come realizzatore delle scarpe di Sua Maestà la Regina Sirikit.

Scarpe da sera

Per la sera, Sua Maestà la Regina prediligeva le décolleté in pelle metallizzata con la punta rivolta verso l’alto in stile asiatico che andavano di moda tra la fine degli anni ‘50 e gli inizi degli anni ‘60.

La mostra “Fit For a Queen: le creazioni di Balmain per Sua Maestà la Regina Sirikit'' sarà visitabile fino a giugno 2018. Il museo si trova all’interno del complesso del Grande Palazzo Reale a Bangkok.

Queen Sirikit Museum of Textiles
Riconoscimenti: storia

Crediti

Un ringraziamento ai seguenti individui e organizzazioni
per la loro assistenza nella creazione di questa mostra

Ufficio della Famiglia Reale
Ufficio del Segretario Privato Principale di Sua Maestà
Ufficio del Segretario Privato di Sua Maestà
Ufficio della proprietà della Corona
Ambasciate reali tailandesi a Berna, L’Aia, Londra, Parigi e Roma
Suan Luang Rama IX Foundation
Pierre Balmain S.A.
49 Lighting Design Consultants Limited
Bangkok Post
British Pathé
CIDI Chanapatana
Condé Nast
Das Bundesarchiv
Final Cut
Gaumont Pathé Archives
Getty Images
Hampton Court Palace
Lesage
Louis Vuitton Malletier
Ovation Studio
Panasonic Siew Sales (Tailandia)
Pacific Intercommunication
River Books
Chirayu Isarangkun Na Ayuthaya
Thanpuying Oranush Isarangkun Na Ayuthaya
Thanpuying Charungjit Teekara
Thanpuying Supornpen Luangthepnimith
Jaranthada Karnasuta
Karoon Chandrangsu
Opas Sayasevi
Thanpuying Kenlong Snitwongse Na Ayutthaya
The late Thanpuying Karan Snitwongse Na Ayutthaya
Thanpuying Pungjit Subhamitr
Thanpuying Pharani Mahanonda
Khun Chantanee Thanarak
Khunying Uraiwan Svasdisant
Kim Atkinson
Hubert Barrère
Delphine Berthier
Julia M. Brennan
M.R. Narisa Chakrabongse
Peter Cope
Khon Darath
Gridthiya Gaweewong
Dale Carolyn Gluckman
The late Alain Hivelin
Lauren Klamm
Narongkorn Laosrisin
Kullawit Laosuksri
Florence Lesché
Bleue-Marine Massard
Ruetairat Nanta
Paisarn Piammattawat
Wisit Potiwat
Nat Prakobsantisuk
Sivika Prakobsantisukh
Kanlayarat Prasertboon
Prow Puttorngul
Scott Robinson
Armpaeng Saeai
Amy Sarabi
Parichat Saengsirikulchai
Bianca Scheer
Loubia Simon
Jirat Subpisankul
Elizabeth Helen Thompson
Tirapan Vanarat
Marie Wurry
Nita Yuvaboon

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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